Green tips… consigli verdi – Le energie

7 luglio 2009 at 09:18 2 commenti


energia-eolica

L’energia eolica – prima parte

Come abbiamo già detto, le fonti rinnovabili di energia sono in grado di abbattere notevolmente l’impatto ambientale, rispetto alle fonti energetiche fossili. I vantaggi principali delle fonti non fossili è che sono inesaurbili, si rinnovano in brevissimo tempo e producono un quasi irrilevante inquinamento.

Il vento è una di queste risorse naturali. Da sempre l’uomo ne ha sfruttato alcune caratteristiche (pensiamo, per esempio, alla navigazione a vela), ma è solo da pochissimi decenni che lo si sfrutta per produrre elettricità.

Lo sfruttamento della potenza del vento si basa sullo stesso principio dei mulini usati nei secoli scorsi dalle società rurali; la tecnologia di oggi ha fatto evolvere i mulini in aerogeneratori. Le pale, anzichè attivare pulegge e ruote, trasmette la propria energia a un generatore che produce quindi elettricità.

Gli aerogeneratori  più diffusi sono di tipo medio, alti circa 50 metri con 2 o 3 pale lunghe 20 metri e in grado di erogare una potenza elettrica giornaliera di 500/600 kW (pari al fabbisogno elettrico giornaliero di 500 famiglie) (Fonte: Enea).

Le  wind-farm (fattorie del vento) sono un gruppo di aerogeneratori che formano così delle centrali elettriche, a cui potenza energiticasviluppata da 30 generatori -per esempio- può produrre 20 milioni di KWh all’anno, cioè l’energia sufficiente al fabbisogno di 7.000 famiglie.

L’energia eolica, come già detto, è una fonte rinnovabile e pulita, anche se non priva di effetti collaterali. Per esempio occupa molto territorio (una wind farm media prevede che gli aerogeneratori siano distanti circa 200 metri l’uno dall’altro. Comunque l’occupazione del territorio non va pòtre il 3 – 5% del territorio disponibile), l’impatto visivo non è del tutto trascurabile, il rumore, i possibili effetti su flora e fauna, le interferenze sulle telecomunicazioni se installati in prossimità di centri abitati, effetti elettromagnetici ecc. Ma tutte queste note negative possono essere annullate o attenuate adottando opportuni accorgimenti e comunque  sono enormemente controbilanciate dagli effetti positivi che l’energia eolica comporta: la possibilità di non immettere nell’atmosfera milioni di tonnellate di sostanze inquinanti e di gas-serra.

Le wind-farm non devono necessariamente  essere costruite sulla terra. Esistono anche le wind farm costruite in mare e, in tal caso, vengono definiti impanti eolici offshore. Si è calcolato che il 20% del fabbisogno dei paesi costieri potrebbe essere sostenuto dagli impianti offshore.

In paesi come la Spagna, l’ Olanda e la Gran Bretagna si è iniziato un percorso di sostegno e aiuti finanziari per incentivare la creazione di wind farm, che sono ora in crescente aumento.

In Italia la quantità di energia eolica prodotta è ancora trascurabile rispetto al potenziale sfruttabile, stimato in circa 3.000 MW sulla terraferma e altrettanti in offshore. L’Italia può contare, specie nelle zone mediterranee meridionali e nelle isole, su venti di buona intensità, quali il maestrale, la tramontana, lo scirocco e il libeccio. (Fonte: Enea).

Secondo uno studio dell’Università di Chieti, gli impianti eolici comportano i seguenti vantaggi:

  • non occupano un’area molto vasta (3-5% del territorio disponibile)
  • incrementa l’economia locale e l’occupazione
  • la converzione della potenza del vento in elettricità è efficiente (rendimento teorico 59%)
  • non produce emissioni climalteranti
  • è facile smantellare le turbine quanto raggiungono la fine della loro vita lavorativa e il sito può essere riportato alle condizioni originali
  • l’industria mondiale è in crescita e c’è una considerevole potenzialità di esportazione
  • la wind farm è semplice ed economica da mantenere
  • contribuisce al rifornimento di elettricità attraverso la diversità e può supportare la rete elettrica locale
  • i costi stanno diminuendo sensibilimente
  • la tecnologia è ben affermata
  • la vita media di aerogeneratore è di 20-25 anni

(Fonte: Università di Siena)

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2 commenti Add your own

  • 1. Alessandro Lesa  |  7 luglio 2009 alle 14:18

    Innanzitutto complimenti, per il bel blog e l’accuratezza delle informazioni negli articoli.
    Il tema è più che importante ed è essenziale, innanzitutto, sensibilizzare ed informare, per cui ben vengano queste iniziative.

    E’ però anche essenziale dire le cose come stanno, perchè non si pensi che queste soluzioni siano già belle e pronte, indolori, definitive, e bloccate solo da qualche forma di interesse economico occulto o chissà quale complotto governativo. Occorre notare che il maggior ostacolo alla diffusione delle rinnovabili siamo innanzitutto NOI, gli utenti finali.

    Perchè? Innanzitutto per un motivo banale ma imprescindibile: i COSTI. Eolico e solare mostrano i loro benefici sul costo dell’energia solo nel lungo periodo; nell’immediato è necessaria una spesa notevole, sia per l’installazione degli impianti che, soprattutto, per l’investimento sulla ricerca, ancora decisamente agli esordi se il traguardo è avere rendimenti palesemente vantaggiosi. I combustibili fossili, nonostante i rincari del mercato, rimangono la soluzione più economica nel breve periodo.

    Secondo: la FLESSIBILITA’. Tutte le rinnovabili hanno andamenti incostanti e spesso imprevedibili, e l’immagazzinamento dell’energia è ad oggi oneroso ed inefficiente. Pensiamo che i tentativi di vincolare l’uso della corrente a determinati orari o alla disponibilità sono sempre falliti, anche di fronte a incentivi economici; al contrario le reti elettriche attuali sono abbondantemente sovradimensionate rispetto alle esigenze medie proprio per supportare i picchi di consumo, perchè tutti pretendono l’energia esattamente quando gli fa più comodo.

    In sintesi, prima di incolpare i “potenti” di turno, chiediamoci: quante famiglie (e imprese) sarebbero disposte ad aumenti consistenti delle bollette e pesanti vincoli sull’utilizzo, a fronte di un prospettato beneficio globale tra 5, 10 o magari vent’anni?

    Rispondi
  • 2. Antonino Giglio  |  8 settembre 2009 alle 11:52

    Verissimo quello che dici Alessandro, il cambiamento inizia da noi cosi come un incendio inizia sempri da piccoli fuochi.
    E’ anche vero pero’ che siamo noi utenti finali che dobbiamo sempre pagare quando invece i costi dovrebbero essere meglio distribuiti.
    Guarda con la crisi finanziaria per esempio, chi ha pagato e sta pagando i danni?

    Rispondi

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