Greentips…consigli verdi-Il nucleare e la salute

20 aprile 2011 at 11:11 Lascia un commento


Lo tsunami che ha messo in ginocchio il Giappone sta facendo ancora parlare di sè. La centrale di Fukushima, nella sua immensa tragedia, ha fatto fermare il mondo intero sul futuro del nucleare e ha fatto riflettere il mondo intero. Che l’energia nucelare sia pulita e sicura, non è più una certezza. Anzi, è una bugia chiara a tutti. Ma era necessario un incidente di questa portata, per far capire che il nucleare non è la soluzione, ma è solo il primo di tanti problemi? Vi siete mai chiesti cosa comporti essere esposti alle radiazioni e come viene compromessa la nostra salute? Tutto il nostro corpo ne può risentire, in diverse forme e di radiazioni si può morire.

Gli organi riproduttivi danno risposte differenti alle radiazioni: negli uomoni, gli spermatozoi maturi sono resistenti alle radiazioni, ma le cellule in via di formazione sono, invece, molto sensibili. Bassè quantità di radiazioni condizionano negativamente la produzione spermatica, mentre alti dosaggi rendono permanentemente sterili. Nelle donne, invece, le radiazioni colpiscono maggiormente gli ovociti a media maturazione e, come per gli uomini, alte radiazioni portano a una sterilità permanente.

Nel midollo osseo sono presenti le cellule che “producono” il nostro sangue e sono tra le cellule più sensibili all’irradiamento nucleare. Se il bombardamento nucleare è massiccio e non controllato (come, per esempio, nel caso di un incidente nucleare) la distruzione di un numero elevato di cellule midollari può causare infezioni ed emorragie e compromette la produzione di nuovo sangue.

La pelle è il primo organo che viene esposto alle radiazioni, se presenti nell’ambiente. Il sovradosaggio di radiazioni provoca un forte arrossamento dell’epidermide, che tende però a scoparire in breve tempo. Dopo qualche settimana da questa manifestazione, si presenta un eritema più violento e duraturo. Se l’esposizione è stata massiccia, si presentano bolle, ulcerazioni e perdita di capelli, seguite da anomalie nella pigmentazione anche dopo un lungo lasso di tempo (mesi o addirittura anni).

Il tratto gastrointestinale presenta reazioni simili a quelle cutanee. Le cellule che rivestono la mucosa intestinale vengono letteralmente uccise dalle radiazioni, portando alla inevitabile ulcerazione dei tessuti.

I fisici che negli anni ’40 del secolo scorso hanno lavorato sui ciclotroni, hanno presentato mesi dopo le esposizioni all’irradiazione neutronica, l’opracizzazione del critallinio. L’occhio presenta gradi di gravità crescente proporzionalmente alle dosi di radiazioni a cui è stato esposto.

Nemmeno il cervello e gli altri organi di senso sono immuni ai danni causati dalle radiazioni. Alcuni studi stanno dimostrando che le radiazioni portano il sistema nervoso a produrre sostanze tossiche i cui primi sintomi sono nausea (con vomito), sonnolenza, apatia.

L’esposizione alle radiazioni induce altri gravi effetti sulla salute, che si rivelano a lungo termine.

Per esempio, i soggetti irradiati mostrano i sintomi della Sindrome da panirradiazione acuta, i cui effetti variano a seconda del tempo e della quantità di radiazioni a cui si è stati esposti. Gli effetti negativi più importanti si manifestano nel sistema immunitario, inibendolo e causando così altre malattie immunologiche. Oltre a ciò, si uniscono gravi deficit ematologici. Dopo i primi sintomi (astenia, anoressia, nausea) segue l’atrofia di linfonodi, milza e midollo, comportando anemia, riduzione dei globuli bianchi, delle piastrine ed eccessiva sensibilità alle infezioni. Un’altra sindrome che si manifesta è quella gastrointestinale, i cui sintomi sono nausea, vomito e diarrea. La degenerazione porta alla morte, in stato di shock ipovolemico (riduzione del sangue circolante) e grave disidratazione.

Un altro gravissimo effetto è l’incidenza del cancro. Le statistiche dimostrano una probabilità alta nei soggetti irradiati, che si ammalano di neoplasie e leucemie. Età, genetica ed esposizione inducono diversi effetti sul corpo, ma gli studi osservazionali effettuati sui sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki hanno messo in stretta relazione le radiazioni nucleari e l’aumento dei tumori.

Non sono da considerare minori gli effetti genetici ed ereditari. Altri studi condotti su popolazioni fortemente irradiate (Chernobyl) hanno dimostrato che le radiazioni nocciono gravemente agli embrioni durante la gestazione. Addirittura, nelle prime 5 settimane di gestazione si possono verificare aborti. Se portata a termine la gravidanza, le radiazioni assorbite dai feti portano alla nascita di bambini malformati, gravemente malati o con sindrome di Down. Le più comuni malformazioni riguardano spesso il cervello e consistono nella microcefalia, esencefalia, idrocefalia e anoftalmia. Nelle generazioni successive alla prima, si osservano evidenti lesioni genetiche i cui meccanismi sono ancora allo studio degli esperti.

Non vogliamo entrare in dettagli politici, se sia costoso o no costruire le centrali nucleari o se sul lungo termine sia conveniente o no ottenere in questo modo l’energia. Rimangono indiscutibili gli effetti sulla salute, delle radiazioni nucleari. Basta un incidente per scatenare danni e reazioni a catena sulla salute di una larga parte di popolazione per far capire che il nucleare non è la scelta giusta. (Chernobyl e Fukushima sono un esempio evidentissimo di cosa possa accadere alle persone coinvolte.

Il Governo italiano ha deciso, in questi giorni, di sospendere il referendum previsto il 12 giugno, con cui potevamo scegliere se andare avanti e percorrere la strada del nucleare o no. Al momento ci è stata negata la possibilità di dissentire sulla costruzione di nuove centrali, ma non è detto che in un prossimo futuro si possa esprimere nuovamente il nostro parere.

Noi, Ecogreentips, riteniamo che una classe politica attenta ai desiderata del popolo dovrebbe innanzitutto pensare a come contenere i costi legati all’energia e insegnare ai propri cittadini a risparmiare energia. I capitali così risparmiati dovrebbero essere utilizzati per adottare nuovi sistemi di produzione energetica. E’ così che si sta muovendo il resto d’Europa.

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