Greentips…consigli verdi – La storia dei giardini pensili

27 luglio 2010 at 10:58 Lascia un commento


Quando giardino e cielo si incontrano … Nasce il verde pensile.

La storia del verde pensile è vecchia come il mondo. Già le popolazioni più antiche utilizzavano rudimentali coperture verdi per le loro capanne, con l’intento di proteggersi e forse confondersi nell’ambiente, mimetizzandosi. Ma i primi veri giardini pensili vengono fatti storicamente risalire all’epoca di Nabuccodonosor, re di Babilonia (nei pressi dell’odierna Baghdad, Iraq) intorno al 590 a. C. Nabuccodonosor volle rendere omaggio alla sua sposta, Semiramide, ricreando intorno a lei la vegetazione delle terre da cui proveniva. La città venne così trasformata con terrazze a gradoni, su cui venivano fatte crescere piante di ogni tipo, dalle rose ai cipressi. Si narra che i giardini di Babilonia fossero una delle Sette Meraviglie del mondo. La pavimentazione dei gradoni veniva lastricata di bitume, pietre e piombo, per garantirne impermeabilità e solidità e le piante venivano irrigate dall’acqua sollevata con pompe a ciotola dall’Eufrate. Splendide colonne di mattoni cotti sorreggevano le terrazze, le arcate e le gallerie che costituivano i meravigliosi giardini. Anche nella vicina città di Ur si costruirono terrazze per coltivare gli orti. Nella cultura della Mesopotamia, il concetto di “giardino” è molto simile al concetto di “paradiso”.Non entriamo nel merito di cosa questo implichi, passando per il Paradiso Terrestre.

Anche successive civiltà si sono ingegnate per abbellire i tetti delle proprie città, basti ricordare – in epoca romana- il mausoleo di Augusto, per esempio. Nel Rinascimento, periodo storico culturalmente alto, si ha avuto un rilancio forte e deciso del giardino pensile e molti palazzi dell’epoca prevedevano terrazze e coperture verdi (Palazzo Piccolomini di Pienza, Palazzo Montefeltro di Urbino, l’Orangerie du Chateau di Versailles, per esempio). Tale tendenza, che negli anni ha subito degli alti e bassi, non si è ancora conclusa e, anzi, al giorno d’oggi ha ripreso nuova vita: ricordiamo gli architetti Gropius, Frank Lloyd Wright e Le Corbusier. I tetti verdi e tutte le altre integrazioni urbane a verde (pareti verticali, giardini pensili) non hanno solo la funzione di abbellire le nostre case, ridà nuova vita a uno spazio spesso inutilizzato, offrendo un angolo di relax e risposo. Le coperture verdi, infatti, offrono vantaggi preziosissimi per la vita di oggi: trattengono l’acqua piovana, riducendo eventuali allagamenti; riduce lo smog, assorbendo le emissioni nocive; assorbe il calore prodotto dai tetti in cemento o lamiera delle città in estate (un tetto può raggiungere i 65°-70°, facendo così aumentare anche di due gradi le temperature cittadine, rilasciando calore); riduce la dispersione di calore all’esterno, nei mesi invernali, migliorando l’efficienza dell’impianto di riscaldamento. Le tecniche adottate oggi e la tecnologia sviluppatasi negli ultimi anni rende i giardini pensili sicuri da possibili infiltrazioni e dagli apparati radicali delle piante insediate. I progettisti sono in grado di valutare quale sia la migliore copertura per lo spazio da ricoprire, suggerendo le piante più adatte e il fondo migliore.

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