Ecogreentips…consigli verdi-Liberiamo le gabbie!

17 febbraio 2011 at 22:58 1 commento


Immaginate di essere chiusi in un luogo angusto. Volete aprire le braccia, ma non c’è spazio. Volete sgranchirvi le gambe, alzarvi e fare due passi, ma come ci provate, vi sentite bloccati. Immaginate di voler dormire e non riuscite a farlo perché c’è sempre una luce che vi illumina… Un incubo? No, questa è la realtà in cui vivono 40 milioni di galline ovaiole negli allevamenti di batteria in Italia.

In casa non ci mancano mai le uova: fanno parte della nostra dieta (da consumare, però, con moderazione) e in frigo non possono non esserci. Ma vi siete mai chiesti da dove arrivano le uova? Come vivono le galline che le producono?

Nell’immaginario collettivo le uova vengono raccolte da anziani contadini, in pace con il mondo, che con un cestino di vimini si recano nell’aia e cercano in mezzo alle foglie a tessa le uova deposte nelle ultime ore. La realtà, purtroppo, è molto diversa.

Le galline vivono recluse in gabbie anguste, senza la possibilità di muoversi: il loro spazio vitale è quello dell’area di un foglio A4. Non possono spiegare le ali; le loro unghie crescono senza potersi consumare naturalmente e si curvano sulle griglie delle gabbie stesse. La luce sempre accesa nelle corsie fa perdere loro il ritmo veglia/sonno. Non possono eseguire azioni tipiche delle galline in natura, come razzolare a terra, appollaiarsi o rotolarsi nella terra. In queste condizioni, le galline impazziscono e diventano aggressive e spesso si verificano casi di cannibalismo: così gli allevatori tagliano loro il becco, per evitare che si becchino tra loro. Il compito di queste galline è quello di produrre uova (circa 300 all’anno per ciascuna di loro) e la loro produttività viene esasperata a discapito della loro salute psico-fisica. Con questo breve video vi potete fare un’idea di come vivano le galline in gabbia.

Esistono altri tipi di allevamento, come quelli “a terra”. In questo caso, le galline vivono ammassate in capannoni, senza spazio vitale. Anche in questo caso le galline vengono stressate al massimo.

Gli allevamenti più rispettosi sono quelli “a terra all’aperto”. Le galline hanno tutto lo spazio per razzolare il cibo biologico direttamente da terra. Possono becchettare, spiegare le ali, appollaiarsi e deporre le uova dove il loro istinto glielo suggerisce.

Facile, si può dire: scegliamo le uova di galline allevate a terra all’aperto! Ottima scelta, forse un po’ più costosa delle uova di batteria, ma decisamente più nutrienti (è stato provato che la qualità delle uova cambia in base al tipo di allevamento delle galline ovaiole). Come essere, però, certi che le uova che state acquistando arrivino da allevamenti idonei? Le sigle riportate sia sulle confezioni, che sulle singole uova riportano tutte le informazioni di cui si può aver bisogno.

Il codice è composto da 5 parti diverse. Il primo numero è sicuramente il più importante perché identifica il tipo di allevamento:

0 = biologico (1 gallina per 10 metri quadrati su terreno all’aperto, con vegetazione)

1 = all’aperto (1 gallina per 2,5 metri quadrati su terreno all’aperto, con vegetazione)

2 = a terra (7 galline per 1 metro quadrato su terreno coperto di paglia 0 sabbia) – I capannoni sono privi di i finestre e la luce è sempre accesa!

3 = IN GABBIA (25 galline per metro quadro, in posatoi di soli 15 centimetri per gallina)

Le due lettere successive identificano il Paese di provenienza, ovviamente IT significa Italia.

Le altre tre cifre e due lettere identificano la provincia di provenienza. Le ultime due l’allevamento di deposizione.

Quindi, la prossima volta che acquisterete delle uova, fate attenzione alla loro provenienza. Considerate che, se una gallina in gabbia depone 300 uova all’anno, acquistando una confezione di uova bio a settimana riuscirete a salvare una gallina!

Se volete approfondire questo argomento o se volete consultare una piccola guida, ma molto utile cliccate qui.

Se, invece, siete al supermercato e avete a disposizione un iPhone, potete visualizzare le informazioni date dal codice delle uova grazie a questa applicazione gratuita.

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1 commento Add your own

  • 1. Teslamone-By Simo  |  26 febbraio 2014 alle 18:58

    Grazie per l’esaustivo articolo, erano le informazioni che cercavo…ora devo solo assicurarmi di comprare quelle “0”^-^!!!

    Rispondi

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