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Greentips…consigli verdi – lunga vita alla salvia!


Una pianta presente in quasi tutte le cucine e in quasi tutti i giardini od orti è la salvia. E’ una delle piante aromatiche più diffuse, conosciuta da migliaia di anni sia per i suoi usi in cucina, che per le sue innumerevoli proprietà  benefiche.

Già Greci e Romani ne facevano largo uso. I Greci pensavano che i poteri di Zeus derivassero dalla salvia, poiché la capra che nutri con il suo latte il padre degli dei  si cibava di salvia. I Romani racchiusero nel suo nome le sue proprietà: salvia, infatti, deriva dal latino salvus, cioè sano. Anche i Cristiani tramandano le proprietà della salvia: la stessa Maria nascose Gesù sotto le la pianta fiorita. I soldati, che li stavano cercando, videro solo una donna con un anziano e passarono oltre. Maria benedì la pianta che protesse suo figlio, annunciando che questa sarebbe stata riconosciuta come rimedio versatile nei secoli  futuri.

La sua coltivazione è molto semplice e non richiede un affinato pollice verde e si adatta bene anche a crescere in vaso.

Non c’è niente di meglio che utilizzare le foglie di salvia appena raccolte dal proprio giardino! Ma quali sono gli usi diversi di questa strepitosa pianta aromatica, al di là dell’arrosto o del condimento sugli gnocchi?

Le sue qualità sono così tante da renderla versatile e adatta a risolvere problemi di ogni sorta e le sue preparazioni sono diverse, a seconda dell’effetto che se ne vuole trarre:

  •  L’infuso si ottiene lasciando in posa per 10 minuti 20 grammi di foglie secche in un litro d’acqua bollente. Il te ottenuto va filtrato prima di berlo.
  • Il decotto si ottiene facendo bollire un cucchiaio di foglie trite e secche in una tazza di latte. Anche questo decotto va filtrato prima di berlo.
  • Il vino si ottiene lasciando macerare 60 grammi di foglie in un litro di marsala per 10 giorni. Una volta filtrato si conserva al fresco e al buio.
  • La tintura e l’olio essenziale si acquistano in erboristeria o nelle farmacie omeopatiche.  L’olio essenziale è molto forte e non si devono superare le 3 gocce sciolte in un cucchiaino e di tintura al massimo 20 gocce.
  • In aromaterapia è più usato l’olio di salvia sclarea e non officinalis, poiché non è presente l’alta percentuale di tujone,  chetone tossico.

La salvia ha varie proprietà farmacologiche che sono state sfruttate nei secoli, per esempio è: balsamica, amaro-tonica, antisettica, digestiva, diuretica, antispasmodica , emmenagoga (cioè in grado di stimolare l’afflusso di sangue nell’area pelvicae nell’utero,), spasmolitica, coleretica (cioè che provoca un aumento della produzione di bilestimolandone la secrezione da parte delle cellule epatiche), ipoglicemizzante, estrogenica, trofica per il surrene), antidepressivo, attenua la diarrea, antisudorifera, antisettica e proprio per questo riesce ad essere efficace in caso di stati influenzali, eczemi, dermatiti. E’ anche considerata la pianta amica delle donne, perché tende a regolarizzare e a rendere meno doloroso il ciclo mestruale (in alcuni casi anche a indurlo), allevia i sintomi della menopausa, è un alleato contro la frigidità (e l’impotenza). Proprio a causa della sua potenza, la salvia non dovrebbe essere assunta da donne in gravidanza o durante l’allattamento. E’ anche controindicata a chi soffre di ipertensione ed epilessia perché contiene sostanze tossiche.

L’uso della salvia, nelle sue varie forme, è abbastanza semplice e intuitivo. Per esempio, in caso di asma, raffreddamento, influenza, mal di gola, eccessiva sudorazione, irregolarità del ciclo mestruale, diarrea o cattiva digestione è bene berne da una a tre tazze al giorno.

In  caso di afte, eczemi, ulcere o dermatiti si può procedere con l’applicazione dell’infuso direttamente sulla parte interessata (uso topico).

La salvia, però, torna utile anche per la nostra bellezza. Per esempio, una buona maschera per le pelli grasse si ottiene frullando foglie secche e fogli fresche con un po’ di acqua. Per dare consistenza al composto e renderlo ancora più efficace, si può mescolare dell’argilla o farina di mandorle. Dopo 20 minuti dall’applicazione si elimina con un risciacquo di acqua tiepida. Inoltre, l’olio essenziale (sempre in minime dosi ben diluite) combatte la forfora e stimola la crescita dei capelli e ne riduce la caduta.

Un decotto fatto con un pugno di foglie fresche in un litro di acqua bollente è utile per ravvivare il colore dei capelli scuri e per dare più tono, luce e sofficità ai capelli secchi o sciupati. Si usa come ultimo risciacquo, dopo shampoo e balsamo. La frequenza e costanza delle applicazioni colorerà delicatamente i capelli nel tempo.

I denti saranno più sani e bianchi se vengono sfregati con una foglia fresca

Questi sono gli usi più noti ma voi ne conoscete altri?

 

 

 

 

14 maggio 2012 at 15:05 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – l’inquinamento domestico


ImmagineSi parla tanto di inquinamento atmosferico, riferendoci sempre a ciò che respiriamo quando andiamo in giro per le nostre città. Alcune sono molto inquinate (come Torino o Milano), altre meno. Le polveri sottili vengono prodotte principalmente dagli impianti di riscaldamento, sia domestico che industriale, e dal traffico. Ridurre l’inquinamento è un nostro dovere e non è diritto un nostro diritto addossare ogni colpa al Governo di turno, per mancati provvedimenti o lamentarsi per eccesso di restrizioni del traffico: basterebbe che ciascuno di noi usasse un po’ di più la bici o andasse a piedi, per ridurre sensibilmente le polveri sottili o che si abbassasse la temperatura del riscaldamento in casa. Ne abbiamo già parlato: i rimedi ci sono, basterebbe metterli in pratica.

Ma chi pensa di essere sicuro nell’ambiente domestico, si sbaglia. Anche le nostre case possono essere inquinate dagli oggetti al loro interno o da alcuni materiali usati nella loro costruzione, o manutenzione, come confermano anche studi della NASA sviluppati per capire la possibilità di vita sulla Luna.

Forse quasi nessuno sa che se facessimo analizzare i locali in cui viviamo, troveremmo tracce di formaldeide, di benzene o ammoniaca per citare i più comuni.

Il gas usato per cucinare, il fumo di sigaretta, la plastica o addirittura gli abiti che ritiriamo dalla pulitura a secco sprigionano la formaldeide. Sono agenti di rischio anche gli abiti ritirati dalla pulitura a secco, gli apparecchi tecnologici come fotocopiatrici, stampanti o computer.

E come ci si può difendere da tutto ciò?

Innanzitutto cambiando le nostre abitudini: ridurre l’uso di materiali pericolosi per esempio scegliendo vernici ad acqua, ridurre la plastica preferendo materiali naturali come il legno, non fumare in casa, utilizzare in prima battuta detersivi naturali ed ecologici anziché quelli chimici venduti nei supermercati.

Ma un altro rimedio, forse inaspettato ma sicuramente piacevole è contornarsi di belle piante.

Chi non ha il pollice verde ha uno stimolo in più per avventurarsi nella cura delle piante di appartamento; chi già ha piante in casa avrà notato la differenza tra la sua e una casa (di amici, o qualche ufficio) in cui manca il verde.

Gli agenti inquinanti più diffusi sono il benzene e la formaldeide.

Il benzene che si trova nel fumo di sigaretta, nei vapori volatili delle stazioni di benzina, nei gas di scarico dei veicoli, ma anche nelle colle, nelle vernici, nella cera per mobili, nei detersivi.

La formaleide si trova nelle schiume isolanti usati nei cantieri edili, nel legno pressato, come il compensato o l’MDF, negli smalti e solventi per unghie, negli adesivi, nelle carte da parati, nel colore per i muri, nonché nella combustione di sigari, sigarette e legna nelle stufe, nel cherosene o nel gas.

Vediamo ora quali sono le migliori piante per contrastare l’inquinamento che abbiamo in casa:

Aglaonema crispum 

La seconda pianta da suggerire a chi ha il pollice nero e non verde, è la Aglaonema, che sopravvive anche con poca acqua e luce, ma è così generosa da liberarci di numerosi agenti tossici, come la formaldeide a 7 microgrammi all’ora.

Areca (Chrysalidocarpus lutescens) 

Questa pianta, composta da numerosi fusti sottili che finiscono in bellissime foglie a palma riesce a rimuove 19 microgrammi per ora di xilene e toluene. La sua cura prevede che sia collocata in un angolo luminoso, ma no esposto direttamente alla luce del sole; richiede moderata acqua.

Anturio (Anthurium andreanum) 

Per eliminare l’ammonica, è invece utile l’anthurium,che ne rimuove 10 microgrammi all’ora ora. Agisce con discreti risultati anche su xilene e toluene (8 microgrammi per ora).

Chamaedorea elegans

Se non avete il pollice verde, ma desiderate pulire l’aria dai fumi dell’ammoniaca, la chamaeodrea è ciò che fa per voi: è una piccola palma molto resistente, che assorbe 6 microgrammi/ora di ammoniaca.

Crisantemo (Chrysantheium morifolium)

Il crisantemo non è solo il simbolo floreale delle festività novembrine: ci sono diverse qualità, dai fiori molto colorati che, se esposti alla luce piena, possono vivacizzare un’ambiente, eliminando il benzene disperso nell’aria.

Dracaena marginata 

Altra presenza diffusissima è il tronchetto della felicità che riesce a depurare 10 microgrammi all’ora di xilene e toluene, 8 microgrammi di formaldeide, e altri inquinanti minori.

Edera variegata (Hedera helix variegata) 

Per chi ha un computer in casa e lo usa spesso, il rimedio è l’edera variegata. Se tenuta in un vasetto, anche su qualche scaffale nella stanza dove c’è il pc, l’edera riesce a purificare l’aria eliminando fino a 12 microgrammi all’ora di formaldeide.

Falangio variegato  (Chlorophytum comosum “vittatum”) 

Anche questa è una delle piante più diffuse nelle case: è facile da gestire, si può riprodurre senza problemi e decora qualsiasi mensola o ripiano con i suoi rami ricadenti Questa robustissima piantina ricadente “da ciotola”, con le foglie lunghe e appuntite bianco-variegate, si adatta veramente ad ogni ambiente e cura. Si riproduce con grande facilità e ha una elevatissima capacità di ripulire l’aria da diversi agenti inquinanti, uno tra tutti la formaldeide al ritmo di 7 microgrammi all’ora.

Felce (Nephrolepis exaltata) 

E’ in assoluto la pianta in grado di rimuovere più di qualunque altra la formaldeide dall’ambiente, addirittura con un tasso di 20 microgrammi per ora. E’ inoltre una bellissima pianta dal portamento compatto e globoso, che ha solo bisogno di buona umidità, e sopravvive benissimo anche in ambienti poco luminosi.

Ficus benjamina 

Chi non ha mai provato a curare almeno un piccolo ficus benjamina? La sua forma ad alberello e la facilità nella cura, nonché le numerose specie diffuse, lo hanno reso una delle piante da appartamento e da ufficio più diffuse. Una delle sue caratteristiche è quella di assorbire ben 12 microgrammi all’ora di formaldeide. Riesce a filtrare bene anche tricloroetilene ed il benzene

Gerbera (Gerbera jamesonii)

La gerbera, invece, assorbe la trielina ed è quindi necessaria nelle tintorie e puliture a secco o nelle case di chi è abituato a portarvi i propri abiti a pulire.

Sansevieria trifasciata 

Anche questa pianta non richiede molte cure e la rende adatta anche a situazioni di incuria estreme, ma ciò che la rende diversa dalle altre è la sua caratteristica capacità di continuare la sintesi anche nel periodo notturno, portando ossigeno anche quando le altre piante rilasciano CO2. E’ adatta a stanze in cui convivono per molte ore diverse persone o a cui non si può cambiare spesso aria.

Spatifillo (Spathyphyllum wallisii) 

E’ forse una delle piante più comuni. Con le sue foglie verdi riempie bene qualsiasi angolo di casa e la disponibilità di varie misure la rende molto versatile. Il suo momento di picco è al momento della fioritura, quando i suoi fiori bianchi sbocciano. Richiede molta acqua. La sua forza purificatrice rimuove 19 microgrammi all’ora di acetone, per questo è utile per chi è avvezzo all’uso dello smalto per unghie e negli studi d’estetista. Oltre a questo riesce a purificare l’aria da 13 microgrammi di metanolo, 7 di benzene, 5 di ammoniaca e 3 di formaldeide.

Altre piante che contrastano ottimamente l’inquinamento domestico sono il clorofito e il croton, che assorbono il monossido di carbonio; la kalanchoe e la tillandsia, che assorbono le radiazioni elettromagnetiche.

Se non vi sono mai interessate le piante, forse queste brevi nozioni possono essere uno stimolo per iniziare a cimentarsi e migliorare il proprio pollice verde. In fin dei conti, il giardinaggio, anche se domestico, è anche un forte antistress!

19 marzo 2012 at 16:01 1 commento

Greentips…consigli verdi-la pianta dell’immortalità


Come abbiamo anticipato, nel Giardino Commestibile di Giusi Foschia abbiamo fatto delle scoperte bellissime, come la stevia, il dolcificante naturale senza effetti collaterali. Oggi vi raccontiamo della seconda bella scoperta che Giusi ci ha fatto fare: la Gymnostemma.

Il nome, detto così, non dirà molto ai più e il suo nome comune incuriosisce molto “pianta dell’immortalità”. A essere immortale non è la pianta stessa, ma chi ne fa uso. La gymnostemma è una liana perenne (se coltivata bene, rampica fino a due metri) della famiglia delle Cucubritacee, originaria della Cina. In Oriente (Cina, Giappone e Thailandia) è molto conosciuta e utilizzata, con il nome di Jiaogulan ed il suo impiego varia grazie alle sue innumerevoli virtù.

I benefici che questa piccola piantina, ricca di oligoelementi, amminoacidi, vitamine, proteine e saponine, porta al nostro organismo sono notevoli e agiscono a più livelli. Per esempio, è un ottimo antiossidante e rallenta i processi dell’invecchiamento; mantiene sotto controllo il colesterolo, aiuta la memoria; stimola il metabolismo dei grassi (e per questo è un ottimo coadiuvante nelle diete dimagranti. Non fa miracoli, ma apporta un buon contributo aumentando il metabolismo dei grassi); migliora le funzionalità del fegato, migliorando la sua capacità di apportare carboidrati e zuccheri ai muscoli (producendo così energia); ha anche effetti antinfiammatori  ed è ben quattro volte più potente del comune ginseng e per questo è l’integratore prediletto dagli sportivi. Inoltre, la Jiaogulan allevia lo stress, l’ansia e il nervosismo perché ha proprietà sedative. Aiuta a mantenere le arterie pulite, migliorando il sistema circolatorio e riducendo il rischio di infarti e ictus. In Asia prima e in Europa (dove l’impiego di piante curative è strettamente regolamentato)poi, si sono condotti studi sulla gymnostemma per capire cosa la renda così speciale e se può realmente essere considerata un miracolo della botanica. Sono stati così individuati numerosi flavonoidi e 92 saponine. I suoi composti sono stati chiamati gypsenoidi e sono strettamente collegati alle saponine el ginseng (ginsenosidi), ma più potenti. I test in vitro, poi sugli animali e alcuni sull’uomo hanno messo in evidenza come la gymnostemma contenga dei principi che scientificamente mostrano una reale efficacia. Gli studi condotti hanno confermato che la pianta dell’immortalità ha le seguenti virtù: immunoprotettiva; antiulcera; antitrombotica; antiossidante; epatoprotettiva; antitumorale (ma su questa caratteristica preferiamo non sbilanciarci: la cura per il cancro non è ancora stata trovata, anche se è oramai largamente dimostrato che alcuni elementi natuali o chimici rallentano la malattia); ipolipidemica. I componenti della gymnostemma non sono considerati tossici: il largo uso secolare e gli studi farmacologici compiti l’hanno decretata una pianta sicura e senza effetti indesiderati.

Come assumere questa eccezionale pianta? Innanzitutto è importante consultare un esperto (erborista, fitoterapeuta, medico specializzato in cure naturali), che ne consiglierà l’assunzione in forma di pillole o tavolette orosolubili o masticabili, in capsule, in tisane e infusi. Se ne estrae anche il succo, tramite un particolare processo di centrifugazione, ma la si può anche aggiungere fresca, nell’insalata di tutti i giorni (anche se il suo particolare gusto può non piacere).

Concludendo, si può dire che tre cucchiaini di foglie in un litro di acqua bollente (per un minimo di tre minuti) ci possono mantenere a lungo in perfetta salute!

31 maggio 2011 at 11:41 4 commenti

Greentips…consigli verdi-lo zucchero naturale


Gli Ecogreentips, sabato scorso, sono andati a far visita a una vecchia e cara conoscenza: il Giardino Commestibile di Giusi Foschia.

La giornata era calda e splendida ed è stato un vero piacere andare a vedere di persona il preziosissimo lavoro di Giusi.

Giusi ci ha accompagnati tra le piante che coltiva, raccontandoci pregi e virtù di ognuna di loro. Ci ha mostrato la coltivazione in terra, l’orologio di Linneo che aveva impostato qualche stagione fa e ci ha mostrato l’essicatoio in cui trasforma le sue preziosissime erbe aromatiche ed officinali e i fiori per la cucinao per creare potpourrie.

Siamo rimasti incantati da quante piante esistano, semi sconosciute, dalle virtù più disparate. In questo e nel prossimo articolo ve ne raccontiamo due, che ci hanno colpito particolarmente e che abbiamo dovuto portare a casa!

La stevia rebaudiana è una pianta perenne, della famiglia dei crisantemi. La sua zona di origine è situata tra Brasile e Paraguay; predilige terreni sabbiosi e asciutti, in montagna, dove cresce in cespugli di circa 80 cm.

Ma cos’ha di straordinario la stevia? E’ un dolcificante natuare (e per questo privo di controindicazioni), che dolcifica da 70 a 300 volte più dello zucchero di canna, a seconda del metodo di estrazione del principio dolcificante. La stevia può essere così usata:

– Foglie fresche
– Foglie in polvere (20/30 volte più dolci dello zucchero)
– Estratto in polvere (200/300 volte più dolce dello zucchero)
– Concentrato liquido da estrazione acquosa e/o idroalcolica (circa 70 volte più dolce dello zucchero).
Quando si lavora la stevia, bisogna tener conto che il prodotto fresco una volta essiccato si riduce a un quinto del suo peso.
Ma quanto dolcifica la stevia? Una goccia di estratto equivale a circa 3 grammi di zucchero; 15 ml di estratto corrispondono a 1 kg di zucchero. Se consideriamo che un cucchiaino da caffè di zucchero pesa 2 gr e una bustina da bar pesa 5gr, farà un certo effetto scoprire che una goccia di stevia corrisponde a un cucchiaino e mezzo e 3 gocce a una bustina di zucchero!
Produrre il sostituto dello zucchero in casa non è difficile. Se si vuole utilizzare la polvere, basta mettere delle foglie ad essiccare o appendendo un rametto di stevia a testa in giù o adagiando le foglioline su di una grata a maglie fine in luogo ombreggiato e aerato. Si può anche estrarre il dolcificante naturale lasciando le foglie in infusione nell’alcool  a 95°, fancedolo poi evaporare a fiamma bassissima. Ecco il procedimento, nel dettaglio:
In un litro di alcool a 95° si devono far macerare o 100 gr di foglie secche per 12 giorni o 350 gr di foglie fresche per 15 giorni. Passato il periodo, si filtra la soluzione e la si diluisce con il 50% di acqua (cioè 1 lt di alcool e 1/2 lt di acqua) nel caso si siano usate foglie secche oppure 1/3 di litro di acqua in caso di foglie fresche. Per ridurre la presenza di alcool, come abbiamo già scritto, basta riscaldare la soluzione ottenuta a fuoco basso, senza portarla a ebollizione. Se si riduce la soluzione sino al peso di 200 gr, si ottiene un estratto con la capacità addolcente di 14 kg di zucchero.
L’unica nota negativa è che questa pianta ha un leggero retrogusto di liquirizia e quindi potrebbe compromettere il sapore degli alimenti a cui viene addizionata.
L’uso della stevia e dei suoi derivati è controversa, soprattutto in Italia. Dopo anni di studio, ne è stato permesso l’utilizzo in America e in Giappone (qui viene usata come dolcificante nella Diet Coke). In Svizzera si possono trovare i prodotti derivati in supermercati e in erboristeria. In Italia è vietata la commercializzazione dei suoi derivati, tuttavia è possibile coltivare la pianta. Ecco perchè vi diamo alcuni consigli per una sua miglior crescita in vaso (o terra). Per agevolare lo sviluppo delle foglie (che sono quelle che ci interessano), la pianta dovrà essere cimata (potata) due volte: la prima quando raggiungerà i 10-12 cm di altezza. Si dovrà aver cura di lasciare almeno due nodi, da cui si svilupperanno nuovi germogli. Allo stesso modo sidovranno cimare i nuovi getti, così da permettere alla pianta di “allargarsi”, piuttosto che allungarsi. Le dimensioni compatte della pianta cimata consentiranno di ottenere una più alta concentrazione di zucchero. Si dovrà consentire alla pianta di raggiunere i 50-60 cm prima di effettuare il primo raccolto, questo perchè le foglie più grandi e vecchie sono quelle che contengono un più alto tenore zuccherino. Benchè sia una pianta perenne e quindi naturalmente portata alla resistenza, la stevia va curata nel corso dell’anno. Durante l’estate deve essere concimata e annaffiata regolarmente, ma evitando i ristagni di acqua che farebbero marcire le radici. E’ anche preda di parassiti e funghi, facilmente gestibili se trattati con antiparassitari naturali. Resiste anche alle temperature prossime allo 0°, ma è opportuno ripararla durante la stagione fredda.
Non entriamo nel merito della polemica del perchè in Italia non si possano commercializzare prodotti derivati dalla stevia. Alcune correnti di pensiero sostengono che non è ancora stata provata la totale atossicità della pianta (ma le popolazioni del Paraguay la utilizzano da sempre e USA e Giappone l’hanno legalizzata dal 1970); altri sostengono che le lobby legate alla produzione dello zucchero tradizionale e dei dolcificanti stiano lottando contro quella che considerano una minaccia per il mercato.
Ai Greentips piace sperimentare e abbiamo già travasato la nostra piccola stevia in un bel vaso. Quando sarà il momento di raccogliere e trasformare le foglie, vi aggiorneremo sugli sviluppi e sulle prove dirette che effettueremo.

30 maggio 2011 at 13:07 7 commenti

Greentips…consigli verdi-Tu offri, io cerco


Non è questione di essere esterofili, ma bisogna riconoscere che gli Americani -quando è ora di inventarsi nuove idee- sono quasi imbattibili!

Forse qualcuno di voi hanno pensato, ogni tanto, che sarebbe stato bello avere un giardino da curare o avere a disposizione un pezzettino di terra da coltivare… In alcune città queste esigenze sono state colmate dagli orti urbani, concessi dalle amministrazioni comunali. Alcuni di voi, invece, potrebbero avere il problema inverso: un giardino, grande o piccolo che sia, e poco tempo per curarlo. Gli Americani sono andati oltre e si sono inventati un modo diverso di accontentare sia i giardinieri, sia i proprietari di giardini: un sito appositamente nato per “scambiarsi” i ruoli!

Nasce così Shared Earth, un sito in cui i proprietari e i giardinieri si possono mettere in contatto e interagire.

Questo è ciò che si legge nella homepage:

Proprietari terrieri

Condividi la tua terra solo con qualcuno di fiducia e otterrai gratuitamente frutta, verdura e fiori. Nessun pezzo di terra è troppo grande o troppo piccolo!

Giardinieri e agricoltori
Ottenere un accesso gratuito alla terra e coltivare ciò che ami, condividere alcuni dei prodotti con il proprietario del terreno e tenere il resto.

I proprietari terrieri possono fare un uso più efficiente delle loro terre. I Giardinieri e gli Agricoltori avranno accesso alle terre. La nostra comunità si basa sulla premessa che possiamo creare un mondo più verde, più organico ed efficiente, giardino dopo giardino. Quindi cerchiamo di iniziare!

Meraviglioso! Tanto semplice quanto geniale. E voi cosa ne pensate? Se ci fosse anche qui un servizio del genere, ne approfittereste?

15 aprile 2011 at 08:42 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi-Ecosostenibilità day-by-day


Gli Ecogreentips non dimenticano la loro mission: vivere in maniera sana ed ecosostenibile. Giorno dopo giorno!

Ecco alcuni semplici consigli, che si possono applicare tutti i giorni, per ridurre il nostro impatto ambientale e dare un po’ di sollievo al nostro Pianeta. Se pensate che il contributo di ciascuno sia cosa di poco conto, provate a pensare il contributo di tutti, messi assieme, che effetto può avere!

  • Installate un riduttore di flusso (o frangiflusso) ai rubinetti di casa. Miscelando l’aria all’acqua che esce dai rubinetti si può risparmiare fino al 30% di risorse idriche.
  • Fate crescere sulle finestre e balconi di casa le erbe aromatiche che usate di più: le avrete sempre a disposizione e non incrementere la catena anti ecologica dell’intera filiera: le piantine, coltivate in vivavio, raggiungono supermercati e floricoltori con i camion, avvolte in plastiche e cellophan inutili.
  • Prendiamo la buona abitudine di riciclare correttamente i nostri rifiuti: facciamo attenzione a dove gettare plastica, vetro, alluminio, carta e umido. Il cibo umido (di cui ne buttiamo via circa un quarto al giorno) produce CO2. Pensiamo a creare una compostiera, così avremo terriccio nuovo per il nostro giardino.
  • Cerchiamo di dare una seconda vita agli oggetti: ripariamo il più possibile e sfruttiamo di più i mercatini dell’usato (in altri Paesi sono sempre stati alla moda!)
  • Ricordiamoci di spegnere le luci di casa, quando non ci servono e di spegnere le luci di stand-by: anche quelle influiscono sulla nostra bolletta e sull’ambiente!
  • Cerchiamo di limitare l’uso dei condizionatori. Per mantenere fresca una casa spesso basta tenere abbassate le persiane nelle ore più calde. Anche l’arredamento aiuta: montare tende bianche o molto chiare aiuta a riflettere il calore e in casa ne entrerà meno. Inoltre, il riverbero che si crea ci permetterà di non accendere troppe luc in casa. D’inverno, invece, è più salutare tenere il riscaldamento intorno a 20°-21°. Se sentite freddo, basterà mettere un maglione più grosso, o avvolgersi con un bel plaid quando si guarda la TV!
  • In camera da letto, sempre per risparmiare energia, basterà dotare il letto di un ottimo piumino e mettere un doppio set di lenzuola.
  • Per isolare i pavimenti e mantere di più il calore in casa, usate tappeti

E voi, cosa fate per risparmiare energia e acqua nel vostro quotidiano?

1 marzo 2011 at 12:56 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi- Erboristeria in cucina


Frigorifero e sale sono oggi due presenze costanti nelle nostre cucine. Uno è uno degli elettrodomestici più importanti che possiamo avere a disposizione: conserva i nostri cibi per lunghi periodi e vi possiamo riporre bevande e alimenti che ci rinfrescano nei periodi più caldi dell’anno. Il sale è oggi un alimento così comune da avere ormai un valore bassissimo. Ci aiuta a dare più sapore alle pietanze ed è un valido alleato per la conservazione di alcuni cibi, come le carni.

Ma in passato? Come era la vita senza frigo e sale? Era normale assumere cibo deteriorato (numerose sono le ricette che prevedevano l’utilizzo di cibo andato a male, come il garum dell’antica Roma) e i sapori venivano coperti dai sapori forti delle spezie e delle erbe aromatiche.

Spezie ed erbette, però, non erano solo indispensabili in cucina, ma venivano utilizzati nei casi dei più comuni disturbi, spesso con rimedi sospesi a metà tra credenze popolari e veri effetti sul corpo e psiche. Ma ricordiamo che è grazie all’antica erboristeria che oggi esiste la farmacia. Ciò che si cercava nelle piante viene ora riprodotto nei laboratori con risultati evidenti per tutti noi. Un altro aspetto da non sottovalutare è il potere intrinseco che gli oli essenziali estratti dalle piante hanno sulla nostra psiche e sul nostro organismo.

Tuttavia, le comodità della vita moderna non hanno mai fatto sparire dalle nostre abitudini le erbe aromatiche, né come contributo culinario, né come aiuti curativi.

Ecco alcuni esempi di erbette che ancora oggi vengono largamente utilizzate in cucina e che nella maggior parte dei casi hanno anche effetti curativi.

ANETO Anethum graveolens (Fam.Ombrellifere). Stimola l’appetito, favorisce la digestione, antifermentativo, seda le coliche dei lattanti, placa il singhiozzo.
Simile al finocchio, viene utilizzato nelle marinate, nella salsa per i pesci e come insaporitore nelle
insalate.

ANICE Pimpinella anisum (Fam.Ombrellifere). Come l’aneto, favorisce la digestione ed è usato come antifermentativo. In cucina si usano le foglie fresche per insaporire insalate e verdure. I semi  usano per aromatizzare arrosti e dolci.

BASILICO Ocimum basilicum (Fam. Lamiaceae) L’infuso delle foglie essiccate viene largamente usato in caso di febbre (associati a raffreddore e influenza), nella digestione lenta, nella nausea e nei crampi addominali. Viene usato anche in caso di emicranie e insonnia. Si conserva con il 40% di sale e olio extra vergine di oliva. In cucina è una delle piante aromatiche più utilizzate, grazie anche alla sua prodigiosa crescita nelle zone mediterranee. Si abbina bene con quasi tutti i sapori, tra cui minestre – mozzarelle – carni – sughi – insalate – pomodori. L’ideale è aggiungerlo alla fine cottura in modo da non far evaporare gli oli essenziale ed ottenere un gusto migliore e rende meglio se le foglie vengono spezzate con le dita, senza l’uso di attrezzi d’acciaio.

BORRAGINE Borrago officinalis (Fam Borraginaceae). E’ conosciuta come la pianta del buonumore. Ricco di potassio e calcio, è un tonico del sistema nervoso, diuretico, emolliente,  depuratore del sangue e sudorifero. Viene spesso usato dalle donne che mostrano sintomi di depressione tipica della menopausa.  Le foglie fresche vengono anche consumate come insalatina fresca, molto saporita e depurativa. Dalla borragine si estrae anche un olio, molto apprezzato e utilizzato perché ricchissimo di acidi grassi, che aiuta a combattere la perossidazione lipidica e rallenta così il progredire di diverse patologie autoimmuni. In cucina la si usa per preparare ripieni, frittate e frittelle.

CANNELLA Cinnamomum zeylanicum (Fam.Lauraceae)
E’ la corteccia arrotolata del relativo albero  originario della Cina e che ha ben radicato in Ceylon, India e Madagascar. Le sue caratteristiche la rendono una panacea da ampio spettro: combatte la stanchezza, stimola la circolazione, la digestione (è astringente sull’intestino) e il sistema immunitario, vermifuga antisettica, emostatica, antispamodica. In cucina viene spesso impiegata per aromatizzare i dolci,  ma è ideale anche in pietanze a base di carni saporite, come l’agnello. Visto il suo intenso profumo, viene anche impiegata in composizioni d’arredo per la casa.

CAPPERO Capparis spinosa (Fam. Capparidaceae) le sue proprietà sono antispasmodiche,  detergenti, diuretiche e viene impiegato come tonico. I Capperi freschi, non conservati sott’aceto contengono un flavone restauratore delle pareti dei vasi capillari. Inoltre stimola l’appetito e viene utilizzato quindi come aperitivo. Si conserva sotto sale o aceto. Si abbina con carne, pesci lessati, salse, frittate, pizze.

CORIANDOLO Coriandrum sativum (Fam. Apiaceae) Originario dell’Europa meridionale e del Medio Oriente. Preso in piccole dosi è efficace per contrastare gonfiore intestinale, digestione difficile e stitichezza; è un ottimo digestivo e un eccellente carminativo. Non bisogna abusarne perché, se assunto in eccesso è inebriante e quindi può causare disturbi nervosi e lesioni renali. In cucina lo si utilizza per insaporire ragù e salse; si abbina anche con cavoli, crauti, legumi, pesce, agnello, maiale, nelle mele al forno.

DRAGONCELLO Artemisia dracunculus (Fam. Compositae) In erboristeria non è molto utilizzato, gli si preferiscono altre piante che abbiano caratteristiche simili, come l’essere antisettico, antispasmodico, emmenagogo, stimolante, vermifugo. In cucina si usa per insalate, salse e per aromatizzare l’aceto (gr.150 di foglie fresche a macero per 30 giorni in aceto di vino). Può insaporire minestre, piatti a base di pesce, carne, pollo. Si usa secco negli arrosti e sulle carni alla griglia.

FINOCCHIO
Foeniculum officinalis (Fam Apiaceae). Il finocchio, una delle verdure più utilizzate in cucina per il suo sapore fresco, è un forte alleato della salute. L’ olio essenziale di finocchio contenente anetolo, alfa pinene, canfene e acido caffeico. Queste caratteristiche fanno sì che il finocchio sia considerato per la sua azione tonica e stimolante delle funzioni digestive, efficaci per contrastare meteorismo intestinale, eruttazioni e flatulenza.
GINEPRO Juniperus communis (Fam Cupressaceae). Sia in cucina che in erboristeria vengono utilizzate le bacche di questa potente pianta, dal gusto intenso. Il ginepro è un forte aromatico (utilizzato anche nell’industria alcoolica), digestivo, tonico,disinfettante di stomaco e vescica, diuretico e antireumatico.
si abbina con selvaggina, porchetta, cacciagione, arrosti, lessi, spiedini. Le bacche devono essere schiacciate ed usate con moderazione essendo molto saporito earomatico, ma non vanno mangiate.

LAURO o ALLORO Laurus nobilis (Fam Lauraceae) L’alloro possiede virtù aromatiche, digestive, stimolanti e antisettiche. Viene usato in caso di digestione difficile, inappetenza, coliche e aerofagia. Con il suo olio si producono prodotti naturali per la detergenza. Famoso è il sapone di Aleppo (il cui valore aumenta in base all’aumentata percentuale di olio di alloro usata). E’ utile in caso di forfora (sciacqui), contusioni e slogature (impiastri). Si deve presare attenzione all’uso dell’olio di alloro, perché è molto potente. Le foglie di alloro sono largamente usate in cucina e si abbina con moltissime pietanze, come sughi, brodi di carne e pesce, conserve in olio e aceto, marinate. L’alloro viene anche usato come pianta da bordura.

MENTA Mentha (Fam Lamiaceae) Numerosissime sono le qualità erboristiche della menta (soprattutto piperita, una delle più pregiate, oltre all’acquaticca e la spicata) L’olio essenziale di  menta piperita viene usato in caso di problemi gastrointestinali: è forse uno dei migliori digestivi presenti in aromaterapia. Le sue caratteristiche esplicano anche un’azione stomachica, carminativa, colagoga ed antivomito.È utile in caso di meteorismo, indigestioni, emicranie digestive, coliche, diarree, spasmi, dispepsie e quasi tutti i disturbi legati all’apparato digerente. Nei dolori gastrointestinali molto forti sviluppa la stessa azione calmante di 1-2cg di morfina. Grazie al suo fresco aroma, viene utilizzato anche in caso di alitosi. In cucina si utilizza per preparare bevande rinfrescanti e per insaporire pietanze come frittate, insalate e arrosti.

ORIGANO Origanum vulgare (Fam Lamiaceae). Se ne conoscono almeno 36 varianti, ma il più diffuso, lìoriganum vulgare è un’erba dal forte sapore, con proprietà: antisettica, revulsiva, antispastica, digestiva e sudorifera, stimola l’utero (non va quindi assunto durante la gravidanza) e agisce da leggero espettorante. L’infuso viene somministrato in caso di raffreddori, influenza, leggeri stati febbrili, digestione difficile, aerofagia, mal di stomaco e mestruazioni dolorose. In cucina si usa come insaporitore di insalate, carni e pizze.
MAGGIORANA Origanum majorana (Fam Lamiaceae). La maggiorana è una varietà di origano e ne conserva quindi alcune proprietà (stimolanti la digestione, antispasmodici, antifermentativi, tonico-digestivi, favoriscono il sonno e combatte i disturbi gastro-intestinali). Come l’origano, in cucinasi abbina piacevolmente con tutte le carni e i pesci e formaggi freschi, pizze,  carni in umido.

MELISSA Melissa officinalis (Fam Lamiaceae) Stimola la digestione. Questa pianta, coltivata da più di duemila anni, è stata inizialmente usata per attirare le api da miele. In erboristeria viene considerata un’erba rinfrescante, sedativa, antipiretica, digestiva; rilassa gli spasmi, e i vasi sanguigni periferici. Viene anche utilizzata in caso di disturbi di origine nervosa, digestione difficile associata a tensione nervosa, eccitabilità con disturbi digestivi nei bambini, ipertiroidismo, depressione, ansia, palpitazioni e mal di testa da stress. Il suo aroma viene diluito in acqua, per ottenere bagni rilassanti. In cucina si abbina con tutte le insalate, le zuppe e le marinate. Viene anche utilizzata per preparare bevande con menta e succo d’arancio.

ROSMARINO Rosmarinus officinalis (Fam Lamiaceae). In erboristeria si usa per in impacchi che possono essere utili in caso di reumatismi, artrite, dolori muscolari (utili sono le frizioni eseguite con fiori di rosmarino macerati in alcool). La sua forza sgrassante è utilizzata per combattere la forfora (attenzione: se utilizzato a lungo, inaridisce i capelli). digestivo, stimola il fegato. In cucina è forse la pianta aromatica più utilizzata. Si abbina con quasi tutti i piatti, tra cui i crostacei, pesci, carni, arrosti, sughi. Serve anche a insaporire pane e focacce.

SANTOREGGIA Satureia hortensis e Satureia montana (Fam Lamiaceae) Questa pianta, coltivata da più di duemila anni, ha potere digestivo, depurativo, balsamico, espettorante, antisettico, stimolante. Viene anche utilizzato in caso di mestruazioni difficili. In cucina aiuta la digestione della carne e degli alimenti contenenti fecola. E’ usata per condire le leguminose in genere, in quanto contrasta il meteorismo. E’ adatta per le carni di agnello, selvaggina.

TIMO Thymus vulgaris e Thymus serpyllum (Fam Lamiaceae). Il timo ha proprietà: tonica, diuretica, diaforetica, antibatterica, antivirale, antifungina, espettorante, antispasmodica, vermifuga. L’uso interno è utile nel trattamento di affezioni respiratorie ( bronchiti, pertosse), affezioni della pelle batteriche o funginee (acne, piede d’atleta, tricofizia), spasmi muscolari, reumatismi, coliti, parassitosi intestinali. L’uso esterno è utile per massaggi, medicazione ferite, reumatismi, punture d’insetti, scabbia e pidocchi, gargarismi per la bocca (combatte l’alitosi e previene la carie). In cucina viene usato con carne, caccgione e pesce.

ZENZERO Zingiber officinalis (Fam. Zingiberaceae). E’ usato nelle preparazioni erboristiche più diffuse e antiche, come quella ayurvedica. Per uso interno è utilizzato in caso di nausea, cinetosi, digestioni difficili, coliche, freddo addominale, raffreddore, tosse, influenza e problemi di circolazione periferica. È un forte stomachico, carminativo, stimolante, tonico, antisettico.
ha un alto contenuto in vitamina C. In cucina accompagna carne e cacciagione, pesce, crostacei e per preparare dolci secchi.
Si usa per aromatizzare bevande (ginger), salse (curry).

Le piante aromatiche sono quindi ricche di proprietà: abbelliscono i nostri giardini, donando loro una ricchezza di colori e profumi inimmaginabile; insaporiscono i nostri piatti e si prendono cura della nostra salute. Vale la pena provare a coltivarle, perchè no, anche in vaso sui nostri terrazzi e balconi.

7 febbraio 2011 at 15:41 Lascia un commento

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