Greentips…consigli verdi-I vantaggi del riciclo

29 luglio 2010 at 14:38 Lascia un commento


Da anni, ormai, si parla moltissimo di riciclare. Dagli scarti delle nostre cucine ai vecchi computer dei nostri uffici, qualsiasi materiale che debba essere gettato via deve essere riciclato nel cassonetto giusto (o portato nelle discariche comunali).

Suddividere correttamente nei bidoni la carta, il vetro, la plastica all’inizio poteva sembrare una noiosa incombenza e molto spesso, presi da attimi di sconforto per i molteplici dubbi che sovvengono spesso in questi casi, si gettava tutti nell’indifferenziato. Atteggiamenti come questo devono essere dimenticati, ogni materiale deve essere correttamente riciclato per poter donare loro nuova vita.

Ma cosa significa, questo? Cosa comporta, a livello pratico, riciclare del materiale usato piuttosto che produrne di nuovo?

Ecco qualche dato:

Carta: per produrne una tonnella occorrono 15 alberi; 440.000 litri d’acqua e 7.600 kWh di energia elettrica

Carta riciclata: per produrne una tonnellata occorrono 0 alberi, 1.800 litri di acqua e 2.700 kWh di energia elettrica

Vetro: occorrono silice, soda e carbonato di calcio e la temperatura di fusione di 1500 C°.

Vetro riciclato: metà silice, metà soda e metà carbonato del precedente e una temperatura di fusione molto più bassa

Alluminio: per produrne un kg serve della bauxite e 14/16 kWh di energia elettrica

Alluminio riciclato: solo 0.7/0.8 kWh di energia elettrica

(Ringraziamo il sito differenziata.org per gli ottimi suggerimenti)

Nell’indifferenziato, lo abbiamo già detto, ci può finire di tutto. Ma non è giusto nei confronti dell’Ambiente che ci ospita (sfruttato per l’estrazione delle materie prime), nè per le nostre tasche, dal momento che produrre materie prime nuove costa tantissimo e riciclare costa molto meno. Inoltre, ricordiamo che dall’indotto del riciclo si possono ottenere altre cose, come energia per il riscaldamento delle abitazioni o per la produzione industriale. Perchè buttar via ciò che già abbiamo?

Differenziare i materiali dipende da comune a comune, a seconda dell’impianto di smaltimento rifiuti adottato da ciascuna città. Capita quindi che alcune amministrazioni consentano di riciclare con la plastica anche il polistirolo. Altre chiedono che questo venga gettato nell’indifferenziato. In linea di massima, però, la plastica comune (flaconi di detersivi, shampoo, bagnoschiuma, retine della verdura, confezioni di plastica per alimenti) possano essere riciclati assieme. Se poi vi avanzano dei sacchetti di plastica, o ne avete alcuni troppo malconci per poterli usare ancora, li potete usare per raccogliere la plastica di casa e gettarli nell0apposito cassonetto.

Il vetro è facile: quasi sempre è possibile smaltirlo con la latta, quindi le bottiglie (acqua, vino, liquori, olio) possono essere eliminate nell’apposita campana così come sono. Non è il caso di chiuderli in sacchetti, nè di carta nè di plastica. Ricordiamo che il vetro è il materiale che ha il più alto grado di riclicabilità. Non si scarta quasi nulla dalla sua lavorazione e può essere riclicato e reimpastato all’infinito, non perdendo mai le sue qualità originali. Non occorre sottolineare che il vetro è il miglior contenitorie per qualsiasi alimento: non rilascia alcuna sostanza nociva e non altera gusto o colore del contenuto.

Anche la carta ha un alto grado di riciclabilità. Se correttamente raccolta e lavorata, può essere riciclata a lungo e più volte. Molti pensano che la carta riciclata sia carta di scarsa qualità, ma non è così. E’ vero che ha un colore diverso da quella nuova, ma per gli usi più comuni è perfetta. Ci si potrebbe limitare a utilizzare la carta appena prodotta per i documenti ufficiali, o per altri usi specifici. Per il resto (uso domestico, uso alimentare, o in ufficio) va benissimo. Non vengono tagliati alberi per produrla e anche il risparmio energetico è notevole. E’ anche possibile provare a fare in casa la carta riciclata: ecco come.

Gli scarti umidi delle nostre cucine, invece, possono prendere due vie: i più fortunati, quelli che posseggono un giardino, possono riversare in compostiere i loro avanzi e ottenere della terra fertile. Gli altri devono raccogliere l’umido in appositi sacchetti (di solito sono di carta riciclata, o di materbi, la plastica naturale prodotta dal mais) e gettati negli appositi cassonetti.

Riciclare non è difficile. E’ un esercizio domestico che non comporta nessuno sforzo, ma facendono correttamente si possono ottenere grandi risultati. Non è nemmeno detto che si debbano per forza buttare via oggetti di uso comune. La plastica, per esempio, può essere trasformata in oggetti nuovi. Basta avere un po’ di manualità e creatività.

Pensateci, la prossima volta che gettate via qualcosa!

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