Greentips…consigli verdi – Le polveri sottili

20 gennaio 2010 at 14:49 Lascia un commento


Le polveri sottili, comunemente denominate con la sigla PM10, sono particelle microscopiche (diametro uguale o inferiore a 10 µm) presenti nell’atmosfera. La fonte di queste polveri è di diversa provenienza, infatti si possono sprigionare in maniera naturale dall’erosione del suolo, dagli incendi boschivi (non apriamo qui la parentesi sulla natura degli incendi che divampano regolarmente d’estate), da eruzioni vulcaniche, dal sale marino e dai pollini. Ma le PM10, si possono anche nascere dall’attività dell’uomo: processi di combustione (degli impianti di riscaldamento, dalle automobili, dalle attività industriali, inceneritori, centrali termoelettriche), nonchè dall’usura dei pneumatici e asfalto.

Il traffico urbano, quindi, non è la principale causa di inquinamento atmosferico, benchè contribuisca in buona parte.

L’apparato respiratorio viene sottoposto costantemente  all’inalazione delle polveri sottili:

oltre i 7 µm: cavità orale e nasale
fino a 7 µm: laringe
fino a 4,7 µm: trachea e bronchi primari
fino a 3,3 µm: bronchi secondari
fino a 2,1 µm: bronchi terminali
fino a 1,1 µm: alveoli polmonari

Patologie come asma, affezioni cardio-polmonari e diminuzione della capacità polmonare sono strettamente legate all’inquinamento da polveri e nelle città la loro diffusione è oramai un dato di fatto, soprattutto tra i bambini.

La Comunità Europea ha stabilito che non si possono superare i limiti di particelle per più di 35 giorni in un anno. Gli stati che superano ripetutamente i limiti e che non dimostrano di adottare sistemi di prevenzione e riduzione del fenomeno dell’inquinamento atmosferico sono passibili di multa.

Legambiente, nella sezione Mal’Aria del suo sito, ha pubblicato un bellissimo dossier relativo all’anno 2009, nel quale indica nel dettaglio gli sforamenti delle città italiane.

Ne emerge una situazione drammatica, a cui non si può non dare peso.

Ecco riepilogate le città in cui vengono rilevate le polveri sottili, dalla più inquinata a quella meno:

PM10 – Superamenti del limite medio giornaliero (50 μg/m3 – valore annuo max consentito: 35) nei capoluoghi di provincia relativi al 2009, rispetto alla centralina peggiore. In rosso il numero di volte in cui si è andati oltre il limite:

1 Napoli Ente Ferrovie 156
2 Torino Grassi 151
3 Ancona Via Bocconi 129
4 Ravenna Sapir 126
5 Mantova Via Ariosto 126
6 Frosinone Scalo 122
7 Milano Via Pascal 108
8 Alessandria Volta 105
9 Pavia P.zza Minerva 100
10 Brescia Villaggio Sereno 99
11 Padova Mandria 95
12 Lodi Lodi 92
13 Monza V. Machiavelli 92
14 Lucca Lucca V.le Carducci 92
15 Verona Borgo Milano 89
16 Firenze Viale Gramsci 88
17 Piacenza V. Giordani 83
18 Cremona Fatebenefratelli 83
19 Asti D’acquisto 82
20 Vicenza S.Felice 82
21 Rovigo Centro 81
22 Reggio nell`Emilia V.le Timavo 80
23 Caserta Scuola De Amicis 78
24 Modena V. Giardini 78
25 Novara Roma 77
26 Bergamo Via Garibaldi 72
27 Treviso V. Lancieri 71
28 Vercelli Campo Coni 70
29 Roma C.so Francia 67
30 Ferrara C.so Isonzo 66
31 Benevento Pal. Del Gov. 65
32 Como Como 65
33 Perugia Fontivegge 63
34 Parma V. Montebello 62
35 Pescara Via Sacco 60
36 Venezia Sacca Fisola 60
37 Pistoia Via Zamenhof 58
38 Terni Prisciano 57
39 Avellino Ospedale Moscati 56
40 Bari P.zza Savoia 56
41 Sondrio Via Merizzi 55
42 Biella Lamarmora 50
43 Bologna S.Felice 50
44 Macerata P.zza Vittoria 49
45 Palermo Di Blasi 48
46 Varese V. Copelli 46
47 Pisa Oratoio 46
48 Prato Via Ferrucci 45
49 Cagliari P.zza Sant`Avendrace 45
50 Genova* Genova* 45
51 Pesaro Via Giolitti 44
52 Lecco Via Amendola 42
53 Cuneo II Regg. Alpini 41
54 Pordenone Centro 38
55 Forlì Roma 37
56 Rimini Marecchia 36
57 Arezzo Via Fiorentina 36
58 Udine P.le Osoppo 35
59 Catania Viale V.Veneto 33
60 Grosseto Parco d. Maremma 30
61 Olbia Via D`Annunzio 30
62 Latina V. Tasso 26
63 Lecce Via S. Pietro In Lama 26
64 Salerno U.S.L. 53 25
65 Campobasso P.zza V. Cuoco 25
66 Oristano Via fond. Rockfeller 25
67 Massa Via Galvani 24
68 Belluno Belluno 23
69 Verbania Gabardi 20
70 Livorno Viale Carducci 18
71 Teramo Porta Madonna 17
72 Trieste V. Carpineto 17
73 Isernia Via Puccini 17
74 Sassari Via Amendola 17
75 Trento Trento 16
76 Aosta Q.Re Dora 14
77 Brindisi Bozzano 13
78 Villacidro Str consortile Z.I. 12
79 Gorizia Gorizia 11
80 Bolzano/Bozen V. C. Augusta 11
81 Rieti Rieti 1 10
82 L`Aquila Amiternum 8
83 Savona C.so Ricci 8
84 Potenza Viale Firenze 5
85 Viterbo Viterbo 5
86 Siena Loc. Due Ponti 5
87 Reggio Calabria Via S.Giuseppe 4
88 Matera La Martella 1

Fonte: elaborazione Legambiente/LaMiaAria su da dati Arpa, Comuni, Regioni

Le maggiori fonti di inquinamento atmosferico sono:

  • la combustione industriale;
  • la combustione nell’industria e impianti energetici;
  • attività produttive;
  • combustione non industriale;
  • trasporti stradali;
  • altre sorgenti mobili e macchinari;
  • estrazione e distribuzione di combustibili fossili e geotermia;
  • uso di solventi;
  • trattamento dei rifiuti o discariche;
  • agricoltura;
  • altre sorgenti e assorbimenti

A parte le prime voci, che hanno come comune denominatore l’industria, la prima causa di inquinamento che coinvolge tutti è la viabilità.

L’Italia ha il primato europeo di maggior numero di autovetture per abitante (Roma, tra tutte registra 76 auto per 100 abitanti) e le scelte delle amministrazioni comunali e del Governo non aiutano a risolvere questo problema. La mobilità privata è ancora la più scelta dai cittadini, congestionando così il traffico urbano.

Tutti gli interventi governativi, dal 2001 ad oggi, hanno elargito il 67% delle risorse economiche disponibili per infrastrutture stradali, ma non hanno investito sufficientemente sulla mobilità sostenibile.

Un radicale cambiamento di cultura e massicci interventi (infrastrutture, progetti, alternative offerte) governativi o amministrativi potrebbero fare la differenza.

Lo sviluppo sostenibile e la riduzione dell’inquinamento, che a noi italiani sembrano irrimediabilmente e inesorabilmente destinati a crescere, sono stati invece argomento centrale per alcune amministrazioni del resto d’Europa (specialmente al Nord).

Un recente rapporto promosso da Siemens ha analizzato diversi parametri di 30 città europee,che sono state candidate dai propri Governi per contendersi il primato della città europea più verde.

L’elenco delle prime 10 città in cui è stata rilevata relativa la miglior qualità dell’aria è così composto:

  1. Vilnius (punteggio 9.37)
  2. Stoccolma (punteggio 9.35)
  3. Helsinki (punteggio 8.84)
  4. Dublino (punteggio 8.62)
  5. Copenhagen (punteggio 8.43)
  6. Tallin (punteggio 8.30)
  7. Riga (punteggio 8.28)
  8. Berlino (punteggio 7.86)
  9. Zurigo (punteggio 7.70)
  10. Vienna (7.59)

Roma si trova al 17° posto, con un punteggio di 6.56.

In Nord Europa è in atto un processo, iniziati negli anni ’90, che tende a migliorare la qualità di vita del cittadino. Nella maggior parte delle città che vantano primati ecosostenibili, hanno avviato programmi di salvaguardia delle biodiversità; hanno aumentato le aree verdi cittadine (in molte città, come Copenhagen e Stoccolma, i cittadini vivono a meno di 300 metri da un parco pubblico); hanno migliorato le infrastrutture e la viabilità cittadina; hanno incentivato l’uso di piste ciclabili e anche dei mezzi pubblici (rendendoli economici, efficienti e sicuri). I risultati sono tangibili e reali. Oslo, per esempio, non registra più superamenti delle polveri sottili dal 2007.

Queste città sono la dimostrazione che, attuando un programma governativo e amministrativo radicale, è possibile ottenere risultati concreti, che non possono che far bene alla popolazione e all’ambiente.

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