Greentips…consigli verdi- Pacific Trash Vortex

26 novembre 2009 at 13:31 2 commenti


Pacific Trash Vortex

Non è noto a tutti cosa sia il Pacific Trash Vortex (detto anche Great Pacific Garbage Patch), ma con questo termine si identifica un’isola mobile di spazzatura che galleggia nell’Oceano Pacifico.

Questo enorme agglomerato di spazzatura è composto per l’80% di plastica e il restante 20% è di materiali di varia natura e provenienza che, trascinati dalle correnti, si sono accumulati in un’area oceanica di circa 15 milioni di km2 (per dare dei riferimenti, è un’area vasta come Spagna e Portogallo messi assieme) e profonda 30 metri. I detriti, si stima, hanno un peso complessivo di oltre 100 milioni di tonnellate.

Le sue origini si fanno risalire agli anni ’50, a causa dell’azione della corrente oceanica Vortice del Nord Pacifico (North Pacific Subtropical Gyre), il cui andamento a spirale in senso orario attira nel suo vortice ogni oggetto galleggiante e lo convoglia nella stessa area, aggregandoli. Il Vortice del Nord Pacifico è vasto 34 milioni di km2 ed è formato da quattro correnti principali, provenienti da 4 zone diverse dell’oceano. Il suo centro è noto come “Horse Latitude” (Latitudine dei Cavalli), famoso per la sua calma e stazionarietà. In quest’area, in cui i venti sono scarsi, gli antichi galeoni spagnoli diretti nelle Americhe venivano alleggeriti del proprio carico, gettando in mare anche i cavalli destinati alle colonie. Oggi quest’area è il punto di maggior accumulo di rifiuti e detriti.

Ovviamente, i detriti di natura biologica si decompongono nei tempi dettati dalla loro stessa natura, ma i rottami marini e la plastica si stanno accumulando inesorabilmente, senza venire smaltiti o disciolti dal moto marino o dall’acqua salata. A peggiorare la situazione si aggiunge la fotodegradazione della plastica che si degrada fino a sciogliersi, ma si disintegra in pezzi sempre più piccoli, fino a raggiungere la dimensione dei polimeri, notoriamente difficilissimi da biodegradare. La rottura della plastica in particelle costituisce un danno per le biodiversità marine incalcolabile. Per esempio, alcuni esseri viventi nell’oceano (come le meduse) scambiano la plastica per zooplancton e se ne nutrono. Ciò significa che questi polimeri vengono introdotti nella catena alimentare, con il mercato ittico. Si pensi che nel 2001 la quantità di plastica presente nell’oceano era di 6 volte superiore allo zooplancton.

La maggior parte dei rifiuti è costituita da oggetti contenuti nei container trasportati dalle navi cargo, che talvolta cadono in mare. Alcune di queste dispersioni sono diventate famose, come quella del 1990 in cui la Nike ha disperso scarpe da ginnastica che sono state ritrovate nei tre anni successivi sulle spiagge di alcuni stati americani. Un altro celebre incidente ha riguardato papere di plastica da bagno. In questo caso, però, a parte il danno ambientale causato dalla dispersione delle papere è stato utile per lo studio delle correnti oceaniche su scala globale, integrando le informazioni già in possesso degli esperti.

In questi anni si sono costituite diverse squadre d’azione per la pulizia del Pacific Trash Vortex, ma la vastità dell’area non consentono di ottenere risultati nell’immediato.

E’ importante quindi che tutti si rendano conto che l’inquinamento di un’area è responsabilità di tutti ed è importante che tutti, nel loro piccolo, adottino comportamenti di civiltà ecologica.

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2 commenti Add your own

  • […] negli agglomerati che si creano con le correnti. L’esempio più importante e grave è il Pacific Trash Vortex, di cui abbiamo spesso […]

    Rispondi
  • […] recente notizia che anche nel Mediterraneo si sta creando un Pacific Trash Vortex nostrano. Il Census of Marine Life è uno studio che si sta sviluppando da una decina d’anni […]

    Rispondi

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