Greentips…consigli verdi – L’energia nucleare

7 febbraio 2010 at 17:11 2 commenti


Nucleare sì. Nucleare no.

In questo ultimo periodo si parla molto di energia nucleare come potrebbe essere la soluzione ideale per ridurre notevolmente i costi dell’energia, riducendo l’importazione di petrolio e quindi la dipendenza dai Paesi produttori.
Ma siamo sicuri che sia davvero così? Intanto capiamo che cos’è l’energia nucleare: viene prodotta in apposite centrali, in cui si bombarda l’uranio con neutroni. Avviene così la fissione nucleare: il nucleo dell’uranio si divide in due nuclei più piccoli e, con un effetto domino, genera nuovi nuclei che, bombardati da altri nuclei di uranio, danno il via a una reazione a catena, sprigionando una potenza energetica altissima.
PRO:
– le centrali nucleari non emettono anidride carbonica in atmosfera;
– permettono di liberarsi dalla dipendenza di petrolio, inoltre, non dipendendo dal petrolio e dalle sue oscillazioni si evitano instabilità eco-politiche nazionali;
– si escludono momenti di balckout;
– il prezzo dell’energia in bolletta dovrebbe diminuire.
E i contro?
– Le scorie sono radioattive, pericolosissime e tossiche e hanno tempi geologici di smaltimento (cioè, milioni di anni).Attualmente non esiste una tecnologia capace di smaltirle in maniera sicura; le centrali non garantiscono la sicurezza totale (è ancora vivissimo il ricordo del disastro di Chernobyl);
– i costi di progettazione sono altissimi e gli eventuali costi di smantellamento addirittura doppi;
– i tempi di costruzione lunghi (10 anni, di media); ai costi di costruzione, si devono aggiungere i costi di messa in sicurezza militare contro attacchi terroristici ed eventuali eventi naturali;
– si deve individuare un luogo adeguato per la creazione della centrale e uno ancora più ragionato per lo stoccaggio delle scorie;
– smaltire le scorie ha un costo elevato;
– i costi di costruzione e smantellamento incidono sulla bolletta;
– in Italia non ci sono giacimenti di uranio e quindi lo si dovrebbe acquistare all’estero.

Ma com’è la situazione nel mondo? Cosa è successo in altri Paesi?

In Canada era stato varato un progetto di costruire 10 reattori entro il 2014, ma è stato abortito.
In America attualmente sono in funzione 109 centrali.
23 anni fa è stato dato ordine di costruire un reattore, ma non è mai stato realizzato. Negli ultimi 30 anni sono stati ordinati e poi cancellati ben 123 reattori.
Nel Massachusetts fu costruita una centrale, nel 1960, che fu chiuso nel 1991 e costo 186 milioni di dollari (calcolo sul valore del dollaro del 1993). A tutt’oggi lo smantellamento non è stato ancora terminato e la spesa prevista è di 370 milioni di dollari.
In sostanza, il reattore è costato 556 milioni di dollari per 31 anni di servizio, ma in generale, la vita media dei reattori è di soli 21 anni.

Ci sono alternative? Se si pensa che le centrali nucleari siano la soluzione giusta, un’alternativa più “ecologica” c’è.
Si dovrebbe usare il torio al posto dell’uranio. Il torio di per sé fissile, ma lo diventa se siacquista un neutrone.
Al momento il costo della lavorazione nucleare con torio è ben 70-80 volte maggiore rispetto all’uranio, ma c’è da dire che il torio è molto più conveniente per la produzione: lo stesso quantitativo di energia si può produrre con una tonnellata di torio, contro le 200 di uranio. Inoltre, il torio è molto più abbondante in natura e le scorie radioattive si “disattivano” in circa 100 anni (a differenza dei milioni di anni delle scorie d’uranio).
L’alternativa, erroneamente sottovalutata dai governi, è quella di investire in energie alternative. L’eolico, il fotovoltaico, la geotermica, ecc. ecc. dovrebbero diventare parte integrante sia delle nuove costruzioni che delle ristrutturazioni. Ricavare energia da propri impianti e vendere l’eccesso alla comunità sembra la strada più logica ed economica per salvaguardare il nostro Pianeta.

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2 commenti Add your own

  • 1. senzacredercitroppo  |  7 febbraio 2010 alle 17:30

    magari anche inziare a pensare che, più che procurarci nuove fonti di energia per continuare a vivere nello stesso insensato modo, si dovrebbe e potrebbe usare meglio quelle che abbiamo, usarne meno, ritornando a vivere per VIVERE e non per “alimentare il mercato”, non sarebbe male …
    perchè mi pare ai più sfugga, ma non esiste nulla di “compatibile” con questi ritmi di “sviluppo”, non serve più energia, serve più consapevolezza, serve tornare a dare un senso alla cose, un valore a quel che ne ha e eliminare quel che è evidentemente di più … più energia per fare che? continuare a produrre “fuffa” … con che risultati finali?
    trovare un pianeta discarica dove stoccare le meravigliose porcate prodotte da “ecologicamente pirla”?

    Rispondi
    • 2. Barbara  |  7 febbraio 2010 alle 18:36

      Sono pienamente d’accordo con te. Si dovrebbe pensare prima ad arginare gli sprechi e imparare a vivere con più rispetto delle risorse che abbiamo (prima del boom degli anni ’60, riciclare e riutilizzare cibo e oggetti era una cosa normalissima in ogni famiglia. Pensiamo, per esempio, a tutti i vestiti che si passavano fratelli e cugini, voltati e rivoltati, rammentati e ristretti…). C’è anche da dire che la popolazione mondiale sta crescendo e che molti paesi prima arretrati sono ora in via di sviluppo. L’energia sarà comunque una fonte di vita irrinunciabile e la richiesta di produrne aumenterà. A maggior ragione si deve pensare a ridurre gli sprechi e a usare bene quella che già produciamo!

      Rispondi

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