Greentips…consigli verdi-La terra fatta in casa

19 aprile 2011 at 09:25 Lascia un commento


Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
(Antoine Lavoisier)
Il principio espresso da Lavoisier è indiscutibile: in natura non nasce niente dal nulla e, allo stesso modo, niente scompare nel nulla. Qualsiasi cosa ha un ciclo di vita che, per assurdo, non termina mai e qualsiasi cosa può essere trasformata in altro. Pensate, per esempio, al riciclo del vetro. Ciò che oggi ci è servito per contenere liquidi, una bottiglia, può domani diventare un barattolo. Ma se ci spingiamo oltre, vediamo come la natura pensi da sè a trasformare in materiale utile ciò che noi buttiamo via e cioè come i nostri rifiuti organici possano trasformarsi in terra.
Chi ha un giardino o un terreno probabilmente ha anche una compostiera, in cui ripone i rifiuti organici e i rifiuti dell’orto, restituendo così alla terra prezioso humus.
Ma come funzionano le compostiere e, soprattutto, è possibile costruirne una? Vediamo nel dettaglio.
Partiamo dalle basi: cosa si può buttare nella compostiera? Resti di frutta e ortaggi, resti di cibo, filtri di te e caffè, gusci d’uovo (se frantumati), fiori secchi e sfalcio d’erba (essicato), piccoli pezzi di legno. In minori quantità si possono anche aggiungere carta e cartone purchè non stampati (l’inchiostro è tossico), cenere di legna, guano (esatto: escrementi di piccoli animali da cortile). Non inserite nel composto ossa, cenere di carbone, carta stampata e altri materiali (vetro, ceramica, ovviamente plastica) perchè non si degradano: questi vanno smaltiti nelle apposite campane.
Ora che sappiamo cosa raccogliere, vediamo dove mettere questi scarti: la compostiera deve essere di una grandezza adatta alla quantità di scarti che si produce. Deve essere aerata, ma chiusa per impedire ai bambini e ad eventuali animali di poterci entrare. La compostiera fai da te può essere fatta da diversi materiali, recuperando per esempio bidoni o cassoni di plastica o metallo e bucherellandoli per l’aerazione, ma chi desidera costruirsi una compostiera difficilmente sceglierà questi materiali poco “eco”. La scelta dovrebbe quindi ricadere sul legno. Tuttavia, il legno essendo naturale tenderà a deteriorarsi con il tempo. E’ opportuno quindi ritardare questo processo trattando il legno con impregnanti e vernici naturali.Si deve prestare attenzione anche al fondo della compostiera: poggiarla direttamente sul terreno permette di aerare correttamente il suo interno. Poggiarla su un terreno impermeabile (come il cemento o, peggio ancora, l’asfalto) aiuterà la creazione di ristagni che rovineranno tutto il processo di trasformazione.
Quando avrete scelto come costruire la vostra compostiera, scegliete di posizionarla in un posto ombreggiato e riparato e, possibilmente, un po’ distante dal confine con altre proprietà.
Come si riempie la compostiera? Gli scarti vanno messi nella compostiera possibilmente tritati (ma non troppo finemente: i pezzi un po’ più grossi aiutano l’aerazione) o ridotti in pezzi piccoli: i microrganismi che decompongono l’umodo avranno più superficie da attaccare e la decomposizione sarà più veloce ed efficace. All’interno del compost  vanno inseriti gli scarti di giardini ed orti perchè il calore che si sprigionerà aiuterà la loro trasformazione. Nella compostiera dovrà crearsi un microclima ideale affinchè i microrganismi e gli insetti possano vivere bene: acqua, aria e una nutrizione equilibrata sono un must. E’ anche necessario girare il composto almeno una volta al mese, per permettere una corretta ossigenazione; se ciò non avviene, il processo non ci darà humus ma marcirà.
Prestate attenzione al contenuto: se gli scarti sono troppo secchi, lo si dovrà inumidire con dell’acqua. Se vi rendete conto di aver bagnato troppo gli scarti, aggiungetene di nuovi e mescolate bene. L’acqua, se troppa, toglie ossigeno e fa marcire il prodotto. In questo caso ve ne accorgerete dall’odore che si sprigionerà. Per ovviare a questo fastidioso inconveniente potrete sia aggiungere altro materiale, sia cenere di legno o polvere di argilla, o ancora della segatura di legno.
Gli scarti, con la giusta ossigenazione e dopo il giusto tempo (dettato anche dalla stagione in cui ci si trova) diventa finalmente humus, cioè terra buoan per i nostri giardini e terrazzi. Dopo 2/4 mesi si ottiene un compost fresco. La sua composizione chimica non è ancora stabile, anche se già utilizzabile. Non va messo direttamente sulle radici delle piante; lo si può usare negli orti, a distanza dalla semina o dal trampianto. Dopo 5/8 mesi si ottiene il compost pronto: cioè è stabile e non emana più calore. Questo compost è sufficientemente “leggero” da poterlo spargere sulla terra prima della semina. Il compost maturo si ha dopo 12/18/24 mesi. Questo humus è l’ideale per qualsiasi utilizzo, non è molto ricco ma è stabile e può essere usato anche per i vasi di terrazze e balconi. Negli orti il compost va miscelato alla terra esistente, zappando in profondità di circa 10 cm. A minor superficie di amalgama (5cm) è utile per integrare i tappeti erbosi sofferenti. Il compost pronto e maturo, invece, sono utili nella fase di interramento di nuove piante: posizionato nel fondo della buca permette una migliore aerazione del terreno e apporta i giusti nutrimenti agli alberi trapiantati. Per l’utilizzo per le piante in vaso, il compost maturo va mescolato con torba, sabbia o altro terriccio a seconda della pianta da trattare. Avere il fondo a contatto con il terreno aiuta anche la migrazione di insetti e lombrichi nella compostiera: sono essenziali per la trasformazione dei materiali organici. I lombrichi, strisciando nei rifiuti in fase di degradazione aiutano l’aerazione e ossigenazione del terriccio e ne favoriscono la decomposizione. Se la vostra compositera è già dotata di un fondo, potrete aggiungere una manciata di lombrichi.
La produzione del compost domestico è un atto ricco di valori a cui non si pensa mai: prima di tutto è un sistema intelligente di riciclare i propri scarti, trasformandoli in qualcosa di utile. Poi, il risparmio è notevole: si riduce l’acquisto di terra e si da nuova vita a ciò che abbiamo già acquistato. La nostra spesa non viene gettata via, ma viene riutilizzata fino in fondo!
Creare il compost può anche avere una valenza didattica: si può insegnare ai bambini che in natura tutto può avere una seconda vita e può essere una lezione importante di scienza e chimica.
Non da ultimo, il compost aiuta a diminuire la desertificazione del nostro territorio. La desertificazione è causata sia dall’aumento della siccità, sia anche dall’uso di additici chimici in agricoltura. Se nel proprio piccolo, ciascuno di noi può crearsi la terra in casa per concimare e nutrire le proprie piante, ciascuno di noi avrà dato un contributo notevole al nostro pianeta.

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