Greentips…consigli verdi-Salute e ambiente

6 ottobre 2010 at 14:14 2 commenti


Che la vita moderna offra dei vantaggi e che le innovazioni ci facciano risparmiare tempo e spesso fatica, è vero. Ma possiamo dire che nuovi materiali e stili di vita siano innocui per la nostra salute?

Purtroppo la risposta è, nella maggior parte dei casi, negativa.

Stress, vita sedentaria, inquinamento, inquinamento acustico,elettrosmog, plastica, solventi, OGM, pesticidi e altri elementi chimici (presenti anche in detersivi e prodotti per l’igiene personale) hanno un’influenza altissima nella nostra salute. Si calcola che i prodotti chimici siano 400 milioni (nel 1930 erano “solo” un milione). E’ praticamente inevitabile che ciascuno di noi sia sensibile ad almeno alcune di queste sostanze. In alcuni soggetti particolarmente predisposti è a rischio la feritlità. Le sostanze chimiche nocive che minano la nostra salute si definiscono “endocrine disruptors”. Se da una parte sono indispensabili per ottenere degli obiettivi (per esempio, grazie ai pesticidi si ottengono piante più sane, longeve e produttive), dall’altra entrano nel nostro organismo, con risultati negativi spesso importanti e non ci riferiamo solamente ai tumori o a degenerazioni che si possono manifestare a distanza di anni, ma gli agenti chimici possono toccarci anche nella nostra intimità, alterando la fertilità sia maschile che femminile. In Paesi altamente industrializzati, come America, Canada e Giappone, l’infertilità e altre malattie correlate alla tossicità ambientale sono così diffuse che hanno assunto addirittura un nome: MCS, acronimo di sensibilità chimica multipla.

Prendiamo ad esempio il fumo, in particolare quello passivo. Uno studio compiuto in America, che ha preso a campione 4.800 donne non fumatrici, ha messo in evidenza l’esposizione al fumo passivo ha aumentato il rischio di infertilità e aborti spontanei del 68% e il 40% delle donne esaminate si è rivelata sterile o ha vissuto almeno un caso di aborto.

Ma anche i cibi, il nostro nutrimento, possono nascondere insidie simili. Alcune verdure sono trattatecon pesticidi altamente nocivi, che se non eliminati completamente possono influire negativamente sulla nostra salute. Ecco l’elenco degli ortaggi più contaminati:

  • Sedano
  • Pesche
  • Fragole
  • Mele
  • Mirtilli
  • Nettarine
  • Peperoni
  • Spinaci
  • Ciliegie
  • Cavoli
  • Patate
  • Uva

E questi quello meno:

  • Cipolle
  • Avocado
  • Mais (pannocchie)
  • Ananas
  • Mango
  • Piselli
  • Asparagi
  • Kiwi
  • Verze
  • Melanzane
  • Meloni
  • Angurie
  • Pompelmi
  • Patate americane (dolci)
  • Meloni bianchi

Alcuni studi condotti in America dimostrano che chi consuma al giorno 5 varietà diverse tra quelle più trattate assimila circa 10 pesticidi differenti . Chi consuma la stessa quantità di frutta e verdura tra quelle meno trattate, invece, assimila al massimo 2 pesticidi differenti al giorno. Lavare bene frutta e verdura è una buona soluzione, ma non elimina completamente il problema (alcuni pesticidi non scompaiono completamente); anche pelare la frutta è un buon rimedio per proteggersi, ma spesso alcuni nutrimenti si concentrano proprio nella buccia. Sarebbe opportuno quindi lavare abbondantemente (con il bicarbonato) la frutta e la verdura e acquistare biologico il più possibile. I produttori bio garantiscono la coltivazione in aree protette e con metodi che escludono i pesticidi (al loro posto vengono spesso introdotti insetti antagonisti a quelli nocivi).
Gli studi sugli OGM sono ancora contrastanti, ma una recente sperimentazione russa su cavie ha evidenziato come gli OGM abbiano influenzato la fertilità dei topolini. A una prima generazione di cavie a cui è stato somministrato cibo OGM, non sono state rilevate alterazioni fisiche. Nella seconda generazione si sono evidenziati ritardi nello sviluppo e gravidanze in età più mature. La terza generazione di cavie si è rilevata totalmente sterile.  Ovviamente altri studi e approfondimenti sono ancora in atto, ma questo primo esperimento lascia aperta la porta al dubbio sulla pericolosità degli OGM.

Un altro argomento controverso è l’elettrosmog. Sembra che alcuni animali (soprattutto ruminanti) subiscano un’influenza negativa se esposti a campi elettromagnetici. Nei loro cervelli è presente una minima quantità di magnetite, in grado di captare il campo magnetico terrestre. Questo consente agli animali di orientarsi nell’ambiente in cui vivono. I campi elettromagnetici prodotti dagli elettrodi (prodotti ovviamente artificialmente) causano interferenze con il campo magnetico terrestre, disorientando i capi di bestiame. Effetti documentati hanno evidenziato nell’uomo una interferenza sulla funzionalità della tiroide e dell’ipofisi.

Gli endocrine disruptors sono fortemente presenti anche nella plastica. Spesso non ci soffermiamo a riflettere a quanta plastica è presente nella nostra vita quotidiana, dalle shopper prese nei supermercati ai mobili di design. Quello che non pensiamo è che la plastica viene gettata via senza cura ed entra nell’ecosistema, inquinandolo. I rifiuti plastici prodotti negli ultimi decenni hanno creato, nell’Oceano Pacifico, il Pacific Trash Vortex.

Anche se in proporzioni assolutamente minori, la stessa cosa accade con l’acqua imbottigliata in plastica (ricordiamo che l’Italia è in cima alla classifica per il consumo di acqua imbottigliata). L’acqua assorbe dalla plastica che la contiene il Bisfenolo A (BPA), che rientra nell’elenco degli  endocrine disruptors.

L’acqua di rubinetto, a sua volta, non è così innocua come può sembrare. Le donne che assumono la pillola immettono, urinando,estrogeni negli impianti di trattamento delle acque nere, che entrano così in circolo nelle tubature delle case. L’assunzione di endocrine disruptors presenti nell’acqua fa diminuire la presenza di spermatozoi nei maschi e provoca pubertà precoce nelle bambine. Altri danni rilevati sono la negativa influenza sullo sviluppo del cervello e fanno aumentare la resistenza all’insulina e diabete.

Come fare allora, a difendersi dagli endocrine disruptors?  Siamo realisti: non è per niente facile. Tuttavia è possibile limitarne l’intossicazione rivedendo il nostro stile di vita. Mentre per i pesticidi sono state introdotte norme severe di controllo e limitazioni d’uso, per la maggior parte degli endocrine disruptors non è facile né stabilirne la pericolosità, né verificare come alcune sostanze aggrediscano il nostro organismo. Gli studi sinora fatti non permettono di capire se un agente potenzialmente innocuo possa diventare tossico se assimilato dal nostro corpo. Come non è possibile agglomerare per categorie i vari preparati base per altri prodotti; molto spesso non sono tossici gli ingredienti chimici, ma lo sono i loro derivati. Nel 2006 l’Unione Europea ha lanciato la direttiva REACH (Registration Evaulation and Authorisation of Chemicals), entrata in vigore il 1 giugno 2007,  che impone alle Aziende che fabbricano materiali chimici di valutare la tossicità di ogni prodotto chimico immesso sul mercato.

Passeggiate all’aria aperta, alimentazione bio, riduzione dell’uso della plastica, eliminazione del fumo, utilizzo di prodotti a base naturale (che evitano l’impiego di petroleum e derivati) possono sicuramente aiutarci a preservare il nostro corpo sano e vitale.

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2 commenti Add your own

  • 1. mattiailgiardiniere  |  15 novembre 2010 alle 14:39

    Molto interessante!
    Se volete saperne di più sul verde andate su:
    http://appuntiverdi.blogspot.com/

    Rispondi
  • […] mesi fa, in un articolo dedicato agli Endocrine Disruptors ,abbiamo parlato dei vantaggi derivanti dalla tecnologia e dalle scoperte scientifiche, di quanto ci […]

    Rispondi

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