Greentips…consigli verdi-Favole e foreste

16 ottobre 2012 at 15:04 Lascia un commento


Immaginate di mettere in mano a un bambino un libro, pieno di figure colorate e testi scritti in grande, con un bel carattere, piacevole da vedere. Alcuni di questi libri sono favole da raccontare ai più piccini. Forse questa scena può far tornare alla mente ricordi d’infanzia; ad altri sembra la descrizione di quanto accade in casa propria ogni giorno.

I bambini crescono con i libri. Sfogliare un libro apre la mente, sviluppa l’intelligenza, favorisce la creatività.

Ma siamo certi che questi libri siano tutti prodotti ecologicamente etici? Siamo sicuri che per far crescere bene i nostri figli, in realtà non stiamo contribuendo a distruggere il mondo in cui loro, una volta cresciuti, dovranno vivere?

Da una recente indagine condotta da Greenpeace è emerso che 9 su 11 libri analizzati erano stati stampati su carta proveniente da foreste torbiere  indonesiane che dovrebbero essere invece protette.

L’Indonesia è il primo produttore al mondo di cellulosa e palma da olio e per incrementare il commercio di carta da parte delle due più grosse aziende produttrici di carta al mondo: la Asia Pulp & Paper (APP) e la Asia Pacific Resources International (APRIL).

Per far capire l’entità del dramma che si sta consumando ai danni dell’ambiente, l’Indonesia ha un’estensione pari allo 0,1% delle terre emerse e sta producendo il 4% dei gas serra globali (1,8Gt, cioè miliari di tonnellate) all’anno. Negli anni compresi tra il 2003 e il 2009, il governo indonesiano ha stimato che sono stati distrutti 800.000 ettari di foreste e di questi, il 22% del taglio è andato ai fornitori di legno di APP. Continuando con questo ritmo di deforestazione, entro il 2030 la distruzione delle piantagioni aumenterà del 50%. APP e APRIL sono le uniche aziende produttrici di cellulosa che utilizzano legni duri tropicali (MTH, cioè Mixed Tropical Hardwood) e polpa di cellulosa di acacia.

La Cina è il primo cliente di APP e APRIL: nel 2007 ha importato dall’Indonesia ben 300.000 tonnellate di cellulosa, con cui ha prodotto 4,3 milioni di tonnellate di libri e giornali. I dati del 2011 riportano che l’Italia ha importato dalla Cina prodotti editoriali per un valore di oltre 5 milioni di euro.

E’ ovvio che le leggi di mercato impongono di produrre di più a meno prezzo e quindi si cerca di risparmiare sulla manodopera (stampando in Cina) e sulle materie prime (APP e APRIL, che sono molto aggressive nella loro politica di mantenimento della clientela). Ma a che prezzo?

Le foreste indonesiane sono l’habitat ideale di molte specie in via di estinzione, tra cui l’orango (che vive solo nel Borneo) o la tigre di Sumatra; nel mondo vegetale possiamo sottolineare la rarità del ramino, un albero tropicale che vive solo nelle foreste torbiere e contribuisce al sostentamento di specie endemiche.

Cosa si può fare, per evitare questo scempio? Intanto con l’informazione: sapere che la maggior parte dei libri per bambini è stata stampata su carta indonesiana è un passo in più verso la protezione delle foreste tropicali.

In Italia, alcuni dei più grossi editori stanno dimostrando il loro impegno con la produzione di editoria soprannominata “a deforestazione zero”. Le campagne di sensibilizzazione condotte negli anni hanno portato gruppi come Mondadori, Feltrinelli, De Agostini e GEMS a cercare materie prime sicure. Altri gruppi minori ce la stanno mettendo tutta per raggiungere analoghi risultati.

Tuttavia, ci sono ancora due gruppi che ancora non sono sensibili a questo argomento ed essendo due dei più grossi, il problema diventa davvero rilevante: Gruppo RCS e Gruppo Giunti. Le analisi svolte da un primario istituto tedesco hanno rilevato che in undici prodotti destinati ai più piccoli, stampati in Cina, sono presenti numerose fibre di MTH. Solo in due casi non si è potuta determinare con chiarezza l’origine della cellulosa.

Non facciamo di tutta l’erba un fascio, però: il Gruppo RCS comprende diverse case editrici e alcune di queste hanno dichiarato e dimostrato di stampare su carta “amica delle foreste”. Queste sono: Bompiani, Fandango, Gaffi, Marsilio. Le altre (Rizzoli in testa) utilizzano materie prime che mettono a rischio le foreste.

Il Gruppo Giunti, invece, ha una situazione più critica perché sembra che tutte le aziende ad esso riconducibili non diano garanzia di sostenibilità ambientale: Giunti Kids, Giunti Industrie Grafiche, Giunti Scuola, GAMM, Touring Editore, GAMM, Giorgio Nada Editorie, Editoriale Scienza, Motta ed Edizioni del Borgo. E proprio per quest’ultima i sospetti sono una certezza: la cartiera Tijwi Kimia, che appartiene al gruppo APP, sul proprio sito web annovera tra i prodotti stampati con la propria carta le guide del Touring Club Italiano.

Greenpeace ha chiesto ufficialmente a Giunti e Rizzoli di impegnarsi a proteggere le foreste, anziché contribuire alla loro deforestazione, acquistando prodotti controllati e di escludere dai propri fornitori APP e APRIL.

Nel nostro piccolo di consumatori, invece, possiamo fare la differenza indirizzando i nostri acquisti verso libri e riviste stampate su carta sicura. Come giustificheremmo, altrimenti, ai nostri figli il fatto che abbiamo lasciato estinguere le tigri per rasare a zero le foreste dove vivono, solo per stampare loro delle favole?

 

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