Greentips…consigli verdi – Ricci in autunno

28 ottobre 2011 at 09:41 Lascia un commento


Il riccio è E’ un Mammifero e appartiene all’Ordine degli Insettivori. Il suo peso oscilla tra gli 800 e 1200 grammi (la femmina è più grande del maschio) e la lunghezza è mediamente di 30cm. Il muso è lungo e appuntito, ricoperto di pelo; le orecchie sono corte e arrotondate. La vista non è molto sviluppata, ma è ben compensata da un udito e un olfatto eccellenti. Il corpo è ricoperto da circa 5.000 aculei, irti e appuntiti, della lunghezza di circa 2 cm.

Quando il riccio si sente minacciato si chiude a palla, proteggendo il muso e gli organi vitali con gli aculei, che grazie alla muscolatura che li sostiene, assumono una posizione a zig-zag impenetrabile per la maggior parte dei possibili predatori. Questo è anche il motivo per cui molti ricci muoiono schiacciati dalle auto: la loro difesa davanti al pericolo è l’immobilità, chiusi a palla. Le auto, purtroppo, non possono far molto per evitarli.

Il riccio ha abitudini notturne: al crepuscolo esce dalla sua tana per cercare cibo. Il riccio è pressoché onnivoro, ma la sua dieta è composta per lo più da piccoli invertebrati (coleotteri, lumache, millepiedi, scarabei), carne, frutta. Se ne ha la possibilità, il riccio si ciba anche di piccole rane, lucertole, uccelli, uova, piccoli topi, ghiande e bacche.

Chi cammina in zone tranquille di città e paesi, la sera, può imbattersi in un riccio. Questo tenderà ad evitare il contatto con l’uomo (non è un animale dalla tendenza socievole, benché non aggressivo) e non va quindi preso. Ricordiamo, tra l’altro, che la detenzione in cattività è proibita per legge, in quanto il riccio è un animale selvatico protetto. Tuttavia, se si trova un riccio in pericolo (perché ferito o cucciolo senza madre) è possibile dargli le prime cure e tenerlo in casa per il periodo di tempo strettamente necessario alla sua ripresa. Se il riccio trovato versa in cattive condizioni di salute, è indispensabile portarlo da un veterinario specializzato in animali selvatici o al comando forestale più vicino. Per dargli un primo riparo, potete usare una scatola di plastica con i bordi lisci e alti (così non scappa: il riccio, nonostante le apparenze, è un atleta!) o un trasportino per gatti. Le scatole di cartone sono da evitare, perchè i ricci sono in grado di bucarle in poco tempo. Se il riccio è piccolo o malato o ferito, gli si deve dare la possibilità di rimanere al caldo, mettendo una bottiglia dell’acqua calda nel giaciglio, coperta da uno straccio o della carta affinchè non si scotti. Si deve prestare attenzione a lasciargli un angolo fresco, però, dove potrà spostarsi nel caso la cuccia fosse troppo calda.

L’alimentazione di un riccio tenuto in casa non è molto complessa: è praticamente onnivoro e quindi un po’ di carne macinata, frutta e acqua possono essere sufficienti. Molta attenzione va prestata a patate e carote, perché devono essere cotti. Sembra che i ricci apprezzino molto le crocchette per gatti: potrebbe essere questa una buona soluzione per nutrirlo in caso di primo soccorso. Non va mai somministrato latte o derivati del latte: il lattosio è altamente tossico e può condurre alla morte un riccio in poco tempo. Anche mandorle e nocciole contengono sostanze velenose per un riccio.

Anche se non particolarmente socievole, il riccio si abitua alla presenza dell’uomo e una eventuale convivenza (per esempio nel giardino di casa) può essere piacevole. Il riccio va in letargo da ottobre/novembre a marzo/aprile e in questo periodo rimane nascosto nella tana che si è costruito (o sotto la paglia, o in tane scavate nel terreno). Una volta risvegliato, a primavera, il riccio non ricorda nulla della stagione precedente e anche se tenuto in cattività, non ricorda il contatto avuto con l’uomo.

Se incontrate un riccio in passeggiata, non toccatelo e non prendetelo. Un riccio percorre anche 10km a notte, per procurarsi cibo e sa sempre tornare alla propria tana. Se lo spostate, potrebbe perdere l’orientamento, o potreste esporlo a pericoli inattesi.

Se, invece, avete un giardino o abitate vicino a un luogo che ospita ricci (giardini pubblici o boschi), lasciate in un angolo piccoli rami e foglie: il riccio li potrà usare per costruirsi un nido. In giardino non utilizzate sostanze tossiche, come diserbanti o lumachicidi. Esistono diversi rimedi naturali per qualsiasi problema abbiate, basta informarsi bene. Le lumache avvelenate potrebbero uccidere i ricci che se le cacciano. D’estate lasciare sempre dell’acqua fresca a disposizione, in ciotoline basse. Il caldo estivo può portare alla morte il riccio.

In ogni caso vige sempre la stessa regola: il buon senso e il rispetto. Solo questi possono far vivere a lungo i ricci in libertà.

 

Entry filed under: Consigli verdi, Ecologia. Tags: , , , .

Greentips…consigli verdi-Puliamo il mondo Greentips…consigli verdi-La settimana europea per la riduzione dei rifiuti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Ecogreentips.org

Clicca qui per iscriverti a questo sito e ricevere le notifiche dei nuovi articoli via e-mail.

Segui assieme ad altri 454 follower

Feeds

Seguici su Facebook

Categorie

Archivi

Creative common

Sosteniamoli!

Greenpeace Italia

English version

Trovi i Greentips anche qui:


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: