Greentips…consigli verdi – i Chirotteri

12 aprile 2010 at 15:05 Lascia un commento


Va bene: forse non sono proprio belli (anche se c’è chi – come noi- la pensa diversamente), ma i pipistrelli sono una risorsa importantissima per il nostro ecosistema.Il retaggio culturale ha investito i chirotteri con un velo di mistero e negatività, ma nella realtà i pipistrelli sono dei collaboratori preziosi, predatori di zanzare e altri insetti nocivi alle colture.

Nel nostro Paese vivono 34 specie di pipistrelli, costituendo così il 30% di tutti i mammiferi selvatici presenti sul territorio. Le loro carattareistiche  li rendono animali perfetti: sono gli unici mammiferi in grado di  volare; riescono a individuare con precisione prede e ostacoli con il loro radar; vanno in letargo nei mesi freddi, riuscendo ad abbassare al minimo le funzioni vitali.

In virtù delle loro scarse dimensioni (i nostri chirotteri pesano pochi grammi e a riposo si avvolgono nelle proprie ali), i pipistrelli scelgono di creare la propria tana principalmente in grotte, anfratti, spacature nei muri, cavità di alberi. Alcune specie si sono adattate a vivere anche in città, soprattutto in prossimità dell’illuminazione pubblica perchè intorno ai lampioni accesi si possono trovare più insetti (ogni pipistrello può cacciare anche 2000 zanzare per notte). Tuttavia, nonostante questo vantaggio, lo smog e l’estrema urbanizzazione stanno facendo sparire  i pipistrelli dalle città e sono oggi considerati animali a rischio di estinzione. Senza contare che spesso i pipistrelli vengono allontani, perchè considerati nocivi. Numerosi sono anche i pregiudizi nei confronti di questi meravigliosi mammiferi: non è vero che si attaccano ai capelli delle persone, non è vero che succhiano il sangue (pipistrelli vampiri sono rari e vivono solo in Sud America e non succhiano sangue ai capi di bestiame sino allo stremo, ma si “accontentano” di poche gocce )

I pipistrelli sono una specie protetta sin dal 1939 (all’epoca ne venne riconosciuto il valore come stermiantori di zanzare, veicoli di malaria) e dal 1983 anche dalle Nazioni Unite. Per incentivare i pipistrelli a ripopolare le città, da diverso tempo sono in commercio le così chiamate bat box (bat house nei Paesi anglosassoni). In origine, agli inizi del ‘900, le bat box erano usate dagli studiosi per eseguire censimenti in aree boschive estese. Oggi le bat box si usano anche in città: sono scatole prevalentemente  in legno, appositamente costruite e appese ad alti alberi per dare riparo ai chirotteri.

Ovviamente non basterà procurarsi una bat box, appenderla e attendere che i pipistrelli la popolino. Si dovrà prestare molta attenzione sia a che la scatola sia ben costruita, sia al luogo ove verrà posta. La posizione migliore è sul muro esterno di una casa, o sul tronco principale di un albero, purchè siano ad almeno 4 metri da terra (i pipistrelli si sentiranno al sicuro lontano dai predatori terrestri). L’accesso alla tana artificiale deve essere ampio e libero da ostacoli, benchè vicino ad alberi e facilmente raggiungibile in volo. Si dovrà quindi prestare particolare attenzione a che rami e fronde non ostruiscano l’intercettazione dell’ingresso. Non da ultimo, le bat box non dovranno essere illuminate da fasci di luce: ricordiatevi che il pipistrello è un animale notturno. Un altro capitolo è la temperatura a cui dovrà essere esposta la bat box: se la tana rimarrà fresca, verrà abitata prevalentemente da maschi organizzati in piccoli gruppi. Se posta in un luogo caldo  ed esposta al sole per almeno sei ore al giorno, verrà popolata dalle colonie di femmine, che la useranno come nursery. I muri delle case offrono calore anche nei mesi più freddi, emanandolo dal riscaldamento e il sotto tetto offrirà anche un riparo dalla pioggia. In inverno, quando i pipistrelli sono in letardo altrove, è il momento ideale per pulire la bat box (togliere nidi di insetti o ragnatele all’interno) e per dare una mano di vernice ad acqua, non tossica, per farla durare più a lungo.

Ma cosa dobbiamo fare se troviamo un pipistrello? E’ buona norma tener presente che i chirotteri sono comunque animali selvatici e come tali vanno trattati. Sarebbe opportuno rivolgersi a persone esperte e a veterinari specializzati in animali selvatici. Comunque, nel caso si dovesse per forza dare assistenza ai pipistrelli, ecco alcune regole:

  • riporre l’animale in una scatola di carto, sul cui coperchio sono stati praticati dei fori di aerazione;
  • inserire nella scatola un pezzo di stoffa appallottolato, così il pipistrello potrà crearsi una cuccia;
  • dare da bere goccia a goccia con una siringa senza ago;
  • se il pipistrello è appena nato, è opportuno lasciarlo nei pressi di dove lo si è trovato e lasciarlo tutta la notte, riposto in una scatola aperta, posizionata per metà sopra una borsa dell’acqua calda (il piccolo troverà da se il punto con la giusta temperatura): ci penserà la madre a riprenderlo;
  • Per reidratare un cucciolo, si deve preparare un mix di acqua e latte vaccino intero, o di capra, nella proporzione di 1:1, somministrato conuna cannula da flebo nr. 23 (butterfly);
  • se il pipistrello è un giovane esemplare entrato dalla finestra, probabilmente è vittima  di un errore di volo causato dalla poca esperienza: la cosa migliore è spegnere la luce e uscire dalla stanza, lasciando la finestra aperta. Quando si sarà calmato, troverà da se la via d’uscita. Se non ci riuscirà, accompagnatelo delicatamente verso l’uscita, aiutandovi con un panno per non toccarlo con le mani nude;

Ci piace sottolineare che i pipistrelli non sono pericolosi, non sono dannosi e svolgono un importante ruolo insetticida naturale e hanno bisogno del nostro aiuto per sopravvivere e ripopolare i nostri territori.

Se siete abili nei lavori fai da te, potete cimentarvi con la costruizione di una bat box:

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