Greentips…consigli verdi-il petrolio in casa

20 gennaio 2011 at 10:34 1 commento


Ci risiamo.
Mentre i giornali riportano le notizie degli scandali politici, in Sardegna si sta vivendo un dramma ambientale e quasi nessuno ne parla.

E il disastro ambientale, anche questa volta, è causato da un versamento di petrolio in mare. Forse nel nostro BelPaese la forza mediatica relativa all’ambiente è scarsissima e non abbiamo le capacità degli Americani di sollevare l’attenzione mondiale ai massimi livelli (ci riferiamo al disastro al largo della Luisiana, che coinvolse l’inglese BP), ma tacere quanto sta accadendo in Sardegna, nel golfo dell’Asinara, è il vero scandalo.

 

Riportiamo quanto scritto da Gigi Puggioni, di Unione Sarda, il 16 gennaio:

“…I FATTI È domenica 9 gennaio quanto la nave cisterna Emeralda attracca alla banchina di Fiume Santo. Ha un carico di 27 mila litri di olio combustibile destinato ai più vecchi gruppi della centrale. Alle 23 cominciano le operazioni di scarico. L’olio passa dalla nave alla parte iniziale dell’oleodotto lungo oltre quattro chilometri. I primi sei metri di tubazioni sono sotto la banchina, interrate fra il cemento. Un particolare questo fondamentale perché ha impedito al personale che seguiva le operazioni di accorgersi in tempo reale dello sversamento.
L’ALLARME È scattato poco prima delle 16 di lunedì, diciassette ore dopo l’inizio delle operazioni di scarico. Ma a che ora è cominciato lo sversamento? Quando la pompa è stata danneggiata dal cedimento di un pezzo in cemento della banchina? Secondo i tecnici sono interrogativi che difficilmente avranno una risposta certa.
I TECNICI «Quel che possiamo dire – confermano peraltro dalla Capitaneria di Porto che ha competenza primaria sull’attività ambientale – è che le operazioni si sono svolte con le modalità prescritte. Vale a dire, le panne galleggianti attorno alla nave e un mezzo antinquinamento all’interno del bacino».
Come l’olio abbia potuto raggiungere anche il mare superando la barriera rappresentata dal molo è spiegabile solo con la presenza sotto la banchina di fessure attraverso le quali è potuto uscire.”

I cittadini, per lo più volontari, si sono subito mobilitati per cercare di ripulire dal petrolio quanta più costa possibile riversato dagli impianti danneggati della tedesca E.On, per cercare di arginare questa gravissima emergenza ambientale. Sono a rischio le coste di una delle più belle zone della Sardegna, intorno a Porto Torres. E’ a rischio l’intero ecosistema dell’isola dell’Asinara e l’arcipelago della Maddalena.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica e i media, un gruppo di artisti dell’exQ di Sassari e dal circolo di Rifondazione Comunista Utalabì hanno usato i sacchi neri pieni di petrolio raccolto per disegnare sulla sabbia una balena.

Alla Nuova Sardegna, gli attivisti spiegano che “La balena non è solo il simbolo dei pesci spazzati via dalla marea nera, ma più in generale di un intero ecosistema gravemente compromesso da una ingiustificabile negligenza della multinazionale E.On”.

Al momento si lavora per cercare di ridurre il danno ambientale, per ripulire acqua e coste dal petrolio. Sembra che i tempestivi soccorsi e il ripristino del condotto sottomarino non abbiano permesso di vivere una tragedia ben più grande, come accadde in Luisiana, al largo del Golfo del Messico.

Questo è l’ennesimo disastro che ci deve far riflettere. Non possiamo permetterci di perdere nemmeno una specie del delicato ecosistema marino. Per evitare che si possano verificare nuovi incidenti, è necessario che le miliardarie compagnie petrolifere effettuino, innanzitutto, delle ispezioni accurate dei loro impianti (spesso obsoleti) e che provvedano alla loro manutenzione. Purtroppo è utopistico rinunciare del tutto al petrolio che, se ben usato e impiegato, di per sè è anche utile. Ciò che rovina il nostro Pianeta è lo sconsiderato uso che se ne fa, senza curarsi delle conseguenze.

Inoltre, è importante che ognuno di noi capisca quando il petrolio è necessario e quando no. Già rinunciare alle superflue borse di plastica per la spesa potrebbe fare la differenza. Per questo vi segnaliamo che in aprile si terrà la seconda edizione di Porta la Sporta, settimana di sensibilizzazione ad un uso consapevole dei derivati petroliferi.

 

Entry filed under: Consigli verdi, Disastri ecologici, Ecologia. Tags: , , , , , , , .

Greentips…consigli verdi-Porta la sporta 2011 Greentips…consigli verdi-Era troppo bello per essere vero

1 commento Add your own

  • […] vi consiglio di leggere questo articolo sul disastro ambientale che sta avvenendo in Sardegna: Greentips…consigli verdi-il petrolio in casa « Greentips – consigli verdi. Scandaloso che non se ne parli, ma doveroso informarsi. Ovviamente immagin che il motivo di tale […]

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Ecogreentips.org

Clicca qui per iscriverti a questo sito e ricevere le notifiche dei nuovi articoli via e-mail.

Segui assieme ad altri 454 follower

Feeds

Seguici su Facebook

Categorie

Archivi

Creative common

Sosteniamoli!

Greenpeace Italia

English version

Trovi i Greentips anche qui:


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: