Posts filed under ‘Ecologia’

Greentips…consigli verdi – Il Rassoul


1689578628E’ arrivata la primavera, finalmente, e adesso la voglia di togliersi l’inverno dalla pelle è tanta!

Chi ama trattarsi bene con prodotti naturali non può lasciarsi sfuggire il Rassoul (o Rhassoul o ancora Ghassoul).

Il suo nome deriva dal verbo arabo Rassal, che significa “lavare”.

Il Rassoul è un’argilla naturale, ricca di minerali e leggermente saponosa. Il luogo di estrazione è la zona marocchina dell’Atlas, nella valle del Moulouya (a circa 200km da Fes). L’argilla viene estratta da gallerie sotterranee e, una volta eliminate le impurità, viene lasciato essiccare all’aria.

Da secoli viene utilizzata dalle donne berbere per la cura del proprio corpo e non solo: la saponina contenuta in questa argilla, infatti, la rende versatile per la pulizia della pelle, dei capelli e anche della biancheria.
il Rassoul è un ingrediente immancabile negli hammam, dove viene impiegato per creare maschere facciali e come sapone, utilizzato in abbinata con la kessa (il tipico guanto da bagno).

Ma come funziona il Rassoul? Si presenta come una polvere sottile o in scaglie e, a differenza degli shampoo e saponi a cui siamo abituati, non contiene tensioattivi. Quando viene mescolato con l’acqua crea una spuma molto densa e dalla grana sottile: questa pasta, se applicata sulla pelle, elimina le cellule morte e assorbe il sebo in eccesso e le impurità affina i pori e lascia la pelle liscia e luminosa, eliminando le tossine e rilasciando minerali utili alla pelle.  Il composto va applicato sul viso umido e lasciato agire una decina di minuti.

La sua delicatezza è anche indicata per i capelli, soprattutto se grassi: la maschera va lasciata agire 15 minuti prima dello shampoo. Siccome ha la tendenza a seccare un po’ le punte, per capelli normali, fini o tendenzialmente secchi è meglio mescolarlo con dell’olio di mandorle. Il risultato della maschera al Rassoul sono capelli nutriti e voluminosi.

schermata20110329a13304C’è chi non si limita a usare l’argilla marocchina per la sola pulizia profonda di capelli e pelle, ma anche per combattere la cellulite! Il Rassoul va dissolto in acqua tiepida e applicato sulle zone da trattare inumidite, massaggiando con un guanto di crine. Il guanto di crine non ha solo la funzione esfoliante, ma attiva la circolazione, agevolando lo scioglimento della cellulite. Il fango così steso sulla pelle deve seccare prima di essere rimosso. Il trattamento si conclude con un bagno rilassante di mezz’ora in acqua tiepida e Rassoul.

Sembra che effettuare con costanza questo trattamento riduca gli inestetismi della cellulite.

Argilla_GhassoulIl Rassoul, impiegato ormai da secoli, è naturale al 100% e non è testato sugli animali. Lo si trova in erboristeria e con ancor più facilità in internet.

Rassoul, sapone di Aleppo, sapone nero marocchino, oli essenziali, olio di mandorle…questi sono alcuni degli elementi necessari per pulire e nutrire il proprio corpo nel pieno rispetto della natura e di se stessi, con la certezza di non utilizzare allergeni, agenti chimici. Noi non possiamo più farne a meno. E voi?

16 aprile 2013 at 09:31 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – Le eco app


Diciamocelo, vivere in maniera ecosostenibile è una nostra priorità. La nostra coscienza verde ci porta ad avere cura del mondo che ci ospita e cerchiamo di non sfruttare le risorse a nostra disposizione più del dovuto; stiamo attendi ai nostri consumi; spegniamo sempre le luci se non servono, usiamo la bici al posto dell’auto; preserviamo l’acqua senza sprecarla; cerchiamo di lasciare ai nostri figli un mondo pulito e non ipotecato e compromesso dai nostri errori. O almeno è quello che dovremmo fare, vero?

Tuttavia, non ci dimentichiamo che viviamo un’era in cui la tecnologia è preponderante. Oggi possiamo usare oggetti che ci semplificano la vita, facendoci risparmiare tempo e fatica. Tra questi, sicuramente dobbiamo citare gli smartphone.

Lo sapevate che iniziano a prolificare applicazioni verdi che, se scaricate nei nostri telefonini, ci possono non solo tener compagnia ecologicamente, ma anche educare e informare?

Ecco qualche esempio:

Impronta Ecologica. Questa applicazione permette di calcolare la propria impronta ecologica e quale impatto abbiano i nostri consumi sul pianeta. Una volta terminato il test, è possibile condividere i risultati ottenuti sulla propria bacheca di Facebook, offrendo così la possibilità di confrontarsi con i propri contatti.

Greendrops, invece, aiuta a tagliare le proprie emissioni di CO2, invitandoci a ridurre il consumo di elettricità, riscaldamento e altre fonti. Inserendo i consumi mensili di elettricità, gas e chilometri percorsi, l’app calcolerà la vostra produzione di CO2. I colori che visualizzerete vi daranno una chiara idea di quale sia il vostro atteggiamento: il verde significa che siete nella norma; l’arancione che potreste migliorare i consumi e il rosso che …così proprio non va bene! In base ai risultati vi verranno dati consigli utili per migliorare le vostre abitudini. Anche con questa app sarà possibile confrontarsi con i propri contatti, questa volta tramite Twitter.

Il Comune di Torino, invece, ha sviluppato diversi giochi che si possono fare anche online: Mi Mobilito ha il compito di educare e sensibilizzare una corretta mobilità cittadina, che permetterà anche ai bambini di imparare a rispettare la segnaletica stradale, a offrire passaggi a possibili compagni di viaggio, a preferire l’uso della bicicletta.

Mi Rifiuto, invece, ha lo scopo di educare a una corretta spesa e quindi scegliendo in partenza prodotti con un ridotto packaging, a chilometro zero, in confezioni riciclabili se possibile. Inoltre insegna a smaltire correttamente i rifiuti. In un gioco solo viene insegnata la regola delle R: riduzione, riuso, riciclo.

Un’azienda privata, invece, ha sviluppato un’applicazione che, attraverso il personaggio principale, il cavaliere Messer Viro (che da il nome alla app), insegna la raccolta differenziata. Molto utile soprattutto per insegnare ai più piccoli le basi di una corretta raccolta.

Per chi, invece, cerca lo stile anche nell’ecosostenibilità, segnaliamo Ecostyle24: un collettore di prodotti di design, moda, salute e bellezza, benessere e alimentazione, nonché eventi e manifestazioni: tutti ecologici ed ecosostenibili.

Esistono anche applicazioni in campo musicale, abbinato all’ecologia. Segnaliamo Edison Radio, che sviluppa un progetto di cultura della sostenibilità e del risparmio energetico nella musica. Se pensiamo a quanti gruppi, sia amatoriali che professionisti, esistono e quale impegno di energia serve per amplificare gli strumenti, possiamo anche immaginare quanto sia importante il progetto attuato da Edison Radio. Qui potete leggere il manifesto di questa radio.

Ecoradio, invece, nell’arco della giornata orienta il suo palinsesto su un’informazione green costante e completa sui più disparati temi ambientali.

App utili per orientare il nostro modo di vivere in maniera sostenibile, integrando in maniera intelligente la tecnologia.

23 ottobre 2012 at 11:31 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi-Favole e foreste


Immaginate di mettere in mano a un bambino un libro, pieno di figure colorate e testi scritti in grande, con un bel carattere, piacevole da vedere. Alcuni di questi libri sono favole da raccontare ai più piccini. Forse questa scena può far tornare alla mente ricordi d’infanzia; ad altri sembra la descrizione di quanto accade in casa propria ogni giorno.

I bambini crescono con i libri. Sfogliare un libro apre la mente, sviluppa l’intelligenza, favorisce la creatività.

Ma siamo certi che questi libri siano tutti prodotti ecologicamente etici? Siamo sicuri che per far crescere bene i nostri figli, in realtà non stiamo contribuendo a distruggere il mondo in cui loro, una volta cresciuti, dovranno vivere?

Da una recente indagine condotta da Greenpeace è emerso che 9 su 11 libri analizzati erano stati stampati su carta proveniente da foreste torbiere  indonesiane che dovrebbero essere invece protette.

L’Indonesia è il primo produttore al mondo di cellulosa e palma da olio e per incrementare il commercio di carta da parte delle due più grosse aziende produttrici di carta al mondo: la Asia Pulp & Paper (APP) e la Asia Pacific Resources International (APRIL).

Per far capire l’entità del dramma che si sta consumando ai danni dell’ambiente, l’Indonesia ha un’estensione pari allo 0,1% delle terre emerse e sta producendo il 4% dei gas serra globali (1,8Gt, cioè miliari di tonnellate) all’anno. Negli anni compresi tra il 2003 e il 2009, il governo indonesiano ha stimato che sono stati distrutti 800.000 ettari di foreste e di questi, il 22% del taglio è andato ai fornitori di legno di APP. Continuando con questo ritmo di deforestazione, entro il 2030 la distruzione delle piantagioni aumenterà del 50%. APP e APRIL sono le uniche aziende produttrici di cellulosa che utilizzano legni duri tropicali (MTH, cioè Mixed Tropical Hardwood) e polpa di cellulosa di acacia.

La Cina è il primo cliente di APP e APRIL: nel 2007 ha importato dall’Indonesia ben 300.000 tonnellate di cellulosa, con cui ha prodotto 4,3 milioni di tonnellate di libri e giornali. I dati del 2011 riportano che l’Italia ha importato dalla Cina prodotti editoriali per un valore di oltre 5 milioni di euro.

E’ ovvio che le leggi di mercato impongono di produrre di più a meno prezzo e quindi si cerca di risparmiare sulla manodopera (stampando in Cina) e sulle materie prime (APP e APRIL, che sono molto aggressive nella loro politica di mantenimento della clientela). Ma a che prezzo?

Le foreste indonesiane sono l’habitat ideale di molte specie in via di estinzione, tra cui l’orango (che vive solo nel Borneo) o la tigre di Sumatra; nel mondo vegetale possiamo sottolineare la rarità del ramino, un albero tropicale che vive solo nelle foreste torbiere e contribuisce al sostentamento di specie endemiche.

Cosa si può fare, per evitare questo scempio? Intanto con l’informazione: sapere che la maggior parte dei libri per bambini è stata stampata su carta indonesiana è un passo in più verso la protezione delle foreste tropicali.

In Italia, alcuni dei più grossi editori stanno dimostrando il loro impegno con la produzione di editoria soprannominata “a deforestazione zero”. Le campagne di sensibilizzazione condotte negli anni hanno portato gruppi come Mondadori, Feltrinelli, De Agostini e GEMS a cercare materie prime sicure. Altri gruppi minori ce la stanno mettendo tutta per raggiungere analoghi risultati.

Tuttavia, ci sono ancora due gruppi che ancora non sono sensibili a questo argomento ed essendo due dei più grossi, il problema diventa davvero rilevante: Gruppo RCS e Gruppo Giunti. Le analisi svolte da un primario istituto tedesco hanno rilevato che in undici prodotti destinati ai più piccoli, stampati in Cina, sono presenti numerose fibre di MTH. Solo in due casi non si è potuta determinare con chiarezza l’origine della cellulosa.

Non facciamo di tutta l’erba un fascio, però: il Gruppo RCS comprende diverse case editrici e alcune di queste hanno dichiarato e dimostrato di stampare su carta “amica delle foreste”. Queste sono: Bompiani, Fandango, Gaffi, Marsilio. Le altre (Rizzoli in testa) utilizzano materie prime che mettono a rischio le foreste.

Il Gruppo Giunti, invece, ha una situazione più critica perché sembra che tutte le aziende ad esso riconducibili non diano garanzia di sostenibilità ambientale: Giunti Kids, Giunti Industrie Grafiche, Giunti Scuola, GAMM, Touring Editore, GAMM, Giorgio Nada Editorie, Editoriale Scienza, Motta ed Edizioni del Borgo. E proprio per quest’ultima i sospetti sono una certezza: la cartiera Tijwi Kimia, che appartiene al gruppo APP, sul proprio sito web annovera tra i prodotti stampati con la propria carta le guide del Touring Club Italiano.

Greenpeace ha chiesto ufficialmente a Giunti e Rizzoli di impegnarsi a proteggere le foreste, anziché contribuire alla loro deforestazione, acquistando prodotti controllati e di escludere dai propri fornitori APP e APRIL.

Nel nostro piccolo di consumatori, invece, possiamo fare la differenza indirizzando i nostri acquisti verso libri e riviste stampate su carta sicura. Come giustificheremmo, altrimenti, ai nostri figli il fatto che abbiamo lasciato estinguere le tigri per rasare a zero le foreste dove vivono, solo per stampare loro delle favole?

 

16 ottobre 2012 at 15:04 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – La luce non è mai stata più verde di così!


Ebbene, siamo arrivati al dunque: un’epoca si concluderà definitivamente allo scadere di questo giorno. Da domani, infatti, le lampadine a incandescenza saranno definitivamente messe al bando.

Ricordiamo che, dal 2009 ad oggi, ogni 1° settembre veniva tolta dalla vendita una tipologia di lampadina. Nel 2009 abbiamo dato l’addio alle 100W, poi alle 75W, l’anno scorso alle 60W e oggi alle 25 e 45W.

Da domani, man mano che ci si bruceranno le lampadine in casa, saremo costretti (per fortuna!) ad avvitare nei nostri lumi quelle a basso consumo o quelle al led.

Più volte abbiamo ricordato quanto le lampadine di ultima generazione siano più green e ci facciano risparmiare anche sui consumi elettrici; tuttavia non dobbiamo dimenticare di smaltirle correttamente.

I rivenditori di lampadine, su tutto il nostro territorio, dovrebbero lasciare a disposizione dei clienti un box per la raccolta delle lampadine usate. Purtroppo non tutti si sono attrezzati in tal senso. Le lampadine a fluorescenza, in particolare, possono diventare pericolose se disperse nell’ambiente, perché contengono mercurio. Prestiamo quindi particolare attenzione, quando dobbiamo smaltirle!

31 agosto 2012 at 14:39 4 commenti

Greentips…consigli verdi – Chiome sempre eco-perfette!


Più volte abbiamo sottolineato il fatto che i prodotti commerciali sono ricchi di sostanze nocive, tra cui parabeni, coloranti o profumi chimici. Gli svantaggi sono notevoli e molteplici: si incrementa l’utilizzo del petrolio; si inquina l’ambiente (in fase di estrazione delle materie prime; in fase di trasporto delle materie prime e del prodotto finito; con la dispersione del prodotto stesso nell’ambiente) e ci si intossica.

L’igiene  personale è molto delicata e quando scegliamo un prodotto dobbiamo sempre fare attenzione se questo rispetta l’ambiente e la nostra persona. Abbiamo già visto, in altre occasioni, quanto sia importante usare un buon sapone (nero marocchino, di Aleppo, di Castiglia o di Marsiglia). Oggi vediamo come trattare nel migliore dei modi i nostri capelli.

Uno shampoo facilissimo da produrre e che può essere adatto alla maggior parte delle esigenze è una semplice soluzione di acqua e bicarbonato. Basta sciogliere un po’ di bicarbonato in acqua, massaggiarlo sui capelli e risciacquare bene. Se si desidera, si può profumare un po’ la soluzione con delle gocce di olio essenziale.

Esistono anche altre miscele tutte home-made, 100% naturali che possono lavare in nostri capelli, rendendoli lucidi, forti e morbidi.

Per esempio, una tazza di sapone di Marsiglia purissimo liquido, mescolato a una tazza di infuso di erbe (lasciate macerare almeno 30 minuti), un cucchiaio di olio di oliva e uno di miele costituiscono un’altra valida soluzione lavante. A seconda delle piante che si usano (fresche o essiccate, a seconda della disponibilità) si ottengono risultati differenti. Per esempio, la salvia e il te nero scuriscono i capelli; l’achillea contrasta i capelli grassi; la calendula o la camomilla aiutano a dare un bel riflesso ai capelli biondi; le foglie di ortica o le radici di bardana sono un toccasana contro la forfora. Attenzione ad usare il rosmarino, perché la sua azione contro i capelli grassi è molto forte e rischiate di indebolirli troppo.

Se si vuole ottenere uno shampoo che dia spessore e volume, l’avena è l’ideale! Basta frullare i fiocchi di avena con il bicarbonato di sodio e aggiungere un po’ di acqua fino a raggiungere una consistenza adatta all’uso. Si lascia in posa il composto per qualche minuto e poi si sciacqua bene. In alternativa all’avena si può usare l’amido di mais o mixare in parti uguali amido e avena.

Di tanto in tanto, sia per combattere i capelli grassi che per dare corpo e volume al fusto, si possono usare dei rossi d’uovo con qualche goccia di limone. I bianchi avanzati possono essere usati in cucina per fare le meringhe! Il rosso d’uovo è molto ricco e nutre il capello e la sua composizione si lega al grasso presente sul cuoio capelluto. Basterà lasciare in posa l’uovo per qualche minuto e poi sciacquare bene. Altrimenti, altre piante adatte ai capelli grassi sono l’ortica, il rosmarino, la menta piperita, la bardana, il tea tree (che è anche disinfettante), la citronella o la radice di giaggiolo.

I capelli secchi si possono trattare con un infuso di trifoglio rosso, fiori d’arancio, fiori di lavanda, fiori di sambuco, fiori di camomilla o calendula. E’ opportuno aggiungere una piccola percentuale di olio di jojoba, per nutrire in profondità.

I capelli grossi o ricci si possono trattare con salvia grigia, rosmarino, ortica o fiori di lavanda. Anche in questo caso l’aggiunta di olio di Jojoba è utile per dare corpo e volume.

La caduta dei capelli (che, ricordiamolo, ha diversi fattori tra cui l’ereditarietà e quindi non è possibile debellarla completamente) può attenuarsi se si utilizzano i macerati di lavanda, tea tree, salvia ortica o basilico. Massaggiare la cute con questi infusi fortifica le radici e migliora la circolazione dello scalpo.

La forfora non piace a nessuno, ma è possibile trattarla  con ortica, foglie di betulla, cortecce di salice bianco, menta e citronella.

Qualunque sia il vostro caso, la base di partenza può essere una buona base di partenza può essere una soluzione composta fino al 50% da sapone di Marsiglia puro (o di Castiglia) e olio (un passpartout è quello di oliva, ma alla fine di questo articolo potrete trovare valide alternative, ognuna con una propria caratteristica) e l’infuso d’erbe scelte in base alle proprie esigenze.

Sarebbe opportuno usare una buona acqua, contenente poco calcare e prodotti bio di primissima qualità.

Le quantità degli ingredienti possono variare in base alle proprie preferenze, se lo si preferisce più “saponoso” o più curativo: basterà aumentare il sapone o la concentrazione dell’infuso (10-15 minuti di infusione per una concentrazione media, fino a 30 minuti per una versione più forte).

Questa è la ricetta base:

200ml di acqua pura (distillata)

4 cucchiai di sapone

4-6 cucchiai di erbe (fiori, foglie o radici, a seconda della pianta)

1 cucchiaio di olio, se previsto

L’acqua servirà a preparare l’infuso con le erbe scelte e, una volta raffreddato il the che si sarà ottenuto, lo si potrà aggiungere al sapone (e all’olio).

Se ben conservato, questo shampoo può durare anche un anno, ma è opportuno consumarlo con frequenza, dal momento che non contiene conservanti.

Esistono anche alternative senza sapone, come il classico shampoo alla farina di ceci. In un flacone vuoto e pulito si inseriscono nell’ordine:farina di ceci (4 cucchiai circa), acqua pura o distillata, aceto. Si agita il tutto e lo si versa sui capelli, massaggiano per bene. La farina di ceci catturerà il grasso cutaneo, mentre l’aceto liscerà e luciderà i capelli.

Una versione più forte e adatta ai capelli grassi prevede l’uso dell’argilla bianca al posto della farina di ceci. Gli ingredienti sono:

quattro cucchiai di polvere di argilla bianca

due gocce di olio essenziale di limone

mezzo bicchiere di acqua tiepida

Per nutrire il fusto il miele è ottimo. La maschera, che si applica prima dello shampoo e va fatta agire per almeno un’ora, è composta da miele e olio di ricino. Il miele (due cucchiai) deve essere liquido e quindi se non lo è, va scaldato un po’. A questo punto si aggiunge l’olio di ricino (4 cucchiai) e si mescola bene. Servono due cucchiai di miele e quattro di olio di ricino.

E l’olio di ricino è anche un toccasana pre-shampoo, molto versatile se emulsionato con un infuso di erbe medicamentose a seconda delle proprie esigenze.

Se la propria necessità è quella di lisciare e rendere più forti i capelli, frizionare delicatamente, ma a lungo per consentire l’assorbimento, 3 volte a alla settimana per almeno  3 settimane un’emulsione composta da olio essenziale di lavanda e olio di alloro in parti uguali (5/6 gocce) diluiti in olio di mandorla è la eco-soluzione. La lozione deve agire per 20 minuti, prima di essere eliminata con uno shampoo delicato.

E dopo lo shampoo? Il balsamo! I dopo shampoo più semplici sono soluzioni di acqua e aceto, oppure acqua e acido citrico (in basse concentrazioni) o succo di limone. Questi tre elementi hanno proprietà comuni: districano, lisciano e lucidano. Acido citrico e aceto sciolgono anche il calcare presente nell’acqua.

Ma ci si può cimentare con qualcosa di più, come una mistura di succo di limone e frullato di cetriolo (solo la polpa). Il limone lucida e liscia; il cetriolo nutre e ammorbidisce.

Un’emulsione che nutre, lucida, previene le doppie punte e “profuma di buono” è composta da succo di mela e olio di mandorle. Si applica sui capelli, massaggiando un po’, e si lascia in posa mezz’ora.

Una maschera dolce e nutriente è composta da una banana, miele e olio di mandorle. Lasciata in posa sui capelli per almeno 30 minuti, rimpolpa il fusto e lascia i capelli morbidi e lucidi.

In tutti i casi potete fare l’ultimo risciacquo con un mix di  acqua distillata alle rose (un cucchiaio), due gocce di olio essenziale di lavanda e due  di olio essenziale di sandalo. Il risultato sarà una chioma lucida e delicatamente profumata.

Vi riportiamo di seguito un elenco delle principali piante, elencate a seconda del loro effetto:

Disinfettanti naturali:

Abete (foglie)
Acero (corteccia) e  Acetosella (foglie fresche)
Eliotropio

Enula

Ligustro (foglie)

Tea tree

Decongestionanti:

Agrimonia (pianta fresca frullata)
Argentina (pianta intera) e Asfodelo (radice)

Borragine e Brugo e Caglio(fiori e foglie)

Capelli grassi:

Ailanto(corteccia)
Lingua di cane

Quercia (foglie)

Antisudore:

Alloro (foglie)

Detergenti:

Biancospino (corteccia)

Ammorbidenti e addolcenti:

Calendula (fiori)
Lingua di cane

Coloranti e riflessanti:

Camomilla (fiori) – biondo
Castagnole (frutti): castano

Castagne (bucce): castano
Centaurea: castano
Edera (foglie fresche) castano
Noce (mallo verde): castano, copertura primi capelli grigi

E questo è un elenco di oli, escluso il miracoloso olio d’oliva, per emulsionare impacchi pre e post shampoo:

– olio di albicocca (emolliente)

– olio d’argan (ricco di vitamine, nutriente, rigenerante, ristrutturante, antiossidante, antietà)

– olio d’argousier (antiossidante, emolliente)

– olio di avocado (rinforzante, elasticizzante)

– olio di borragine (idratante, rivitalizzante)

– olio di camelia (protettivo, nutriente, fortificante)

– olio di ciliegia ( emolliente e ricco di vitamina A)

– olio di fico d’india (antiradicali liberi, omega6, riparatore, emolliente)

– olio di fragola (antiossidante, astringente, pelli grasse)

– olio di frutto della passione ( antiradicali-liberi, emolliente)

– olio di iperico (antinfiammatorio, analgesico, eritemi)

– olio di kiwi (omega3, vit E, emolliente)

– olio di neem (antisettico, eczema, psoriasi, dermatite)

– olio di nocciola (lenitivo, addolcente, purificante, equilibrante, pelli miste/grasse)

– olio di ricino (nutriente)

Qualunque sia lo shampoo o la maschera che decidere di provare, dovete considerare che i capelli hanno bisogno di un periodo di adattamento al nuovo detergente, che può considerarsi di due o tre settimane (una decina di lavaggi circa). Non lasciatevi scoraggiare né dai primi risultati sui capelli, che si noteranno dopo qualche applicazione, né dalle miscele che avrete creato. Con il tempo imparerete a dosare la giusta quantità di oli, sapone, erbe o oli essenziali in base alle vostre esigenze.

E se proprio non avete la pazienza di sperimentare i numerosi prodotti che possiamo creare in casa e non volete rinunciare alla comodità del prodotto finito, acquistate shampoo e maschere nei negozi biologici o del commercio equo e solidale: salvaguardia dell’ambiente e salute saranno comunque garantiti!

30 agosto 2012 at 15:21 8 commenti

Greentips…consigli verdi – vecchia t-shirt, nuova vita!


Ad ogni cambio stagione non possiamo fare a meno di mettere ordine nei nostri armadi e spesso siamo costretti ad eliminare moltissimi vestiti che sono vecchi, rovinati o che non ci vanno più bene e, forse, a fare più spesso una brutta fine sono le t-shirt.

Lo sapevate che  è possibile dare una nuova vita alle t-shirt in decine di modi diversi? Il web ci ha dato spunti molto interessanti per creare nuovi accessori in maniera creativa e molto personale! Il punto di partenza è sempre lo stesso: un gomitolo creato dalle magliette. Creare un filo non è per niente difficile e, oltre alle magliette da riciclare, sono sufficienti solo un paio di forbici.

Si prende la parte centrale della maglietta e, dopo averla piegata in due, si praticano dei tagli verticali (lasciando un centimetro di bordo). Poi si fanno dei tagli in diagonale, da una striscia alla successiva.

Si ottiene così una striscia lunghissima, che può già essere utilizzata in diversi progetti, ma se si vuole ottenere un vero e proprio filo grosso, basta tendere un po’ il tessuto: il cotone elasticizzato, non avendo più cuciture, si arrotola dando forma a un filo tubolare. (fonte: find focus)

A questo punto, ci si può sbizzarrire come suggerisce la fantasia: non c’è limite!

Per esempio, si possono intrecciare tappeti coloratissimi come questi (cliccando sulle foto, si aprono le relative pagine):

Oppure si possono creare borse, contenitori, centrini e sottobicchieri all’uncinetto:

   

Ma esistono anche altri progetti, che spaziano dalla creazione di accessori (cinture, collane, ecc. ecc.) fino alle mutande e agli antipolvere!


Le idee e le possibilità di riutilizzare le t-shirt sono davvero infinite. E voi, che cosa farete con le vostre vecchie magliette?

26 agosto 2012 at 18:43 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – Fai la differenza


Non ci stancheremo mai di dirlo: salvaguardare l’ambiente in cui viviamo è salvaguardare noi stessi e la nostra salute. Ed è quindi necessario che ci rendiamo conto che ciò che gettiamo nell’ambiente non diventa un problema di altri, quando è fuori dalla nostra casa, ma cresce e diventa un problema collettivo.

Se proprio non riusciamo ad attenerci alla regola delle famosissime 4 R (Recupero, Ricliclo, Riuso, Riduzione), è necessario almeno smaltire correttamente i rifiuti.

Saper eliminare quotidianamente i rifuiti umidi; raccogliere vetro, lattine, carta e plastica negli appositi raccoglitori presenti in ogni angolo di qualsiasi comune ci consente non solo di vivere in un ambiente sano, salubre, bello da vedere (e già questo dovrebbe scuotere le coscienze e far migliorare le nostre abitudini), ma potrebbe persino permetterci di risparmiare sull’energia prodotta con i derivati del petrolio, generando energia indipendente tramite le biomasse, con conseguente sensibile riduzione dell’inquinamento.

Il Ministero dell’Ambiente, che molto sta facendo per ridurre l’impatto ambientale, ha promosso ora una campagna di comunicazione interattiva, Failadifferenza che ha il duplice intento sia di sensibilizzare che di coinvolgere attivamente i cittadini. Il Ministero ha attivato un indirizzo e-mail, failadifferenza@minambiente.it, a cui si può scrivere per segnalare problematiche o disservizi riscontrati sul proprio territorio.

Non possiamo sempre aspettarci che siano le istituzioni ad agire per noi: i rifiuti escono dalle nostre case ed è da qui che deve partire una corretta differenziazione degli scarti. Pensiamoci, ogni volta che buttiamo via una bottiglia di plastica o un foglio di carta nel secchio dell’indifferenziata. Più sbagliamo noi, più ne risentirà l’ambiente in cui viviamo.

 

2 agosto 2012 at 18:27 Lascia un commento

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