Greentips…consigli verdi – l’inquinamento domestico

19 marzo 2012 at 16:01 1 commento


ImmagineSi parla tanto di inquinamento atmosferico, riferendoci sempre a ciò che respiriamo quando andiamo in giro per le nostre città. Alcune sono molto inquinate (come Torino o Milano), altre meno. Le polveri sottili vengono prodotte principalmente dagli impianti di riscaldamento, sia domestico che industriale, e dal traffico. Ridurre l’inquinamento è un nostro dovere e non è diritto un nostro diritto addossare ogni colpa al Governo di turno, per mancati provvedimenti o lamentarsi per eccesso di restrizioni del traffico: basterebbe che ciascuno di noi usasse un po’ di più la bici o andasse a piedi, per ridurre sensibilmente le polveri sottili o che si abbassasse la temperatura del riscaldamento in casa. Ne abbiamo già parlato: i rimedi ci sono, basterebbe metterli in pratica.

Ma chi pensa di essere sicuro nell’ambiente domestico, si sbaglia. Anche le nostre case possono essere inquinate dagli oggetti al loro interno o da alcuni materiali usati nella loro costruzione, o manutenzione, come confermano anche studi della NASA sviluppati per capire la possibilità di vita sulla Luna.

Forse quasi nessuno sa che se facessimo analizzare i locali in cui viviamo, troveremmo tracce di formaldeide, di benzene o ammoniaca per citare i più comuni.

Il gas usato per cucinare, il fumo di sigaretta, la plastica o addirittura gli abiti che ritiriamo dalla pulitura a secco sprigionano la formaldeide. Sono agenti di rischio anche gli abiti ritirati dalla pulitura a secco, gli apparecchi tecnologici come fotocopiatrici, stampanti o computer.

E come ci si può difendere da tutto ciò?

Innanzitutto cambiando le nostre abitudini: ridurre l’uso di materiali pericolosi per esempio scegliendo vernici ad acqua, ridurre la plastica preferendo materiali naturali come il legno, non fumare in casa, utilizzare in prima battuta detersivi naturali ed ecologici anziché quelli chimici venduti nei supermercati.

Ma un altro rimedio, forse inaspettato ma sicuramente piacevole è contornarsi di belle piante.

Chi non ha il pollice verde ha uno stimolo in più per avventurarsi nella cura delle piante di appartamento; chi già ha piante in casa avrà notato la differenza tra la sua e una casa (di amici, o qualche ufficio) in cui manca il verde.

Gli agenti inquinanti più diffusi sono il benzene e la formaldeide.

Il benzene che si trova nel fumo di sigaretta, nei vapori volatili delle stazioni di benzina, nei gas di scarico dei veicoli, ma anche nelle colle, nelle vernici, nella cera per mobili, nei detersivi.

La formaleide si trova nelle schiume isolanti usati nei cantieri edili, nel legno pressato, come il compensato o l’MDF, negli smalti e solventi per unghie, negli adesivi, nelle carte da parati, nel colore per i muri, nonché nella combustione di sigari, sigarette e legna nelle stufe, nel cherosene o nel gas.

Vediamo ora quali sono le migliori piante per contrastare l’inquinamento che abbiamo in casa:

Aglaonema crispum 

La seconda pianta da suggerire a chi ha il pollice nero e non verde, è la Aglaonema, che sopravvive anche con poca acqua e luce, ma è così generosa da liberarci di numerosi agenti tossici, come la formaldeide a 7 microgrammi all’ora.

Areca (Chrysalidocarpus lutescens) 

Questa pianta, composta da numerosi fusti sottili che finiscono in bellissime foglie a palma riesce a rimuove 19 microgrammi per ora di xilene e toluene. La sua cura prevede che sia collocata in un angolo luminoso, ma no esposto direttamente alla luce del sole; richiede moderata acqua.

Anturio (Anthurium andreanum) 

Per eliminare l’ammonica, è invece utile l’anthurium,che ne rimuove 10 microgrammi all’ora ora. Agisce con discreti risultati anche su xilene e toluene (8 microgrammi per ora).

Chamaedorea elegans

Se non avete il pollice verde, ma desiderate pulire l’aria dai fumi dell’ammoniaca, la chamaeodrea è ciò che fa per voi: è una piccola palma molto resistente, che assorbe 6 microgrammi/ora di ammoniaca.

Crisantemo (Chrysantheium morifolium)

Il crisantemo non è solo il simbolo floreale delle festività novembrine: ci sono diverse qualità, dai fiori molto colorati che, se esposti alla luce piena, possono vivacizzare un’ambiente, eliminando il benzene disperso nell’aria.

Dracaena marginata 

Altra presenza diffusissima è il tronchetto della felicità che riesce a depurare 10 microgrammi all’ora di xilene e toluene, 8 microgrammi di formaldeide, e altri inquinanti minori.

Edera variegata (Hedera helix variegata) 

Per chi ha un computer in casa e lo usa spesso, il rimedio è l’edera variegata. Se tenuta in un vasetto, anche su qualche scaffale nella stanza dove c’è il pc, l’edera riesce a purificare l’aria eliminando fino a 12 microgrammi all’ora di formaldeide.

Falangio variegato  (Chlorophytum comosum “vittatum”) 

Anche questa è una delle piante più diffuse nelle case: è facile da gestire, si può riprodurre senza problemi e decora qualsiasi mensola o ripiano con i suoi rami ricadenti Questa robustissima piantina ricadente “da ciotola”, con le foglie lunghe e appuntite bianco-variegate, si adatta veramente ad ogni ambiente e cura. Si riproduce con grande facilità e ha una elevatissima capacità di ripulire l’aria da diversi agenti inquinanti, uno tra tutti la formaldeide al ritmo di 7 microgrammi all’ora.

Felce (Nephrolepis exaltata) 

E’ in assoluto la pianta in grado di rimuovere più di qualunque altra la formaldeide dall’ambiente, addirittura con un tasso di 20 microgrammi per ora. E’ inoltre una bellissima pianta dal portamento compatto e globoso, che ha solo bisogno di buona umidità, e sopravvive benissimo anche in ambienti poco luminosi.

Ficus benjamina 

Chi non ha mai provato a curare almeno un piccolo ficus benjamina? La sua forma ad alberello e la facilità nella cura, nonché le numerose specie diffuse, lo hanno reso una delle piante da appartamento e da ufficio più diffuse. Una delle sue caratteristiche è quella di assorbire ben 12 microgrammi all’ora di formaldeide. Riesce a filtrare bene anche tricloroetilene ed il benzene

Gerbera (Gerbera jamesonii)

La gerbera, invece, assorbe la trielina ed è quindi necessaria nelle tintorie e puliture a secco o nelle case di chi è abituato a portarvi i propri abiti a pulire.

Sansevieria trifasciata 

Anche questa pianta non richiede molte cure e la rende adatta anche a situazioni di incuria estreme, ma ciò che la rende diversa dalle altre è la sua caratteristica capacità di continuare la sintesi anche nel periodo notturno, portando ossigeno anche quando le altre piante rilasciano CO2. E’ adatta a stanze in cui convivono per molte ore diverse persone o a cui non si può cambiare spesso aria.

Spatifillo (Spathyphyllum wallisii) 

E’ forse una delle piante più comuni. Con le sue foglie verdi riempie bene qualsiasi angolo di casa e la disponibilità di varie misure la rende molto versatile. Il suo momento di picco è al momento della fioritura, quando i suoi fiori bianchi sbocciano. Richiede molta acqua. La sua forza purificatrice rimuove 19 microgrammi all’ora di acetone, per questo è utile per chi è avvezzo all’uso dello smalto per unghie e negli studi d’estetista. Oltre a questo riesce a purificare l’aria da 13 microgrammi di metanolo, 7 di benzene, 5 di ammoniaca e 3 di formaldeide.

Altre piante che contrastano ottimamente l’inquinamento domestico sono il clorofito e il croton, che assorbono il monossido di carbonio; la kalanchoe e la tillandsia, che assorbono le radiazioni elettromagnetiche.

Se non vi sono mai interessate le piante, forse queste brevi nozioni possono essere uno stimolo per iniziare a cimentarsi e migliorare il proprio pollice verde. In fin dei conti, il giardinaggio, anche se domestico, è anche un forte antistress!

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