Green tips… consigli verdi- Le borse di plastica

8 luglio 2009 at 15:07 6 commenti


borse_plasticaCi prendiamo una breve pausa dal tema delle energie sostenibili per affrontare un altro argomento, altrettanto attuale e spinoso: le shopper, ovvero le borse di plastica per la spesa.

Secondo i dati dell’UNC, in Italia si consumano circa 30 kg di sacchetti di plastica procapite, che corrispondono a 152 Kg di CO2 emessi nell’ambiente. Per riassorbire in un anno queste emissioni occorrono quasi 4 alberi in crescita.

La maggior parte dei sacchetti presi al supermercato hanno una vita brevissima, cioè la durata del viaggio dal negozio a casa. Considerando che per produrre e distribuire i sacchetti (e in molti casi per smaltirli) si consumano tonnellate di petrolio, i governi mondiali hanno deciso di limitare l’uso degli shopper.

In molti paesi europei, infatti, i sacchetti di plastica verranno messi al bando dal 2010 e verranno sostituiti da borse “verdi”, fatte in materiale biodegradabile.

Anche in Italia si era posta la data del 1° gennaio 2010 come data di inizio di una nuova era. Il comma 1130 della Finanziaria 2007 (scaturito dalla direttiva comunitaria EN 13432), infatti, prevedeva la messa al bando della plastica alle casse del supermercato, per lasciare il posto a borse ecologiche. I tre anni di tempo dall’emanazione della legge alla sua attuazione sembravano il tempo necessario per adeguare le industrie e gli esercenti alle nuove disposizioni. Invece sembra che questo termine sia stato spostato di un altro anno, come minimo.

Questo ritardo si tramuterà come un sicuro danno all’ambiente in cui viviamo: per farvi un esempio concreto, in Italia si producono 200.000 tonnellate di borse di plastica all’anno. Per produrle occorrono ben 430.000 tonnellate di petrolio.
Ancora questi numeri non vi dicono niente?

430.000 tonnellate di petrolio corrispondono al consumo di circa 160.000 automobili che percorrono 30.000km all’anno.

E ne vale la pena, per la produzione di un sacchetto che verrà sicuramente gettato dopo il suo primo e unico utilizzo?

In altri paesi, dal senso ecologico più elevato del nostro, le cose si stanno muovendo – seppur lentamente.

L’Irlanda, per esempio, ha introdotto una tassa sulle shopper. Facendole pagare, si è ridotto il loro abuso del 90%.

In America, a S. Francisco, le buste sono state già bandite e sostituite da quelle biodegradabili (prodotte dal mais, o dalle patate, o dagli scarti vegetali).

Coles greenbagAnche in Australia (lo stato del Victoria) ha introdotto una tassa sulla busta di plastica (la media procapite è attualmente di 16 sacchetti a settimana). La tassa sulla plastica, obiettata da alcuni, non è stata coercitivamente introdotta su tutto il territorio australiano (come si auspicava), ma è stato lasciando il libero arbitrio a ciascun Stato.

Anche in Italia, dal 1989, si paga una minima tassa per ciascun sacchetto prelevato alle casse del supermercato, ma il contributo è così basso che non è ancora disincentivante.

La Cina, invece, a sorpresa, ha deciso di fare la guerra ai sacchetti di plastica e sembra che ci stia riuscendo: dall’introduzione di una tassa sulla shopper, i consumi sono calati drasticamente (2/3 in meno): nel giro di un anno, si sono consumati 40 miliardi di sacchetti in meno, con un risparmio di 1,6 milioni di tonnellate di petrolio.

L’associazione che ha sostenuto questa battaglia non intende fermarsi qui: nei prossimi mesi, infatti, farà dono a ciascun cittadino di una shopper ecologica: una borsina in stoffa, 100% naturale e riutilizzabile.

Alcune catene presenti sul territorio nazionale hanno deciso di attivarsi autonomamente, senza attendere disposizioni governative vincolanti.

Per esempio, il gruppo francese Auchan ha eliminato i sacchetti di plastica, offrendo ai clienti sia shopper di carta, che quelli di mater-bi (i biodegradabili di origine vegetale), che contenitori riutilizzabili.
Anche Carrefour sta seguendo questa strada, anche se le shopper non sono ancora state eliminate. Spetta al cliente confrontarsi con la propria coscienza ecologista, scegliendo in cassa se pensare all’ambiente o no.

La Coop, invece, sta per lanciare una collezione di borse eleganti e moderne: l’accattivante collezione comprende 5 borse riutilizzabili, una usa e getta biodegradabile.

Il sacchetto di plastica, non opportunamente sfruttato e riciclato, è una delle cause primarie dell’inquinamento marino. Uccide balene, tartarughe e altri animali acquatici, che rimangono intrappolati dai fluttuanti rifiuti o che li ingoiano.

Inoltre, la plastica con cui sono prodotte le shopper ha un tempo di degradabilità: circa 200 anni nella previsione più rosea.

Ma cosa possiamo fare noi per arginare i danni provocati da quella che sembra una innocua e utilissima borsa?

Molto, anzi: moltissimo.

Se noi tutti prendessimo l’abitudine di utilizzare la shopper fino al suo naturale deterioramento, se una volta terminate tutte le borse in plastica presenti in casa prendessimo l’abitudine di utilizzare le sportine di una volta (in tessuto), o acquistare alle casse dei supermercati le borse in carta, i cartoni e le borse ecologiche riutilizzabili.

Occorre un’imposizione di legge per salvare il nostro Pianeta?

Per approfondire:

corriere.it

Creative Commons License
Green tips…consigli verdi by Barbara Martello is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Entry filed under: Ecologia. Tags: , , , , , , , .

Greentips…consigli verdi – Le energie Greentips…consigli verdi – Gli orti urbani

6 commenti Add your own

  • 1. manoquadra  |  8 luglio 2009 alle 21:33

    ciao
    io trovo assurdo piantare il mais per poi ricavarci delle borse di plastica. sì, non inquina, ma il danno ambientale alle colture. con ogm o senza?
    e poi sto cacchio di mais, lo danno anche ai vitelli d’allevamento e alle vacche per produrre il latte.
    distruggono la nostra salute con il rapporto elevatissimo di omega 6
    . ognuno si piglia il borsone da casa, e se ci va in macchina, piglia lo scatolone. per risolvere problema borse di plastica : da domani costano un euro l’una.vedrai che la gente si compra qulle di tela….

    Rispondi
    • 2. Barbara  |  9 luglio 2009 alle 19:01

      Infatti uno dei problemi delle biobag è proprio quello che spesso si coltivano campi di mais solo per produrle.
      Questo non sarebbe di per sè un male, se solo il campo non fosse di coltivazione intensiva, se rientrasse in un piano di rotazione e se non togliesse mais utile per produrre cibo.
      Anche secondo me dovrebbero invertire i costi dei sacchetti, alle casse dell’ipermercato: mettere a un euro quelle di plastica e a 5 centesimi quelle di carta.
      O fare una campagna di informazione e incentivare quelle di stoffa…

      Rispondi
  • […] ottima alternativa sono le borse di stoffa: resistenti e capienti, permettono di dire addio alle shopper di plastica, che costituiscono una delle prime fonti di inquinamento ambientale. Quando decidiamo di acquistare […]

    Rispondi
  • 4. piero adami  |  24 marzo 2010 alle 06:02

    come riciclare i sacchetti di plastica ?

    Rispondi
    • 5. Barbara  |  24 marzo 2010 alle 09:10

      Credo che la maniera più semplice e corretta sia quella di riutilizzarli finchè durano, per la spesa e simili. Quando il sacchetto è logoro, lo si può usare per metterci la plastica da gettare nei cassonetti appositi per riciclarla.
      Altrimenti, se sei un creativo ci sono diversi metodi per trasformare i sacchetti in qualcosa d’altro. Per esempio, stirando le buste tra due fogli di carta (così il ferro tiepido non si attacca alla plastica), si ottiene un materiale che dopo essere stato opportunamente tagliato e cucito può trasformarsi in borse e portafogli. QUesto video è in inglese, ma semplicemente guardandolo si capisce come procedere: http://www.youtube.com/watch?v=sB1mE8e35UY

      Rispondi
  • […] buste prese ai supermercati non vengono riciclate correttamente (usandole più e più volte), nè tanto […]

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Ecogreentips.org

Clicca qui per iscriverti a questo sito e ricevere le notifiche dei nuovi articoli via e-mail.

Segui assieme ad altri 454 follower

Feeds

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Errore: Twitter non ha risposto. Aspetta qualche minuto e aggiorna la pagina.

Categorie

Archivi

Creative common

Sosteniamoli!

Greenpeace Italia

English version

Trovi i Greentips anche qui:


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: