Greentips…consigli verdi – Lo spreco alimentare

20 luglio 2011 at 11:45 Lascia un commento


Lo abbiamo sempre detto e lo sosterremo sempre: dobbiamo fare un passo indietro! E non solo nella riduzione dei nostri ritmi, vivendo da downshifter, ma anche ponendo attenzione al cibo che acquistiamo, a quello che consumiamo  e a quello che buttiamo via.

Il sistema economico in cui ci siamo infilati è un ginepraio di sprechi e ingiustizie che ci stanno portando lentamente al collasso. Non conosciamo più la differenza tra cibo buono  e cattivo: tutto sembra uguale, tutto standardizzato. Frutta, verdura e carne provengono da coltivazioni e allevamenti intensivi, in cui la crescita accelerata va a discapito della qualità e del sapore. Tutto viene pompato con sostanze chimiche che rendono le piante più prolifiche,forti e resistenti  e le carni degli animali vengono gonfiate con steroidi e anabolizzanti. Persino i pesci degli allevamenti ittici non sono salvi: a questi vengono dati antibiotici in abbondanza. E tutto questo entra nella nostra catena alimentare. Noi non ce ne rendiamo conto, ma avere le fragole a febbraio o le trote salmonate con carni più rosate hanno un rovescio della medaglia che dovrebbe allarmarci.

Le coltivazioni intensive hanno un impatto notevole sull’ambiente. Per esempio, agli agricoltori vengono dati incentivi per avviare determinate coltivazioni. Ma se queste, una volta raggiunte a maturazione, non sono più convenienti sul mercato non vengono raccolte perché la loro lavorazione costerebbe più di ciò che si guadagnerebbe: più del 3,3% delle coltivazioni rimangono sul campo perché non convenienti. Questo, però, implica comunque un dispendio di energie delle forze agricole nelle fasi di semina; implica un diffuso utilizzo di pesticidi per evitare incursioni di parassiti; implica uno spreco di acqua per irrigazione inutile!

Anche gli allevamenti di bestiame non sono propriamente ecologici. Al di là della crudeltà con cui spesso vengono tenuti gli animali e su cui se ne potrebbe parlare a lungo, c’è da dire che le stalle sono considerate una delle maggiori cause di inquinamento da CO2 e una delle cause dell’effetto serra, nonché dello spreco di acqua. Si è calcolato che per ogni bistecca messa in tavola, ci siano voluti 4.650 litri di acqua per la sua produzione (compresa l’acqua consumata dal bestiame per dissetarsi).

E’ necessario devastare la terra per mangiare? Secondo molti, no. Purtroppo, però, le leggi di mercato impongono il contrario: questo spreco di risorse (umane, idriche, agricole, di denaro) sono il prodotto della maggior richiesta soprattutto delle grosse catene. Il concetto è: acquistare di più per comperare a meno. Ma questo facile sillogismo ha scatenato delle reazioni a catena per cui nessuno, alla fine, ne trae vantaggio se non gli stessi grossi gruppi. I produttori agricoli e gli allevatori sono costretti a intensificare il loro lavoro, impoverendo i prodotti, per venderli a prezzi bassissimi che coprono a malapena le spese sostenute. Il nostro pianeta si impoverisce, perché terreni e animali vengono stressati a livelli ben superiori rispetto ai tempi naturali di rigenerazione.

Ha senso tutto ciò? Non sembra proprio. Immettere sul mercato quantità di cibo eccessive comporta anche una eccessiva produzione di rifiuti. E’ un dato recente: lo spreco alimentare ha raggiunto, nel nostro Paese, il 3% del nostro PIL. Sprecare cibo è immorale, perché non necessario e perché ciò che noi gettiamo quotidianamente potrebbe essere, invece, destinato a chi ne ha davvero bisogno. Purtroppo, il sistema economico che si è instaurato impone che il cibo prodotto in eccedenza venga eliminato, piuttosto che ridistribuito, perché costa meno.

Come è possibile ridurre lo spreco alimentare? Intanto, rivedendo il modo di fare la spesa. L’economia più veloce, il benessere creatosi in questi anni, il battage pubblicitario che incita l’acquisto hanno fatto sì che la collettività non si soffermi a pensare se un bene è davvero necessario. Chi va a fare la spesa, molto spesso, fa acquisti impulsivi. Il marketing aziendale, poi, non aiuta: gli scaffali dei supermercati sono allestiti in maniera tale da mettere a portata di mano i prodotti che devono essere spinti sul mercato. I ritmi di oggi non ci consentono di prenderci il tempo necessario per pianificare la spesa settimanale: quanti di voi programmano i pranzi e le cene e fanno la spesa di conseguenza? Al giorno d’oggi è più semplice avere tutto a disposizione nel proprio frigo. Se poi qualcosa è scaduta o è andata a male, la si getta (spesso con pochi rimorsi).

E’ necessario quindi fare un passo indietro. Dobbiamo riprenderci prima di tutto il nostro tempo. Dobbiamo fermarci a pensare a ciò che davvero riusciremo a consumare, senza riempire il frigo con eccedenze inutili. Il secondo passo è acquistare meno, più spesso e sotto casa, magari preferendo i piccoli negozi e i produttori locali, se possibile. Una moda che non tramonta mai e che anzi sta crescendo è quella di coltivare sul balcone, o in terrazzo o nel proprio giardino la frutta e la verdura di maggior consumo. Pomodori ciliegini e fragole sono un grande classico degli orti urbani e spesso sostituiscono gerani e begonie nelle fioriere.

Un altro consiglio è quello di ridurre il consumo di carne. Anche in questo caso, se si può scegliere è meglio preferire un macellaio di fiducia, che ci venda la carne proveniente da allevamenti sicuri e vicini. In alternativa si può scegliere il pesce, purché pescato nei nostri mari, fresco e non congelato.

Effettuare costanti pulizie del frigo e della dispensa. E’ necessario eliminare i prodotti scaduti e notare quali cibi vengono più spesso gettati perché non consumati: notare gli errori aiuta a non commetterne in futuro. E’ inutile acquistare troppo, se si consuma meno.

Non è sempre proficuo acquistare i prodotti freschi in offerta: il prezzo basso può indurre ad acquistare più del necessario, aumentando così’ lo spreco. Inoltre, i prodotti che costano meno spesso provengono da coltivazioni intensive, che offrono frutta e verdura senza gusto. Meglio, allora, acquistare prodotti locali o biologici. Anche se costano di più, una ridotta quantità è sicuramente più gustosa e non andrà sprecata.

E voi, che altri consigli avete per evitare lo spreco alimentare?

Entry filed under: Consigli verdi, Ecologia, Fai da te e riciclo. Tags: , , , , , .

Greentips…consigli verdi – la pianta spaccapietre contro i calcoli renali Greentips…consigli verdi-Nuovo disastro petrolifero cinese

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Ecogreentips.org

Clicca qui per iscriverti a questo sito e ricevere le notifiche dei nuovi articoli via e-mail.

Segui assieme ad altri 454 follower

Feeds

Seguici su Facebook

Categorie

Archivi

Creative common

Sosteniamoli!

Greenpeace Italia

English version

Trovi i Greentips anche qui:


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: