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Greentips…consigli verdi – Il Rassoul


1689578628E’ arrivata la primavera, finalmente, e adesso la voglia di togliersi l’inverno dalla pelle è tanta!

Chi ama trattarsi bene con prodotti naturali non può lasciarsi sfuggire il Rassoul (o Rhassoul o ancora Ghassoul).

Il suo nome deriva dal verbo arabo Rassal, che significa “lavare”.

Il Rassoul è un’argilla naturale, ricca di minerali e leggermente saponosa. Il luogo di estrazione è la zona marocchina dell’Atlas, nella valle del Moulouya (a circa 200km da Fes). L’argilla viene estratta da gallerie sotterranee e, una volta eliminate le impurità, viene lasciato essiccare all’aria.

Da secoli viene utilizzata dalle donne berbere per la cura del proprio corpo e non solo: la saponina contenuta in questa argilla, infatti, la rende versatile per la pulizia della pelle, dei capelli e anche della biancheria.
il Rassoul è un ingrediente immancabile negli hammam, dove viene impiegato per creare maschere facciali e come sapone, utilizzato in abbinata con la kessa (il tipico guanto da bagno).

Ma come funziona il Rassoul? Si presenta come una polvere sottile o in scaglie e, a differenza degli shampoo e saponi a cui siamo abituati, non contiene tensioattivi. Quando viene mescolato con l’acqua crea una spuma molto densa e dalla grana sottile: questa pasta, se applicata sulla pelle, elimina le cellule morte e assorbe il sebo in eccesso e le impurità affina i pori e lascia la pelle liscia e luminosa, eliminando le tossine e rilasciando minerali utili alla pelle.  Il composto va applicato sul viso umido e lasciato agire una decina di minuti.

La sua delicatezza è anche indicata per i capelli, soprattutto se grassi: la maschera va lasciata agire 15 minuti prima dello shampoo. Siccome ha la tendenza a seccare un po’ le punte, per capelli normali, fini o tendenzialmente secchi è meglio mescolarlo con dell’olio di mandorle. Il risultato della maschera al Rassoul sono capelli nutriti e voluminosi.

schermata20110329a13304C’è chi non si limita a usare l’argilla marocchina per la sola pulizia profonda di capelli e pelle, ma anche per combattere la cellulite! Il Rassoul va dissolto in acqua tiepida e applicato sulle zone da trattare inumidite, massaggiando con un guanto di crine. Il guanto di crine non ha solo la funzione esfoliante, ma attiva la circolazione, agevolando lo scioglimento della cellulite. Il fango così steso sulla pelle deve seccare prima di essere rimosso. Il trattamento si conclude con un bagno rilassante di mezz’ora in acqua tiepida e Rassoul.

Sembra che effettuare con costanza questo trattamento riduca gli inestetismi della cellulite.

Argilla_GhassoulIl Rassoul, impiegato ormai da secoli, è naturale al 100% e non è testato sugli animali. Lo si trova in erboristeria e con ancor più facilità in internet.

Rassoul, sapone di Aleppo, sapone nero marocchino, oli essenziali, olio di mandorle…questi sono alcuni degli elementi necessari per pulire e nutrire il proprio corpo nel pieno rispetto della natura e di se stessi, con la certezza di non utilizzare allergeni, agenti chimici. Noi non possiamo più farne a meno. E voi?

16 aprile 2013 at 09:31 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – Chiome sempre eco-perfette!


Più volte abbiamo sottolineato il fatto che i prodotti commerciali sono ricchi di sostanze nocive, tra cui parabeni, coloranti o profumi chimici. Gli svantaggi sono notevoli e molteplici: si incrementa l’utilizzo del petrolio; si inquina l’ambiente (in fase di estrazione delle materie prime; in fase di trasporto delle materie prime e del prodotto finito; con la dispersione del prodotto stesso nell’ambiente) e ci si intossica.

L’igiene  personale è molto delicata e quando scegliamo un prodotto dobbiamo sempre fare attenzione se questo rispetta l’ambiente e la nostra persona. Abbiamo già visto, in altre occasioni, quanto sia importante usare un buon sapone (nero marocchino, di Aleppo, di Castiglia o di Marsiglia). Oggi vediamo come trattare nel migliore dei modi i nostri capelli.

Uno shampoo facilissimo da produrre e che può essere adatto alla maggior parte delle esigenze è una semplice soluzione di acqua e bicarbonato. Basta sciogliere un po’ di bicarbonato in acqua, massaggiarlo sui capelli e risciacquare bene. Se si desidera, si può profumare un po’ la soluzione con delle gocce di olio essenziale.

Esistono anche altre miscele tutte home-made, 100% naturali che possono lavare in nostri capelli, rendendoli lucidi, forti e morbidi.

Per esempio, una tazza di sapone di Marsiglia purissimo liquido, mescolato a una tazza di infuso di erbe (lasciate macerare almeno 30 minuti), un cucchiaio di olio di oliva e uno di miele costituiscono un’altra valida soluzione lavante. A seconda delle piante che si usano (fresche o essiccate, a seconda della disponibilità) si ottengono risultati differenti. Per esempio, la salvia e il te nero scuriscono i capelli; l’achillea contrasta i capelli grassi; la calendula o la camomilla aiutano a dare un bel riflesso ai capelli biondi; le foglie di ortica o le radici di bardana sono un toccasana contro la forfora. Attenzione ad usare il rosmarino, perché la sua azione contro i capelli grassi è molto forte e rischiate di indebolirli troppo.

Se si vuole ottenere uno shampoo che dia spessore e volume, l’avena è l’ideale! Basta frullare i fiocchi di avena con il bicarbonato di sodio e aggiungere un po’ di acqua fino a raggiungere una consistenza adatta all’uso. Si lascia in posa il composto per qualche minuto e poi si sciacqua bene. In alternativa all’avena si può usare l’amido di mais o mixare in parti uguali amido e avena.

Di tanto in tanto, sia per combattere i capelli grassi che per dare corpo e volume al fusto, si possono usare dei rossi d’uovo con qualche goccia di limone. I bianchi avanzati possono essere usati in cucina per fare le meringhe! Il rosso d’uovo è molto ricco e nutre il capello e la sua composizione si lega al grasso presente sul cuoio capelluto. Basterà lasciare in posa l’uovo per qualche minuto e poi sciacquare bene. Altrimenti, altre piante adatte ai capelli grassi sono l’ortica, il rosmarino, la menta piperita, la bardana, il tea tree (che è anche disinfettante), la citronella o la radice di giaggiolo.

I capelli secchi si possono trattare con un infuso di trifoglio rosso, fiori d’arancio, fiori di lavanda, fiori di sambuco, fiori di camomilla o calendula. E’ opportuno aggiungere una piccola percentuale di olio di jojoba, per nutrire in profondità.

I capelli grossi o ricci si possono trattare con salvia grigia, rosmarino, ortica o fiori di lavanda. Anche in questo caso l’aggiunta di olio di Jojoba è utile per dare corpo e volume.

La caduta dei capelli (che, ricordiamolo, ha diversi fattori tra cui l’ereditarietà e quindi non è possibile debellarla completamente) può attenuarsi se si utilizzano i macerati di lavanda, tea tree, salvia ortica o basilico. Massaggiare la cute con questi infusi fortifica le radici e migliora la circolazione dello scalpo.

La forfora non piace a nessuno, ma è possibile trattarla  con ortica, foglie di betulla, cortecce di salice bianco, menta e citronella.

Qualunque sia il vostro caso, la base di partenza può essere una buona base di partenza può essere una soluzione composta fino al 50% da sapone di Marsiglia puro (o di Castiglia) e olio (un passpartout è quello di oliva, ma alla fine di questo articolo potrete trovare valide alternative, ognuna con una propria caratteristica) e l’infuso d’erbe scelte in base alle proprie esigenze.

Sarebbe opportuno usare una buona acqua, contenente poco calcare e prodotti bio di primissima qualità.

Le quantità degli ingredienti possono variare in base alle proprie preferenze, se lo si preferisce più “saponoso” o più curativo: basterà aumentare il sapone o la concentrazione dell’infuso (10-15 minuti di infusione per una concentrazione media, fino a 30 minuti per una versione più forte).

Questa è la ricetta base:

200ml di acqua pura (distillata)

4 cucchiai di sapone

4-6 cucchiai di erbe (fiori, foglie o radici, a seconda della pianta)

1 cucchiaio di olio, se previsto

L’acqua servirà a preparare l’infuso con le erbe scelte e, una volta raffreddato il the che si sarà ottenuto, lo si potrà aggiungere al sapone (e all’olio).

Se ben conservato, questo shampoo può durare anche un anno, ma è opportuno consumarlo con frequenza, dal momento che non contiene conservanti.

Esistono anche alternative senza sapone, come il classico shampoo alla farina di ceci. In un flacone vuoto e pulito si inseriscono nell’ordine:farina di ceci (4 cucchiai circa), acqua pura o distillata, aceto. Si agita il tutto e lo si versa sui capelli, massaggiano per bene. La farina di ceci catturerà il grasso cutaneo, mentre l’aceto liscerà e luciderà i capelli.

Una versione più forte e adatta ai capelli grassi prevede l’uso dell’argilla bianca al posto della farina di ceci. Gli ingredienti sono:

quattro cucchiai di polvere di argilla bianca

due gocce di olio essenziale di limone

mezzo bicchiere di acqua tiepida

Per nutrire il fusto il miele è ottimo. La maschera, che si applica prima dello shampoo e va fatta agire per almeno un’ora, è composta da miele e olio di ricino. Il miele (due cucchiai) deve essere liquido e quindi se non lo è, va scaldato un po’. A questo punto si aggiunge l’olio di ricino (4 cucchiai) e si mescola bene. Servono due cucchiai di miele e quattro di olio di ricino.

E l’olio di ricino è anche un toccasana pre-shampoo, molto versatile se emulsionato con un infuso di erbe medicamentose a seconda delle proprie esigenze.

Se la propria necessità è quella di lisciare e rendere più forti i capelli, frizionare delicatamente, ma a lungo per consentire l’assorbimento, 3 volte a alla settimana per almeno  3 settimane un’emulsione composta da olio essenziale di lavanda e olio di alloro in parti uguali (5/6 gocce) diluiti in olio di mandorla è la eco-soluzione. La lozione deve agire per 20 minuti, prima di essere eliminata con uno shampoo delicato.

E dopo lo shampoo? Il balsamo! I dopo shampoo più semplici sono soluzioni di acqua e aceto, oppure acqua e acido citrico (in basse concentrazioni) o succo di limone. Questi tre elementi hanno proprietà comuni: districano, lisciano e lucidano. Acido citrico e aceto sciolgono anche il calcare presente nell’acqua.

Ma ci si può cimentare con qualcosa di più, come una mistura di succo di limone e frullato di cetriolo (solo la polpa). Il limone lucida e liscia; il cetriolo nutre e ammorbidisce.

Un’emulsione che nutre, lucida, previene le doppie punte e “profuma di buono” è composta da succo di mela e olio di mandorle. Si applica sui capelli, massaggiando un po’, e si lascia in posa mezz’ora.

Una maschera dolce e nutriente è composta da una banana, miele e olio di mandorle. Lasciata in posa sui capelli per almeno 30 minuti, rimpolpa il fusto e lascia i capelli morbidi e lucidi.

In tutti i casi potete fare l’ultimo risciacquo con un mix di  acqua distillata alle rose (un cucchiaio), due gocce di olio essenziale di lavanda e due  di olio essenziale di sandalo. Il risultato sarà una chioma lucida e delicatamente profumata.

Vi riportiamo di seguito un elenco delle principali piante, elencate a seconda del loro effetto:

Disinfettanti naturali:

Abete (foglie)
Acero (corteccia) e  Acetosella (foglie fresche)
Eliotropio

Enula

Ligustro (foglie)

Tea tree

Decongestionanti:

Agrimonia (pianta fresca frullata)
Argentina (pianta intera) e Asfodelo (radice)

Borragine e Brugo e Caglio(fiori e foglie)

Capelli grassi:

Ailanto(corteccia)
Lingua di cane

Quercia (foglie)

Antisudore:

Alloro (foglie)

Detergenti:

Biancospino (corteccia)

Ammorbidenti e addolcenti:

Calendula (fiori)
Lingua di cane

Coloranti e riflessanti:

Camomilla (fiori) – biondo
Castagnole (frutti): castano

Castagne (bucce): castano
Centaurea: castano
Edera (foglie fresche) castano
Noce (mallo verde): castano, copertura primi capelli grigi

E questo è un elenco di oli, escluso il miracoloso olio d’oliva, per emulsionare impacchi pre e post shampoo:

– olio di albicocca (emolliente)

– olio d’argan (ricco di vitamine, nutriente, rigenerante, ristrutturante, antiossidante, antietà)

– olio d’argousier (antiossidante, emolliente)

– olio di avocado (rinforzante, elasticizzante)

– olio di borragine (idratante, rivitalizzante)

– olio di camelia (protettivo, nutriente, fortificante)

– olio di ciliegia ( emolliente e ricco di vitamina A)

– olio di fico d’india (antiradicali liberi, omega6, riparatore, emolliente)

– olio di fragola (antiossidante, astringente, pelli grasse)

– olio di frutto della passione ( antiradicali-liberi, emolliente)

– olio di iperico (antinfiammatorio, analgesico, eritemi)

– olio di kiwi (omega3, vit E, emolliente)

– olio di neem (antisettico, eczema, psoriasi, dermatite)

– olio di nocciola (lenitivo, addolcente, purificante, equilibrante, pelli miste/grasse)

– olio di ricino (nutriente)

Qualunque sia lo shampoo o la maschera che decidere di provare, dovete considerare che i capelli hanno bisogno di un periodo di adattamento al nuovo detergente, che può considerarsi di due o tre settimane (una decina di lavaggi circa). Non lasciatevi scoraggiare né dai primi risultati sui capelli, che si noteranno dopo qualche applicazione, né dalle miscele che avrete creato. Con il tempo imparerete a dosare la giusta quantità di oli, sapone, erbe o oli essenziali in base alle vostre esigenze.

E se proprio non avete la pazienza di sperimentare i numerosi prodotti che possiamo creare in casa e non volete rinunciare alla comodità del prodotto finito, acquistate shampoo e maschere nei negozi biologici o del commercio equo e solidale: salvaguardia dell’ambiente e salute saranno comunque garantiti!

30 agosto 2012 at 15:21 8 commenti

Greentips…consigli verdi – vecchia t-shirt, nuova vita!


Ad ogni cambio stagione non possiamo fare a meno di mettere ordine nei nostri armadi e spesso siamo costretti ad eliminare moltissimi vestiti che sono vecchi, rovinati o che non ci vanno più bene e, forse, a fare più spesso una brutta fine sono le t-shirt.

Lo sapevate che  è possibile dare una nuova vita alle t-shirt in decine di modi diversi? Il web ci ha dato spunti molto interessanti per creare nuovi accessori in maniera creativa e molto personale! Il punto di partenza è sempre lo stesso: un gomitolo creato dalle magliette. Creare un filo non è per niente difficile e, oltre alle magliette da riciclare, sono sufficienti solo un paio di forbici.

Si prende la parte centrale della maglietta e, dopo averla piegata in due, si praticano dei tagli verticali (lasciando un centimetro di bordo). Poi si fanno dei tagli in diagonale, da una striscia alla successiva.

Si ottiene così una striscia lunghissima, che può già essere utilizzata in diversi progetti, ma se si vuole ottenere un vero e proprio filo grosso, basta tendere un po’ il tessuto: il cotone elasticizzato, non avendo più cuciture, si arrotola dando forma a un filo tubolare. (fonte: find focus)

A questo punto, ci si può sbizzarrire come suggerisce la fantasia: non c’è limite!

Per esempio, si possono intrecciare tappeti coloratissimi come questi (cliccando sulle foto, si aprono le relative pagine):

Oppure si possono creare borse, contenitori, centrini e sottobicchieri all’uncinetto:

   

Ma esistono anche altri progetti, che spaziano dalla creazione di accessori (cinture, collane, ecc. ecc.) fino alle mutande e agli antipolvere!


Le idee e le possibilità di riutilizzare le t-shirt sono davvero infinite. E voi, che cosa farete con le vostre vecchie magliette?

26 agosto 2012 at 18:43 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – Fai la differenza


Non ci stancheremo mai di dirlo: salvaguardare l’ambiente in cui viviamo è salvaguardare noi stessi e la nostra salute. Ed è quindi necessario che ci rendiamo conto che ciò che gettiamo nell’ambiente non diventa un problema di altri, quando è fuori dalla nostra casa, ma cresce e diventa un problema collettivo.

Se proprio non riusciamo ad attenerci alla regola delle famosissime 4 R (Recupero, Ricliclo, Riuso, Riduzione), è necessario almeno smaltire correttamente i rifiuti.

Saper eliminare quotidianamente i rifuiti umidi; raccogliere vetro, lattine, carta e plastica negli appositi raccoglitori presenti in ogni angolo di qualsiasi comune ci consente non solo di vivere in un ambiente sano, salubre, bello da vedere (e già questo dovrebbe scuotere le coscienze e far migliorare le nostre abitudini), ma potrebbe persino permetterci di risparmiare sull’energia prodotta con i derivati del petrolio, generando energia indipendente tramite le biomasse, con conseguente sensibile riduzione dell’inquinamento.

Il Ministero dell’Ambiente, che molto sta facendo per ridurre l’impatto ambientale, ha promosso ora una campagna di comunicazione interattiva, Failadifferenza che ha il duplice intento sia di sensibilizzare che di coinvolgere attivamente i cittadini. Il Ministero ha attivato un indirizzo e-mail, failadifferenza@minambiente.it, a cui si può scrivere per segnalare problematiche o disservizi riscontrati sul proprio territorio.

Non possiamo sempre aspettarci che siano le istituzioni ad agire per noi: i rifiuti escono dalle nostre case ed è da qui che deve partire una corretta differenziazione degli scarti. Pensiamoci, ogni volta che buttiamo via una bottiglia di plastica o un foglio di carta nel secchio dell’indifferenziata. Più sbagliamo noi, più ne risentirà l’ambiente in cui viviamo.

 

2 agosto 2012 at 18:27 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – Mandiamo a zonzo le zanzare!


Finalmente in caldo è arrivato, ma questo significa che sono arrivate anche le fastidiosissime zanzare.

La Grande Distribuzione ha messo in commercio numerosi prodotti, per lo più a base chimica. Ogni anno ai vecchi prodotti se ne affiancano di nuovi. Cambiano un po’ le formule chimiche, i componenti o le modalità di erogazione (spray, vaporizzatori, piastrine, vulcani, elettrici) ma rimane sempre il fatto che sono prodotti tossici, che rilasciano sulla nostra pelle e nelle nostre case elementi tossici che fanno male alla nostra salute e a quella dei nostri animali domestici.

Come porre quindi rimedio in maniera eco friendly? I rimedi sono molti e dei più disparati.

Per esempio, si può sconfiggere il problema alla radice, riducendo il numero di zanzare nella zona in cui si abita. I rimedi migliori sono l’incremento del numero di pipistrelli (che ne mangiano fino a 2000 per sera). I pipistrelli negli ultimi decenni sono calati di numero e per un breve periodo si è pensato che potessero essere inclusi nell’elenco delle specie in via di estinzione. Negli ultimi anni, invece, la tendenza ha iniziato a invertirsi, grazie anche all’installazione di bat-box .

Un secondo rimedio drastico è la raccolta delle uova di zanzare. In commercio ci sono diverse trappole per zanzare feconde (ricche di uova e quindi assetate di sangue) e sono sicuramente validissime soluzioni; tuttavia è possibile ricreare un ambiente adatto per la deposizione delle uova anche senza strumenti specifici: basta tenere un contenitore di colore scuro a portata di mano, versarci un po’ acqua e attendere 5 giorni. Le zanzare utilizzeranno questo placido acquitrino come incubatrice. Dopo 5 giorni sarà sufficiente versare il liquido nel contenitore sul terreno. La mancanza di acqua farà morire le uova deposte.

Come ben saprete, però, esistono altri gradevoli rimedi tutti naturali. Chi ha il pollice verde o chi vuole cimentarsi con il giardinaggio facile, può optare per la crescita (anche in vaso, sui balconi) di piante repellenti. Citronella, basilico, menta, rosmarino e lavanda sono tra le piante più efficaci. Inoltre sono davvero di facile coltivazione e il loro uso è così vario che torneranno utili in altre occasioni.

Nelle erboristerie sarà possibile acquistare prodotti a base di citronella o di olio di neem. Applicati sulla pelle o diffusi tramite candele, gli aromi di queste zanzare risultano insopportabili per gli insetti. Si può anche provare a cambiare l’odore della pelle, assumendo alimenti che trasudati allontanano le zanzare. Aglio, peperoncino, cipolla, lievito di birra se assunti nel periodo estivo alterano il nostro sudore (senza che noi lo percepiamo) evitandoci i morsi delle zanzare. In erboristeria si può anche acquistare il Ledum Palustre in forma di pastiglie per uso orale sublinguale. Anche questo, assunto per tutto il periodo estivo,  allontana le zanzare da noi alterando l’odore della nostra pelle. Sembra essere particolarmente efficace sui bambini.

Altri rimedi casalinghi sono emulsioni di acqua e/o aceto e oli essenziali. Gli oli essenziali da utilizzare sono gli stessi delle piante aromatiche suggerite sopra: basilico, melissa, citronella, lavanda, menta, oltre agli oli essenziali di geranio ed eucalipto . Strofinare sulla pelle o spruzzare in casa questa miscela ci assicurerà qualche ora di pace. Altri vettori per trattenere sulla pelle questi oli sono anche l’alcol a 90 gradi o l’olio di mandorle. Evitate di applicare sulla pelle gli oli essenziali puri perché alcuni, molto forti, possono essere addirittura caustici. Se non di dispone di oli essenziali, si può provare con un decotto di basilico e menta.

Molto importanti sono anche i colori: sembra che le zanzare siano infastidite dai colori chiari e siano invece attratte dal nero. Sarebbe quindi preferibile vestirsi con abiti leggeri e chiari.

Se voi avete scoperto altri sistemi che allontanano le zanzare, ditelo anche  a noi!

26 giugno 2012 at 14:43 2 commenti

Greentips…consigli verdi: l’acido citrico, l’acido buono!


L’acido citrico è forse l’acido più diffuso in natura. E’ fortemente presente nei limoni  (5-7%) e negli altri agrumi, ma è contenuto anche nella maggior parte della frutta e verdura e in altri alimenti, latte compreso. L’acido citrico si utilizza ormai da secoli, per gli usi più disparati. Originariamente lo si ricavava con un complicato procedimento basato su una soluzione di ammoniaca, cloruro di calcio e acido solforico. Poi, nel 1784, venne isolato per cristallizzazione da Carl Wilhelm Scheele. Al giorno d’oggi, invece, la sua produzione su larga scala avviene tramite fermentazioni con funghi o lieviti. L’acido citrico viene venduto in forma di cristalli (ricorda lo zucchero di canna bianco) in farmacia, nei negozi di prodotti ecologici o nelle drogherie più fornite.

Proprio perché è un acido, l’acido citrico viene utilizzato nella pulizia della casa (come disincrostante, anticalcare e ammorbidente), per la cura della persona e anche in alcune preparazioni alimentari  come emulsionante (nei gelati) e per prevenire la cristallizzazione dello zucchero nel caramello. È molto usato come additivo in bibite, prodotti di confetteria, gelatine, marmellate, birre, bevande gassate, e insieme al sodio bicarbonato, in preparazioni effervescenti (fonte wikipedia ).

Vi diamo ora qualche consiglio per utilizzarlo tutti i giorni, in sostituzione ai più comuni prodotti chimici che inquinano le nostre case:

Anticalcare: riempire uno spruzzino con una soluzione al 15% di acido citrico e acqua distillata tiepida (cioè 75 gr di acido citrico in mezzo litro d’acqua). Per renderlo un po’ più piacevole si possono aggiungere alcune gocce di olio essenziale (il tea tree ha un effetto antisettico, la lavanda calmante e il bergamotto allontana mosche e zanzare). Si può anche aggiungere un bicchiere di aceto di mele, per dare una profumazione più delicata. La soluzione va agitata prima dell’uso e lasciata agire sulla superficie da pulire per alcuni minuti, prima di passare la spugna. Il preparato non è adatto a superfici delicate, come il marmo o la pietra e si deve prestare molta attenzione sul  legno: meglio provare il prodotto su un angolo nascosto e verificare la tenuta della superficie. La stessa soluzione è ottima anche per togliere il calcare dalle stoviglie. Anche in questi casi è sufficiente spruzzare la soluzione. lasciarla agire e poi passare la spugna. In caso di forti incrostazioni, si può aumentare un po’ la percentuale di acido citrico (18-20%) o il tempo di posa.  Stessa soluzione anche per  lavatrici e lavastoviglie più pulite e aumentare la loro vita: basta mettere un litro di soluzione al 25% (250gr di acido citrico) nel cestello vuoto della lavatrice o una soluzione al 18% (180gr) nella vaschetta del brillantante e far fare agli elettrodomestici un ciclo ad alta temperatura una volta al mese. La soluzione al 18% mantiene puliti e sani anche macchine per caffè e ferri da stiro.

Ammorbidente: l’acido citrico è un potente anticalcare ed è per questo che può sostituire egregiamente i classici ammorbidenti: l’ammorbidente, infatti, ha la capacità di eliminare il calcare dalle fibre dei tessuti e imprigionare un po’ di acqua al loro interno. Con bicchiere di soluzione di acido citrico al 10% in acqua distillata avrà un buon effetto ammorbidente. Se si desidera anche profumarlo, basterà aggiungere alcune gocce di olio essenziale.

Altri usi domestici: una miscela ben mescolata, composta da acqua distillata, acido citrico (10%), un cucchiaio di detersivo per stoviglie e un po’ di olio essenziale, lasciati agire anche tutta la notte, è un buon detergente per il bagno; versare un bicchiere di acido citrico e uno di bicarbonato nello scarico ingorgato e versarci sopra acqua bollente ci eviterà l’uso dei dannosi disgorganti chimici; la solita soluzione al 15% e tiepida, se messa goccia a goccia, elimina le macchie di ruggine dai tessuti; una blanda soluzione di acqua fredda e acido citrico (circa 5 litri di acqua e 4 cucchiai di acido citrico) sono un ottimo sfeltrente per la lana, che andrà tenuta in ammollo e poi sciacquata; basta versare una piccola dose di soluzione al 15% in 5 litri d’acqua per fissare i colori scuri sui tessuti (ottimo per i jeans che perdono colore): si lasciano prima in ammollo per un giorno e poi si sciacquano con poco detersivo.

Cura della persona: l’acido citrico è anche uno degli ingredienti delle bombe da bagno, le palline effervescenti  che se buttate nella vasca rilasciano profumi delicati. Farle in casa non è difficile. Gli ingredienti sono: 5 cucchiai di bicarbonato, 2 cucchiai e mezzo di acido citrico, 1 cucchiaio di amido di mais (maizena), 3 cucchiai di burro di cacao, 10 gocce di olio essenziale a scelta, un pizzico di colorante alimentare. Si fonde a bagnomaria il burro di cacao, quando si è intiepidito si aggiunge il bicarbonato, l’acido citricoe il colorante e per ultima la maizena  intrisa di olio essenziale. Quando gli ingredienti saranno ben mescolati, si versa il composto negli stampini scelti (per esempio, quelli in silicone per fare il ghiaccio). Per agevolare la solidificazione, si mettono gli stampi in congelatore per 15 minuti, poi si estraggono le forme ottenute e si lasciano asciugare in luogo asciutto finché saranno totalmente solide. Si conservano avvolte nella stagnola. Si possono ottenere altre bombe aggiungendo olio di jojoba, o fiori secchi di rosa o lavanda. Anche i capelli trarranno beneficio da una soluzione di acqua e acido citrico usata al posto del balsamo, dopo lo shampoo: ha il potere di chiudere le squame del fusto del capello, riducendo l’effetto crespo e donando lucentezza e morbidezza. La soluzione deve essere leggera: un cucchiaino da caffè (4 o 5 gr)  di acido citrico in un litro di acqua.

Alimenti: usare l’acido citrico va usato con cautela, ma il suo apporto nelle ricette può essere determinante. Per esempio, evita la cristallizzazione dello zucchero negli sciroppi e nei gelati. Un ottimo sciroppo, molto dissentate in estate prevede che vengano lasciati  a macerare circa venti fiori di sambuco in 3 litri di acqua, con 5 limoni tagliati in quarti e 20 grammi di acido citrico. Dopo due giorni si filtra il liquido e lo si mette a scaldare sul fuoco e si aggiungono un chilo di zucchero per ogni litro. L’acido citrico è anche un conservante e lo si trova nelle etichette dei prodotti industriali sotto il nome di E330.

Voi conoscevate l’acido citrico? E in che casi lo usate? Come vi siete trovati? Raccontateci le vostre esperienze!

16 maggio 2012 at 13:57 2 commenti

Greentips…consigli verdi – lunga vita alla salvia!


Una pianta presente in quasi tutte le cucine e in quasi tutti i giardini od orti è la salvia. E’ una delle piante aromatiche più diffuse, conosciuta da migliaia di anni sia per i suoi usi in cucina, che per le sue innumerevoli proprietà  benefiche.

Già Greci e Romani ne facevano largo uso. I Greci pensavano che i poteri di Zeus derivassero dalla salvia, poiché la capra che nutri con il suo latte il padre degli dei  si cibava di salvia. I Romani racchiusero nel suo nome le sue proprietà: salvia, infatti, deriva dal latino salvus, cioè sano. Anche i Cristiani tramandano le proprietà della salvia: la stessa Maria nascose Gesù sotto le la pianta fiorita. I soldati, che li stavano cercando, videro solo una donna con un anziano e passarono oltre. Maria benedì la pianta che protesse suo figlio, annunciando che questa sarebbe stata riconosciuta come rimedio versatile nei secoli  futuri.

La sua coltivazione è molto semplice e non richiede un affinato pollice verde e si adatta bene anche a crescere in vaso.

Non c’è niente di meglio che utilizzare le foglie di salvia appena raccolte dal proprio giardino! Ma quali sono gli usi diversi di questa strepitosa pianta aromatica, al di là dell’arrosto o del condimento sugli gnocchi?

Le sue qualità sono così tante da renderla versatile e adatta a risolvere problemi di ogni sorta e le sue preparazioni sono diverse, a seconda dell’effetto che se ne vuole trarre:

  •  L’infuso si ottiene lasciando in posa per 10 minuti 20 grammi di foglie secche in un litro d’acqua bollente. Il te ottenuto va filtrato prima di berlo.
  • Il decotto si ottiene facendo bollire un cucchiaio di foglie trite e secche in una tazza di latte. Anche questo decotto va filtrato prima di berlo.
  • Il vino si ottiene lasciando macerare 60 grammi di foglie in un litro di marsala per 10 giorni. Una volta filtrato si conserva al fresco e al buio.
  • La tintura e l’olio essenziale si acquistano in erboristeria o nelle farmacie omeopatiche.  L’olio essenziale è molto forte e non si devono superare le 3 gocce sciolte in un cucchiaino e di tintura al massimo 20 gocce.
  • In aromaterapia è più usato l’olio di salvia sclarea e non officinalis, poiché non è presente l’alta percentuale di tujone,  chetone tossico.

La salvia ha varie proprietà farmacologiche che sono state sfruttate nei secoli, per esempio è: balsamica, amaro-tonica, antisettica, digestiva, diuretica, antispasmodica , emmenagoga (cioè in grado di stimolare l’afflusso di sangue nell’area pelvicae nell’utero,), spasmolitica, coleretica (cioè che provoca un aumento della produzione di bilestimolandone la secrezione da parte delle cellule epatiche), ipoglicemizzante, estrogenica, trofica per il surrene), antidepressivo, attenua la diarrea, antisudorifera, antisettica e proprio per questo riesce ad essere efficace in caso di stati influenzali, eczemi, dermatiti. E’ anche considerata la pianta amica delle donne, perché tende a regolarizzare e a rendere meno doloroso il ciclo mestruale (in alcuni casi anche a indurlo), allevia i sintomi della menopausa, è un alleato contro la frigidità (e l’impotenza). Proprio a causa della sua potenza, la salvia non dovrebbe essere assunta da donne in gravidanza o durante l’allattamento. E’ anche controindicata a chi soffre di ipertensione ed epilessia perché contiene sostanze tossiche.

L’uso della salvia, nelle sue varie forme, è abbastanza semplice e intuitivo. Per esempio, in caso di asma, raffreddamento, influenza, mal di gola, eccessiva sudorazione, irregolarità del ciclo mestruale, diarrea o cattiva digestione è bene berne da una a tre tazze al giorno.

In  caso di afte, eczemi, ulcere o dermatiti si può procedere con l’applicazione dell’infuso direttamente sulla parte interessata (uso topico).

La salvia, però, torna utile anche per la nostra bellezza. Per esempio, una buona maschera per le pelli grasse si ottiene frullando foglie secche e fogli fresche con un po’ di acqua. Per dare consistenza al composto e renderlo ancora più efficace, si può mescolare dell’argilla o farina di mandorle. Dopo 20 minuti dall’applicazione si elimina con un risciacquo di acqua tiepida. Inoltre, l’olio essenziale (sempre in minime dosi ben diluite) combatte la forfora e stimola la crescita dei capelli e ne riduce la caduta.

Un decotto fatto con un pugno di foglie fresche in un litro di acqua bollente è utile per ravvivare il colore dei capelli scuri e per dare più tono, luce e sofficità ai capelli secchi o sciupati. Si usa come ultimo risciacquo, dopo shampoo e balsamo. La frequenza e costanza delle applicazioni colorerà delicatamente i capelli nel tempo.

I denti saranno più sani e bianchi se vengono sfregati con una foglia fresca

Questi sono gli usi più noti ma voi ne conoscete altri?

 

 

 

 

14 maggio 2012 at 15:05 Lascia un commento

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