Greentips…consigli verdi – Il Rassoul


1689578628E’ arrivata la primavera, finalmente, e adesso la voglia di togliersi l’inverno dalla pelle è tanta!

Chi ama trattarsi bene con prodotti naturali non può lasciarsi sfuggire il Rassoul (o Rhassoul o ancora Ghassoul).

Il suo nome deriva dal verbo arabo Rassal, che significa “lavare”.

Il Rassoul è un’argilla naturale, ricca di minerali e leggermente saponosa. Il luogo di estrazione è la zona marocchina dell’Atlas, nella valle del Moulouya (a circa 200km da Fes). L’argilla viene estratta da gallerie sotterranee e, una volta eliminate le impurità, viene lasciato essiccare all’aria.

Da secoli viene utilizzata dalle donne berbere per la cura del proprio corpo e non solo: la saponina contenuta in questa argilla, infatti, la rende versatile per la pulizia della pelle, dei capelli e anche della biancheria.
il Rassoul è un ingrediente immancabile negli hammam, dove viene impiegato per creare maschere facciali e come sapone, utilizzato in abbinata con la kessa (il tipico guanto da bagno).

Ma come funziona il Rassoul? Si presenta come una polvere sottile o in scaglie e, a differenza degli shampoo e saponi a cui siamo abituati, non contiene tensioattivi. Quando viene mescolato con l’acqua crea una spuma molto densa e dalla grana sottile: questa pasta, se applicata sulla pelle, elimina le cellule morte e assorbe il sebo in eccesso e le impurità affina i pori e lascia la pelle liscia e luminosa, eliminando le tossine e rilasciando minerali utili alla pelle.  Il composto va applicato sul viso umido e lasciato agire una decina di minuti.

La sua delicatezza è anche indicata per i capelli, soprattutto se grassi: la maschera va lasciata agire 15 minuti prima dello shampoo. Siccome ha la tendenza a seccare un po’ le punte, per capelli normali, fini o tendenzialmente secchi è meglio mescolarlo con dell’olio di mandorle. Il risultato della maschera al Rassoul sono capelli nutriti e voluminosi.

schermata20110329a13304C’è chi non si limita a usare l’argilla marocchina per la sola pulizia profonda di capelli e pelle, ma anche per combattere la cellulite! Il Rassoul va dissolto in acqua tiepida e applicato sulle zone da trattare inumidite, massaggiando con un guanto di crine. Il guanto di crine non ha solo la funzione esfoliante, ma attiva la circolazione, agevolando lo scioglimento della cellulite. Il fango così steso sulla pelle deve seccare prima di essere rimosso. Il trattamento si conclude con un bagno rilassante di mezz’ora in acqua tiepida e Rassoul.

Sembra che effettuare con costanza questo trattamento riduca gli inestetismi della cellulite.

Argilla_GhassoulIl Rassoul, impiegato ormai da secoli, è naturale al 100% e non è testato sugli animali. Lo si trova in erboristeria e con ancor più facilità in internet.

Rassoul, sapone di Aleppo, sapone nero marocchino, oli essenziali, olio di mandorle…questi sono alcuni degli elementi necessari per pulire e nutrire il proprio corpo nel pieno rispetto della natura e di se stessi, con la certezza di non utilizzare allergeni, agenti chimici. Noi non possiamo più farne a meno. E voi?

16 aprile 2013 at 09:31 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – Il sale dell’Himalaya


Il sale più diffuso nelle nostre cucine è il classico sale marino, molto spesso iodato. Ma siamo sicuri che faccia bene alla nostra salute? Esistono alternative?

Vi proponiamo un articolo, redatto a cura di Tony Giglio, consulente ayuirvedico, che ci spiega le differenze tra il sale da cucina e il sale rosa dell’Himalaya e quale sarebbe meglio usare.

I PERICOLI PER LA SALUTE DEL SALE DA TAVOLA E L’USO DEL SALE CRISTALLINO DELL’HIMALAYA COME ALTERNATIVA SALUTARE

SALE RAFFINATO: PERCHE’ NON USARLO

Il 93% della produzione mondiale di sale viene utilizzato per scopi industriali. Per diversi processi chimici come per esempio per la produzione di vernici, serve il cloruro di sodio puro. Purtroppo è lo stesso sale che finisce anche nelle nostre saliere.

saleAll’uomo piace tutto ciò che è raffinato, non importa se si tratta di farina, zucchero o sale, deve presentarsi perfettamente pulito, scorrevole e bianco come la neve. Al normale sale da cucina vengono tolti quasi tutti i suoi elementi preziosi.

Il sale da tavola viene creato prendendo sale naturale, oppure avanzi di petrolio greggio e cotto a 650 gradi centigradi. Quando il sale grezzo viene riscaldato a queste temperature inizia a perdere la maggior parte degli 80 minerali/oligoelementi che lo compongono che vengono scartati come “impurità”. Cio’ che rimane è cloruro di sodio, quello che noi consumiamo credendo che sia sale “normale”.

Senza coagenti naturali equilibranti della sua struttura che è retta da flussi di impulsi elettrici, il sale diviene “aggressivo”, nel senso che cerca di unirsi a sostanze che gli ridiano equilibrio.

Nel corpo umano trova potassio, calcio, magnesio, ecc., che hanno emanazioni energetiche (onde elettromagnetiche con frequenze specifiche) in grado di favorire la stabilità energetica della sua struttura.

Per evitare la sottrazione di elementi necessari al processo vitale, il nostro organismo cerca di eliminarlo, sovraffaticando però gli organi escretori. Quindi, con azione solvente, cerca di isolare quello che non riesce ad espellere, circondando i cristalli con molecole d’acqua che lo scompongono in ioni di cloro e sodio.

Le cellule, private dell’acqua “di servizio”, perdono energia e muoiono. Questo spiega il senso di sete che danno i cibi salati: il nostro organismo “chiede aiuto”.

Inoltre quando, per quantità, il sale supera queste difese, viene ri-cristallizzato per l’intervento di proteine animali resistenti all’assimilazione (come alcune presenti nel latte vaccino o altri alimenti) che vengono trasformate in acido urico che si combina col sale e si deposita in ossa ed articolazioni. Ne conseguono reumatismi, artrosi, artrite, edemi e gotta (che sono gonfiori da ritenzione idrica), cellulite, calcolosi renale e biliare, dolori articolari, ecc.

Il sale da tavola è particolarmente pesante sia sul sistema circolatorio che quello nervoso. Sconvolge anche il delicato equilibrio del sistema linfatico nel corpo.

Il sale da tavola causa anche un aumento della pressione sanguigna poichè il sangue cerca di spostare gli elementi tossici lontano dal cuore.

Il sale da tavola genere anche una fortissima dipendenza e piû il corpo utilizza elevati livelli di questo sodio non naturale piû ne desidera.

Sale raffinato “arricchito”

Quando questo sale viene prodotto viene persa l’importantissima forma di iodio naturale. Senza lo iodio naturale la tiroide viene severamente danneggiata portando a problemi di crescita e metabolismo. È per questo che l’industria chimica del sale ha iniziato ad aggiungere forme sintetiche di iodio che però non sono riconosciute dal corpo e sono altamente tossiche.

Per ripristinare artificialmente la composizione naturale del sale vengono aggiunte altre sostanze alogene come fluoro, bromo, cloro, ecc. (che nella forma chimica non trasformata dai vegetali sono altamente tossiche) ed anche polifenoli e sali metallici: tutte queste sostanze accelerano la formazione di nitrosammine, notoriamente cancerogene/allergeniche.

Tutti gli elementi chimici in forma sintetica aggiunti al sale da tavola (iodati, fluorurati, tiocianati, acidi clorici, polifenoli e sali metallici) causano accelerazione della formazione di nitrosammine nello stomaco. Lo iodio è il più potente catalizzatore di questo processo, aumentandolo di 6 volte. In Giappone se ne fa grande uso aggiunto al sale, e si registra il più alto tasso mondiale (25%) di tumori alla tiroide. In altri paesi diminuisce l’incidenza, in proporzione al minor consumo.

Se invece gli elementi chimici sono presenti in forma naturale (come nelle verdure o nel sale himalayano), sono invece metabolizzabili e non danno problemi (come avviene per le vitamine negli alimenti, in presenza di co-agenti naturali, invece che nella forma di sintesi).

Inoltre nel sale da tavola vengono aggiunti additivi (Carbonato di calcio e magnesio, idrossido di alluminio, E535, E536, E540, E550, ecc.) per dare miglior “cospargibilità” e resistenza all’umidità. In particolare, l’alluminio tende ad accumularsi nel cervello e pare abbia un ruolo nella maggiore incidenza del morbo di Alzheimer, in quanto impedisce la sinapsi alle fibre nervose, e quindi interrompe il flusso del pensiero.

Ma il sale puro e naturale è salutare ed essenziale per la vita! Dunque cosa fare?

sale-rosa-in-sacco-iuta-300x219IL SALE CRISTALLINO DELL’HIMALAYA

Noi viviamo grazie ad impulsi bio-elettrici che sono trasmessi attraverso l’acqua interna di fibre, nervi, ecc. ed alla conducibilità elettrica di questa, che è determinata dalla sua struttura molecolare e dalla presenza di sale disciolto.

Senza sale non c’è conducibilità

Se si prende un cavo elettrico a due fili e lo si collega con una spina da una parte e un porta lampade con lampadina dall’altra, si taglia uno dei due fili in un punto lungo il cavo e si spelano le estremità dei tronconi, si immerge questo tratto di cavo nell’acqua distillata e si inserisce la spina nella presa, la luce non si accende. Se si scioglie del sale nell’acqua la lampadina si accende. Perciò senza sale (e acqua) non possiamo vivere. In liquido amniotico, spermatozoi, lacrime, ecc. è presente una soluzione salina mediamente al 1%.

Il sale più importante è quello marino integrale (cloruro di sodio + oligoelementi associati) che può provenire anche da antichi residui essiccati di mari scomparsi, inglobati nel terreno (cave di salgemma) come il sale dell’Himalaya.

Poi c’è il sale raffinato (puro cloruro di sodio) e sue varianti con additivi chimici per dargli particolari caratteristiche.

L’organismo umano richiede sale da circa 0,2 a 5 grammi al giorno. I reni riescono ad eliminare il surplus fino a un massimo di circa 7 grammi. La carenza e l’eccesso portano a un malfunzionamento degli organi (per esempio il cuore: possibilità di infarti).

In Europa (stati industrializzati) il consumo (indotto anche dal contenuto di alimenti conservati) è fra 12 e 20 grammi al giorno (e, per lo più, è sale raffinato).

Anche se migliore di quello raffinato, il sale marino integrale conserva tracce di inquinanti. Si dovrebbe usare acqua di mare prelevata in punti incontaminati.

La salgemma, proveniente da giacimenti minerari (antichi residui marini inglobati nel terreno), garantisce l’assenza di inquinanti indotti da scarichi industriali e fognari. Tuttavia i componenti naturali (oligoelementi, minerali, ecc.) non sono ben amalgamati al reticolo ionico del sale se non c’è stata una adeguata pressione da parte delle rocce sovrapposte (miniere polacche, tedesche, austriache).

UN SALE CHE VIENE DA LONTANO

Il sale cristallino dell’Himalaya proviene dai residui del mare interno creato dal congiungimento della placca tettonica comprendente l’attuale India fra i 100 e i 250 milioni di anni fa.

Sotto la spinta si è formato l’Himalaya e col tempo il fondo marino è stato inglobato da “onde” di roccia che hanno generato pressioni enormi (come è successo a composti di carbonio quali la grafite, che hanno formato cristalli: i diamanti, ecc.)

Così, nella soluzione idrosalina viene sprigionato tutto il patrimonio di informazioni energetiche presenti nel mare primigenio incontaminato, nel “brodo primordiale” in cui si è formata la vita. (Esperimenti di S. Miller: nella soluzione salina sottoposta a cariche elettriche, si formano in pochi giorni addensamenti di aminoacidi e altri composti organici).

PERCHE’ IL SALE CRISTALLINO DELL’HIMALAYA?

Non solo è un sale marino integrale ed è privo di sostanze inquinanti (si è formato molti milioni di anni fa!, ma le pressioni immense a cui è stato sottoposto hanno anche mutato la sua struttura, inglobando gli oligoelementi in un assieme stabile ed equilibrato che, per ingestione e contatto, ci trasmette la sua energia vitale e perfettamente assimilabile.

Puro con i suoi 84 elementi naturali ed oligoelementi, è prezioso per ripristinare il nostro equilibrio e rimuovere le scorie che accumuliamo anche assumendo sali da cucina industriali.

Il sale cristallino contiene l’energia di cui il nostro corpo ha bisogno.

Con il sale cristallino il nostro corpo assume quotidianamente tutti gli elementi dei quali è composto. E’ col sale cristallino che possiamo produrre la stessa soluzione idrosalina per autoregolare e rigenerare il nostro organismo.

GLI EFFETTI BENEFICI DEL SALE CRISTALLINO DELL’HIMALAYA

I cristalli di sale dell’Himalaya rappresentano, nella completezza della loro forma, un tipo di sale naturale particolarmente prezioso.  E’ garantito che viene estratto, lavorato, selezionato e lavato completamente a mano e quindi asciugato al sole. Non contiene additivi e possiede altissime qualità bioenergetiche.

Il sale cristallino è in grado di riequilibrare il Ph della cute (psoriasi, infiammazioni cutanee, herpes…), portare sollievo nel caso di allergie e malattie da raffreddamento, trattamento delle varie affezioni renali, dei problemi femminili.

Infine è importante ricordare che l’Ayurveda consiglia come unico sale da usare il sale cristallino dell’himalaya, per tutti i motivi sopra elencati e perchè è l’unico sale che riequilibra tutti e tre i dosha, Vata, Pitta e Kapha.

Il sale himalayano può sanare vari disturbi ed essere d’aiuto per le seguenti patologie:

* riequilibrio pH naturale cutaneo e malattie della pelle

* antinvecchiamento e rassodante per la pelle

* allergie, malattie respiratorie e da raffreddamento

* igiene orale e dentale

* malattie degli occhi

* affezioni renali e disturbi femminili

* disturbi della digestione

* disturbi reumatici, gotta, artrite, artrosi

* ansia, problemi di concentrazione, disturbi del sonnno

 

Si utilizza il sale cristallino dell’Himalaya come:

• sale alimentare

• base per la preparazione della soluzione idrosalina

Con il sale cristallino dell’Himalaya possiamo produrre la stessa soluzione idrosalina per:

* riacquistare la salute o mantenerla

* contribuire al proprio benessere

* ritrovare il proprio equilibrio psicofisico

* ampliare la propria consapevolezza

* attingere a una fonte di energia inesauribile.

UTILIZZO DEL SALE CRISTALLINO DELL’HIMALAYA

Uso alimentare

Il sale cristallino è nostro amico e protegge la nostra salute. Sostituire il sale da cucina col sale cristallino macinato significa liberarsi di un elemento dannoso per le nostre cellule: il sale da cucina è soprattutto cloruro di sodio e non ha niente in comune col sale naturale che, invece, è essenziale per mantenere le funzioni vitali.

UTILIZZO COME COADIUVANTE NELLE TERAPIE

PREPARAZIONE DELLA SOLUZIONE SATURA

Porre in un vasetto di vetro con tappo alcuni blocchetti di sale Himalaya, riempire con acqua energizzata, lasciare il tempo di scioglimento e della saturazione (al 26% di sale disciolto i blocchetti cessano di sciogliersi).

Rabboccare dopo ogni prelievo. Prima che i blocchetti si sciolgano completamente, aggiungerne altri.

USO DI BASE PER VIA ORALE

Ogni giorno, un cucchiaino di soluzione satura in un bicchiere di acqua energizzata, a digiuno, appena alzati.

Durante il giorno, due cucchiaini diluiti in due litri d’acqua energizzata. Per chi fosse ipersensibile: si consiglia di regolarsi secondo le proprie reazioni, diminuendo opportunamente le quantità.

Bambini piccoli (anche neonati): possono bastare poche gocce di soluzione aggiunte ai cibi.

Nel nostro organismo le vibrazioni assorbite sono attive per circa 24 ore.

Lavaggi e sciacqui idrosalini

Soluzione al 1% (1 grammo di sale in 100 ml di acqua tiepida)

Per il lavaggio del naso si usano gli appositi spruzzatori, irroratori nasali o ampolle nasali in vetro.

Per il lavaggio degli occhi si usano le apposite coppette in vetro. Questi articoli sanitari si acquistano in farmacia.

Questa soluzione è anche adatta per fare gargarismi e sciacqui in caso di infiammazioni della mucosa della bocca e della gola.

Inalazioni idrosaline

Riempite una pentola larga con 2 litri d’acqua. Riscaldate l’acqua fino alla fuoriuscita del vapore. Aggiungete all’acqua 20 gr. di sale cristallino macinato fine o grosso (soluzione all’1%). Quando il sale si sarà completamente sciolto, inalate il vapore caldo per 10-15 minuti coprendo il capo con un asciugamano grande. Uso: malattie delle vie respiratorie, quali asma, bronchite, raffreddore da fieno.

Ci vorranno circa 30 minuti perché le tossine siano legate al catarro e al secreto con cui saranno espulse. Ripetere più giorni, secondo il grado della patologia alle vie respiratorie.

In caso di necessità, aumentare la dose di sale gradatamente, fino a 160 grammi (soluzione all’8%).

Bagni

Soluzione al 1% (1 chilo di sale per 100 litri d’acqua, in proporzione per diversa quantità).

Non usare saponi o altri prodotti. Temperatura ottimale 37°. Durata 15-30 minuti.

Non sciacquarsi. Non asciugare strofinando (meglio mettere l’accappatoio e lasciare il sale sulla pelle). Dopo il bagno riposare per 30 minuti.

ATTENZIONE! Il bagno salino è faticoso per la circolazione. Optate per una temperatura che non superi mai i 37°. E’ importante che sia presente un’altra persona in grado di intervenire subito in caso di problemi circolatori.

Uso: infiammazioni e malattie della pelle, riequilibrio del pH della cute, idratazione. L’effetto purificante di un bagno salino cristallino di 30 min. equivale a una dieta di 3 giorni: le tossine vengono trasferite dal corpo all’acqua della vasca per osmosi mentre la pelle reintegra i minerali in soluzione.

Frizioni

Soluzione al 1% se su ferite aperte, fino al 8% negli altri casi, ma fino alla satura su contusioni, distorsioni, gonfiori, punture di insetto, herpes.

Per disfunzioni e ferite della pelle, dolori e lesioni muscolari e articolari e il riequilibrio del PH fisiologico.

Impacchi

Soluzione al 1% su ferite aperte, dal 3 al 10% negli altri casi.

Teli cotone o lino. Fredda sui polpacci in caso di febbre.

In alternativa per infezioni con febbre alta:

Maglietta al sale

Soluzione al 3%, immergerla poi strizzarla, indossarla bagnata, avvolgersi in telospugna o accappatoio, entro 30 minuti si emetterà sudore. Dopo 60-90 minuti fare una doccia per lavare il sudore.

Prendere una tisana calda (tiglio o altro). Ottima per ogni tipo di intossicazione e per attivare il metabolismo.

Calzini al sale

Stesso metodo, soluzione 3-5%, un’ora di riposo dopo uso.

Indicati per piedi freddi e podagra.

Infiammazioni cutanee (acne, impurità, eczemi, reazioni allergiche, ecc)

Trattamento di base per via orale.

Applicazione di soluzione satura sulle parti interessate (lasciare assorbire, non mettere creme subito dopo).

Neurodermatite

Trattamento di base per via orale.

Bagno per lenire il prurito, concentrazione secondo stato della pelle.

Nei bambini piccoli si vede come “crosta lattea” (dermatite seborroica) in testa, eczemi nelle pieghe di gomiti e ginocchia, a volte su tutto il corpo.

Negli adulti a partire dalle mani e poi su tutto il corpo.

Psoriasi

Trattamento di base per via orale.

Bagno in concentrazione da 3 a 8%. Fare due bagni salini (10-20 minuti) a settimana a 37°.

Lasciare asciugare la pelle all’aria, esporsi a raggi ultravioletti per 5-10 minuti al massimo.

Nei punti più colpiti fare, a parte, impacchi con soluzione satura (attaccatura dei capelli, cuoio capelluto, aree estensorie degli arti, interno di ginocchia e gomiti). Se si hanno problemi circolatori, non fare bagni prolungati: tenere qualcuno a portata di voce.

Herpes

Trattamento di base per via orale. Inumidire spesso con soluzione satura.

Micosi ai piedi (piede d’atleta)

Trattamento di base per via orale.

Fare ogni giorno un pediluvio di 15 minuti (concentrazione oltre il 10%), non sciacquare, lasciare asciugare all’aria. Se non ci sono ferite aperte bagnare le parti con soluzione satura.

Verruche

Trattamento di base per via orale. Inumidire spesso con soluzione satura.

Se sono presenti su mani e piedi fare pediluvi e maniluvi con soluzione oltre il 10%. Non risciacquare, lasciare asciugare all’aria.

Punture di insetto

contro prurito e gonfiori, inumidire spesso con soluzione satura, coprire con una garza imbevuta.

Asma allergica

Trattamento di base per via orale.

Inalazione di soluzione al 1% e poi, gradualmente, fino al 3%, due volte al giorno per 10-15 minuti, acqua in temperatura fra 34 e 37°.

Si può usare un apparecchio per aerosol. Ionizzazione con l’apparecchio apposito per eliminare polvere e pollini e ricreare un clima di tipo marino. Un bagno a settimana in soluzione al 1%.

Raffreddore da fieno

Tattamento di base per via orale.

Lavaggi nasali con soluzione al 1%, più volte al giorno, per rimuovere il polline dalle mucose.

Se anche gli occhi sono infiammati, fare lavaggi. Usare lo ionizzatore con soluzione salina per abbattere il polline.

Malattie influenzali (tosse, raffreddore, mal di gola, bronchite, otite dell’orecchio medio, sinusite)

Trattamento di base per via orale.

Se non c’è febbre o è leggera, fare bagno di circa 20 minuti: con processo osmotico si cederanno tossine all’acqua e si assorbiranno dal sale energie positive. Se la febbre è alta, fare solo pediluvio. La maglietta al sale può dare buoni risultati. Ottimi gli impacchi freddi ai polpacci.

Mal di gola

Oltre a quanto sopra, fare gargarismi con soluzione al 1%.

Impacchi: inumidire un foulard con soluzione satura e avvolgerlo attorno al collo per un ora, coperto da un asciugamano.

Otite media (chiusura della tromba di Eustachio)

Trattamento malattie influenzali.

Due lavaggi nasali al giorno, soluzione al 1%. Cuscino di sale: scaldarlo e applicarlo sulla parte per 20 minuti, ripetere durante il giorno secondo necessità.

Raffreddore e sinusite

Trattamento malattie influenzali. Risciacquare il naso mattino e sera, con soluzione al 1%.

Bronchite

Trattamento malattie influenzali. Inalazione 1-2 volte al giorno con soluzione al 1%, aumentabile fino al 3%. Se la bronchite è cronica, usare lo ionizzatore.

Artrite e gotta

Trattamento di base per via orale. Impacchi con soluzione satura. Ripetere spesso secondo necessità.

Artrosi e osteoporosi

Trattamento di base per via orale.

Impacchi con acqua calda, soluzione al 10% e oltre. Alimentazione: per aumentare il calcio mangiare noci, sesamo e affini (integrali), legumi e soia. Applicare il cuscino di sale caldo per 20 minuti per applicazione.

Serie di bagni con soluzione a partire dal 2% fino al 8% per 15-20 minuti, esclusi nei casi di infiammazione acuta.

Per le articolazioni di mani e piedi fare pediluvi e maniluvi con soluzione a maggior concentrazione (partire dal 10 fino al 20%).

Fratture, distorsioni, contusioni e stiramenti

Trattamento di base per via orale.

Impacchi freddi con soluzione molto concentrata: ripetere più volte nella giornata.

Disturbi della digestione

Trattamento di base per via orale.

Di solito è sufficiente l’uso costante. Se ci sono calcoli biliari, vengono progressivamente disgregati ed espulsi, ma potrebbero insorgere coliche dolorose fino a fine processo.

Se ci sono disturbi al fegato ed affezioni biliari estese all’intestino ed allo stomaco, impacchi caldi possono alleviare i dolori: soluzione di 50-100 grammi in mezzo litro, applicare sulla parte e coprire con un asciugamani asciutto, lasciare agire per 30 minuti.

Affezioni renali e della vescica

Trattamento di base per via orale.

Aumentare l’acqua a 3-4 litri. Impacchi caldi nei punti dolenti o cuscino di sale caldo, per lenire i dolori.

Malattie cardio-circolatorie

Trattamento di base per via orale.

Soprattutto se si tratta di malattie “da benessere” (alimentazione, stile di vita – sedentaria – ecc.).

Stati d’ansia, problemi di concentrazione, disturbi del sonno

Trattamento di base per via orale.

Bagni in soluzione al 1% a 37°: rilassarsi ascoltando musica.

Se si sta in ambiente con forti campi elettromagnetici, usare uno ionizzatore a sale, che in circa due ore può creare un ambiente con spettro neutro di oscillazioni. Usare anche la lampada di sale.

Disturbi femminili

Trattamento di base per via orale.

Per disturbi localizzati (secrezioni anomale, mucosa vaginale secca, infezioni) fare semicupi con soluzione da 3 a 8%, acqua a 37°.

Malattie degli occhi

Per disturbi acuti, lavaggio due o tre volte al giorno con soluzione al 1%, fino a risoluzione del problema.

Per malattie croniche fare lo stesso per lunghi periodi. La cosa più importante è di evitare la disidratazione del globo oculare, che lo deforma e danneggia la vista.

Disturbi da metalli pesanti

Trattamento di base per via orale.

Aumentare la quantità d’acqua bevuta nella giornata per favorire l’espulsione degli inquinanti tossici.

Igiene orale

Spazzolare mattina e sera i denti con la soluzione satura, farla passare negli spazi interdentali, sciacquare con la soluzione trattenendola in bocca per 3 minuti in modo da raggiungere tutto lo spazio interno. Il sale inibisce la formazione di tartaro e carie, abbatte l’acidità, rigenera lo smalto.

Deodorazione

Il sale impedisce la proliferazione di batteri e germi, anche quelli che sono causa dei cattivi odori (da decomposizione) ascellari e inguinali. Basta frizionarsi con soluzione satura o strofinare un blocchetto cristallino bagnato sulle parti. L’effetto può durare una giornata.

Cuscino di sale

Riscaldate brevemente in forno il cuscino alla temperatura di 50-60°. Applicate il cuscino di sale caldo sulla parte dolente e lasciate agire per circa 20 minuti. Uso: otite, contrattura muscolare, mal di schiena, dolori articolari. ATTENZIONE! E’ controindicato in caso di affezione reumatica infiammatoria acuta o di gotta in fase acuta.

Attenzione: peggioramento iniziale nel corso della disintossicazione

L’effetto del sale cristallino sull’organismo è esattamente l’opposto a quello delle medicine. Mentre i medicinali sopprimono un sintomo, attraverso il sale cristallino il sintomo esistente come quello latente in seguito al rifornimento energetico viene portato a sfogarsi. Questo processo è spesso connesso con un peggioramento iniziale – come lo conosciamo dall’omeopatia – e questo si manifesta nel vostro organo più debole o dove avete un disturbo patologico.

Nel corso del tempo l’organismo comincia a rompere i depositi, a inserirli nel metabolismo e espellerli, è necessario bere però almeno 2 litri di acqua al giorno.

Fonti:

Progetto Scudo (www.progettoscudo.it)

I tesori di Venere (ww.erboristeriacosmetici.it)

Ananda Inner Life: (www.innerlife.it)

Global Healing Centre (www.globalhealingcenter.com)

Organic Authority (www.organicauthority.com)

15 febbraio 2013 at 12:18 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – Le eco app


Diciamocelo, vivere in maniera ecosostenibile è una nostra priorità. La nostra coscienza verde ci porta ad avere cura del mondo che ci ospita e cerchiamo di non sfruttare le risorse a nostra disposizione più del dovuto; stiamo attendi ai nostri consumi; spegniamo sempre le luci se non servono, usiamo la bici al posto dell’auto; preserviamo l’acqua senza sprecarla; cerchiamo di lasciare ai nostri figli un mondo pulito e non ipotecato e compromesso dai nostri errori. O almeno è quello che dovremmo fare, vero?

Tuttavia, non ci dimentichiamo che viviamo un’era in cui la tecnologia è preponderante. Oggi possiamo usare oggetti che ci semplificano la vita, facendoci risparmiare tempo e fatica. Tra questi, sicuramente dobbiamo citare gli smartphone.

Lo sapevate che iniziano a prolificare applicazioni verdi che, se scaricate nei nostri telefonini, ci possono non solo tener compagnia ecologicamente, ma anche educare e informare?

Ecco qualche esempio:

Impronta Ecologica. Questa applicazione permette di calcolare la propria impronta ecologica e quale impatto abbiano i nostri consumi sul pianeta. Una volta terminato il test, è possibile condividere i risultati ottenuti sulla propria bacheca di Facebook, offrendo così la possibilità di confrontarsi con i propri contatti.

Greendrops, invece, aiuta a tagliare le proprie emissioni di CO2, invitandoci a ridurre il consumo di elettricità, riscaldamento e altre fonti. Inserendo i consumi mensili di elettricità, gas e chilometri percorsi, l’app calcolerà la vostra produzione di CO2. I colori che visualizzerete vi daranno una chiara idea di quale sia il vostro atteggiamento: il verde significa che siete nella norma; l’arancione che potreste migliorare i consumi e il rosso che …così proprio non va bene! In base ai risultati vi verranno dati consigli utili per migliorare le vostre abitudini. Anche con questa app sarà possibile confrontarsi con i propri contatti, questa volta tramite Twitter.

Il Comune di Torino, invece, ha sviluppato diversi giochi che si possono fare anche online: Mi Mobilito ha il compito di educare e sensibilizzare una corretta mobilità cittadina, che permetterà anche ai bambini di imparare a rispettare la segnaletica stradale, a offrire passaggi a possibili compagni di viaggio, a preferire l’uso della bicicletta.

Mi Rifiuto, invece, ha lo scopo di educare a una corretta spesa e quindi scegliendo in partenza prodotti con un ridotto packaging, a chilometro zero, in confezioni riciclabili se possibile. Inoltre insegna a smaltire correttamente i rifiuti. In un gioco solo viene insegnata la regola delle R: riduzione, riuso, riciclo.

Un’azienda privata, invece, ha sviluppato un’applicazione che, attraverso il personaggio principale, il cavaliere Messer Viro (che da il nome alla app), insegna la raccolta differenziata. Molto utile soprattutto per insegnare ai più piccoli le basi di una corretta raccolta.

Per chi, invece, cerca lo stile anche nell’ecosostenibilità, segnaliamo Ecostyle24: un collettore di prodotti di design, moda, salute e bellezza, benessere e alimentazione, nonché eventi e manifestazioni: tutti ecologici ed ecosostenibili.

Esistono anche applicazioni in campo musicale, abbinato all’ecologia. Segnaliamo Edison Radio, che sviluppa un progetto di cultura della sostenibilità e del risparmio energetico nella musica. Se pensiamo a quanti gruppi, sia amatoriali che professionisti, esistono e quale impegno di energia serve per amplificare gli strumenti, possiamo anche immaginare quanto sia importante il progetto attuato da Edison Radio. Qui potete leggere il manifesto di questa radio.

Ecoradio, invece, nell’arco della giornata orienta il suo palinsesto su un’informazione green costante e completa sui più disparati temi ambientali.

App utili per orientare il nostro modo di vivere in maniera sostenibile, integrando in maniera intelligente la tecnologia.

23 ottobre 2012 at 11:31 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi-Favole e foreste


Immaginate di mettere in mano a un bambino un libro, pieno di figure colorate e testi scritti in grande, con un bel carattere, piacevole da vedere. Alcuni di questi libri sono favole da raccontare ai più piccini. Forse questa scena può far tornare alla mente ricordi d’infanzia; ad altri sembra la descrizione di quanto accade in casa propria ogni giorno.

I bambini crescono con i libri. Sfogliare un libro apre la mente, sviluppa l’intelligenza, favorisce la creatività.

Ma siamo certi che questi libri siano tutti prodotti ecologicamente etici? Siamo sicuri che per far crescere bene i nostri figli, in realtà non stiamo contribuendo a distruggere il mondo in cui loro, una volta cresciuti, dovranno vivere?

Da una recente indagine condotta da Greenpeace è emerso che 9 su 11 libri analizzati erano stati stampati su carta proveniente da foreste torbiere  indonesiane che dovrebbero essere invece protette.

L’Indonesia è il primo produttore al mondo di cellulosa e palma da olio e per incrementare il commercio di carta da parte delle due più grosse aziende produttrici di carta al mondo: la Asia Pulp & Paper (APP) e la Asia Pacific Resources International (APRIL).

Per far capire l’entità del dramma che si sta consumando ai danni dell’ambiente, l’Indonesia ha un’estensione pari allo 0,1% delle terre emerse e sta producendo il 4% dei gas serra globali (1,8Gt, cioè miliari di tonnellate) all’anno. Negli anni compresi tra il 2003 e il 2009, il governo indonesiano ha stimato che sono stati distrutti 800.000 ettari di foreste e di questi, il 22% del taglio è andato ai fornitori di legno di APP. Continuando con questo ritmo di deforestazione, entro il 2030 la distruzione delle piantagioni aumenterà del 50%. APP e APRIL sono le uniche aziende produttrici di cellulosa che utilizzano legni duri tropicali (MTH, cioè Mixed Tropical Hardwood) e polpa di cellulosa di acacia.

La Cina è il primo cliente di APP e APRIL: nel 2007 ha importato dall’Indonesia ben 300.000 tonnellate di cellulosa, con cui ha prodotto 4,3 milioni di tonnellate di libri e giornali. I dati del 2011 riportano che l’Italia ha importato dalla Cina prodotti editoriali per un valore di oltre 5 milioni di euro.

E’ ovvio che le leggi di mercato impongono di produrre di più a meno prezzo e quindi si cerca di risparmiare sulla manodopera (stampando in Cina) e sulle materie prime (APP e APRIL, che sono molto aggressive nella loro politica di mantenimento della clientela). Ma a che prezzo?

Le foreste indonesiane sono l’habitat ideale di molte specie in via di estinzione, tra cui l’orango (che vive solo nel Borneo) o la tigre di Sumatra; nel mondo vegetale possiamo sottolineare la rarità del ramino, un albero tropicale che vive solo nelle foreste torbiere e contribuisce al sostentamento di specie endemiche.

Cosa si può fare, per evitare questo scempio? Intanto con l’informazione: sapere che la maggior parte dei libri per bambini è stata stampata su carta indonesiana è un passo in più verso la protezione delle foreste tropicali.

In Italia, alcuni dei più grossi editori stanno dimostrando il loro impegno con la produzione di editoria soprannominata “a deforestazione zero”. Le campagne di sensibilizzazione condotte negli anni hanno portato gruppi come Mondadori, Feltrinelli, De Agostini e GEMS a cercare materie prime sicure. Altri gruppi minori ce la stanno mettendo tutta per raggiungere analoghi risultati.

Tuttavia, ci sono ancora due gruppi che ancora non sono sensibili a questo argomento ed essendo due dei più grossi, il problema diventa davvero rilevante: Gruppo RCS e Gruppo Giunti. Le analisi svolte da un primario istituto tedesco hanno rilevato che in undici prodotti destinati ai più piccoli, stampati in Cina, sono presenti numerose fibre di MTH. Solo in due casi non si è potuta determinare con chiarezza l’origine della cellulosa.

Non facciamo di tutta l’erba un fascio, però: il Gruppo RCS comprende diverse case editrici e alcune di queste hanno dichiarato e dimostrato di stampare su carta “amica delle foreste”. Queste sono: Bompiani, Fandango, Gaffi, Marsilio. Le altre (Rizzoli in testa) utilizzano materie prime che mettono a rischio le foreste.

Il Gruppo Giunti, invece, ha una situazione più critica perché sembra che tutte le aziende ad esso riconducibili non diano garanzia di sostenibilità ambientale: Giunti Kids, Giunti Industrie Grafiche, Giunti Scuola, GAMM, Touring Editore, GAMM, Giorgio Nada Editorie, Editoriale Scienza, Motta ed Edizioni del Borgo. E proprio per quest’ultima i sospetti sono una certezza: la cartiera Tijwi Kimia, che appartiene al gruppo APP, sul proprio sito web annovera tra i prodotti stampati con la propria carta le guide del Touring Club Italiano.

Greenpeace ha chiesto ufficialmente a Giunti e Rizzoli di impegnarsi a proteggere le foreste, anziché contribuire alla loro deforestazione, acquistando prodotti controllati e di escludere dai propri fornitori APP e APRIL.

Nel nostro piccolo di consumatori, invece, possiamo fare la differenza indirizzando i nostri acquisti verso libri e riviste stampate su carta sicura. Come giustificheremmo, altrimenti, ai nostri figli il fatto che abbiamo lasciato estinguere le tigri per rasare a zero le foreste dove vivono, solo per stampare loro delle favole?

 

16 ottobre 2012 at 15:04 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – E’ successo ancora!


Purtroppo è successo ancora. Volevamo raccontarvi qualcosa di bello, ma purtroppo la recente notizia dell’incidente nucleare occorso a Fessenheim, in Alsazia, quasi sul confine con la Svizzera, ha brutalmente spostato la nostra attenzione.

L’incidente, di per sè, sembra non essere preoccupante: quello che all’inizio sembrava un incendio, era in realtà una fuga di vapore di acqua ossigenata che ha investito due operai, ustionandoli. 50 pompieri accorsi subito sul luogo dell’incidente hanno tenuto sotto controllo e messo in sicurezza la situazione.

Questa centrale, che il neo presidente francese Hollande ha promesso di far chiudere entro il 2017, l’anno scorso aveva già subito un guasto, considerato di livello 1 su 7 secondo la scala di Ines. Tuttavia, essendo questa centrale al più vecchia in Francia, soprattutto dopo il disastroso incidente di Fukushima, è stata fatta oggetto di polemiche e gli ambientalisti che lottano per far chiudere le centrali nucleari, capitanati da Charlotte Mijeon di “Sortir du nucléaire”, sostengono che questo incidente potrebbe essere il preludio di qualcosa di più grave. Effettivamente, non è difficile pensare che se la struttura inizia a cedere, gli incidenti potrebbero essere più frequenti o più gravi.

Gli Ecogreentips (e speriamo anche tutti gli Ecogreentipper che ci seguono) sono contro al nucleare perchè le centrali non sono sicure, richiedono anni prima di entrare in attività, anni per essere smantellate e i rischi di incidenti sono altissimi. Non crediamo che i vantaggi siano sufficienti per dimenticare gli svantaggi.
Noi vorremmo sì, che il mondo producesse energia più pulita da fonti rinnovabili, ma preferiremmo che la gente imparasse a consumare meno e con più coscienza.

Il nostro Pianeta è bellissimo e ci offre tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo proteggerlo, non distuggerlo!

e voi, cosa pensate delle centrali nucleari? Sono necessarie? Obsolete? Pericolose? Cosa fareste voi, per cercare  di produrre energia meno pericolosa?

 

7 settembre 2012 at 10:11 Lascia un commento

Greentips…consigli verdi – La luce non è mai stata più verde di così!


Ebbene, siamo arrivati al dunque: un’epoca si concluderà definitivamente allo scadere di questo giorno. Da domani, infatti, le lampadine a incandescenza saranno definitivamente messe al bando.

Ricordiamo che, dal 2009 ad oggi, ogni 1° settembre veniva tolta dalla vendita una tipologia di lampadina. Nel 2009 abbiamo dato l’addio alle 100W, poi alle 75W, l’anno scorso alle 60W e oggi alle 25 e 45W.

Da domani, man mano che ci si bruceranno le lampadine in casa, saremo costretti (per fortuna!) ad avvitare nei nostri lumi quelle a basso consumo o quelle al led.

Più volte abbiamo ricordato quanto le lampadine di ultima generazione siano più green e ci facciano risparmiare anche sui consumi elettrici; tuttavia non dobbiamo dimenticare di smaltirle correttamente.

I rivenditori di lampadine, su tutto il nostro territorio, dovrebbero lasciare a disposizione dei clienti un box per la raccolta delle lampadine usate. Purtroppo non tutti si sono attrezzati in tal senso. Le lampadine a fluorescenza, in particolare, possono diventare pericolose se disperse nell’ambiente, perché contengono mercurio. Prestiamo quindi particolare attenzione, quando dobbiamo smaltirle!

31 agosto 2012 at 14:39 4 commenti

Greentips…consigli verdi – Chiome sempre eco-perfette!


Più volte abbiamo sottolineato il fatto che i prodotti commerciali sono ricchi di sostanze nocive, tra cui parabeni, coloranti o profumi chimici. Gli svantaggi sono notevoli e molteplici: si incrementa l’utilizzo del petrolio; si inquina l’ambiente (in fase di estrazione delle materie prime; in fase di trasporto delle materie prime e del prodotto finito; con la dispersione del prodotto stesso nell’ambiente) e ci si intossica.

L’igiene  personale è molto delicata e quando scegliamo un prodotto dobbiamo sempre fare attenzione se questo rispetta l’ambiente e la nostra persona. Abbiamo già visto, in altre occasioni, quanto sia importante usare un buon sapone (nero marocchino, di Aleppo, di Castiglia o di Marsiglia). Oggi vediamo come trattare nel migliore dei modi i nostri capelli.

Uno shampoo facilissimo da produrre e che può essere adatto alla maggior parte delle esigenze è una semplice soluzione di acqua e bicarbonato. Basta sciogliere un po’ di bicarbonato in acqua, massaggiarlo sui capelli e risciacquare bene. Se si desidera, si può profumare un po’ la soluzione con delle gocce di olio essenziale.

Esistono anche altre miscele tutte home-made, 100% naturali che possono lavare in nostri capelli, rendendoli lucidi, forti e morbidi.

Per esempio, una tazza di sapone di Marsiglia purissimo liquido, mescolato a una tazza di infuso di erbe (lasciate macerare almeno 30 minuti), un cucchiaio di olio di oliva e uno di miele costituiscono un’altra valida soluzione lavante. A seconda delle piante che si usano (fresche o essiccate, a seconda della disponibilità) si ottengono risultati differenti. Per esempio, la salvia e il te nero scuriscono i capelli; l’achillea contrasta i capelli grassi; la calendula o la camomilla aiutano a dare un bel riflesso ai capelli biondi; le foglie di ortica o le radici di bardana sono un toccasana contro la forfora. Attenzione ad usare il rosmarino, perché la sua azione contro i capelli grassi è molto forte e rischiate di indebolirli troppo.

Se si vuole ottenere uno shampoo che dia spessore e volume, l’avena è l’ideale! Basta frullare i fiocchi di avena con il bicarbonato di sodio e aggiungere un po’ di acqua fino a raggiungere una consistenza adatta all’uso. Si lascia in posa il composto per qualche minuto e poi si sciacqua bene. In alternativa all’avena si può usare l’amido di mais o mixare in parti uguali amido e avena.

Di tanto in tanto, sia per combattere i capelli grassi che per dare corpo e volume al fusto, si possono usare dei rossi d’uovo con qualche goccia di limone. I bianchi avanzati possono essere usati in cucina per fare le meringhe! Il rosso d’uovo è molto ricco e nutre il capello e la sua composizione si lega al grasso presente sul cuoio capelluto. Basterà lasciare in posa l’uovo per qualche minuto e poi sciacquare bene. Altrimenti, altre piante adatte ai capelli grassi sono l’ortica, il rosmarino, la menta piperita, la bardana, il tea tree (che è anche disinfettante), la citronella o la radice di giaggiolo.

I capelli secchi si possono trattare con un infuso di trifoglio rosso, fiori d’arancio, fiori di lavanda, fiori di sambuco, fiori di camomilla o calendula. E’ opportuno aggiungere una piccola percentuale di olio di jojoba, per nutrire in profondità.

I capelli grossi o ricci si possono trattare con salvia grigia, rosmarino, ortica o fiori di lavanda. Anche in questo caso l’aggiunta di olio di Jojoba è utile per dare corpo e volume.

La caduta dei capelli (che, ricordiamolo, ha diversi fattori tra cui l’ereditarietà e quindi non è possibile debellarla completamente) può attenuarsi se si utilizzano i macerati di lavanda, tea tree, salvia ortica o basilico. Massaggiare la cute con questi infusi fortifica le radici e migliora la circolazione dello scalpo.

La forfora non piace a nessuno, ma è possibile trattarla  con ortica, foglie di betulla, cortecce di salice bianco, menta e citronella.

Qualunque sia il vostro caso, la base di partenza può essere una buona base di partenza può essere una soluzione composta fino al 50% da sapone di Marsiglia puro (o di Castiglia) e olio (un passpartout è quello di oliva, ma alla fine di questo articolo potrete trovare valide alternative, ognuna con una propria caratteristica) e l’infuso d’erbe scelte in base alle proprie esigenze.

Sarebbe opportuno usare una buona acqua, contenente poco calcare e prodotti bio di primissima qualità.

Le quantità degli ingredienti possono variare in base alle proprie preferenze, se lo si preferisce più “saponoso” o più curativo: basterà aumentare il sapone o la concentrazione dell’infuso (10-15 minuti di infusione per una concentrazione media, fino a 30 minuti per una versione più forte).

Questa è la ricetta base:

200ml di acqua pura (distillata)

4 cucchiai di sapone

4-6 cucchiai di erbe (fiori, foglie o radici, a seconda della pianta)

1 cucchiaio di olio, se previsto

L’acqua servirà a preparare l’infuso con le erbe scelte e, una volta raffreddato il the che si sarà ottenuto, lo si potrà aggiungere al sapone (e all’olio).

Se ben conservato, questo shampoo può durare anche un anno, ma è opportuno consumarlo con frequenza, dal momento che non contiene conservanti.

Esistono anche alternative senza sapone, come il classico shampoo alla farina di ceci. In un flacone vuoto e pulito si inseriscono nell’ordine:farina di ceci (4 cucchiai circa), acqua pura o distillata, aceto. Si agita il tutto e lo si versa sui capelli, massaggiano per bene. La farina di ceci catturerà il grasso cutaneo, mentre l’aceto liscerà e luciderà i capelli.

Una versione più forte e adatta ai capelli grassi prevede l’uso dell’argilla bianca al posto della farina di ceci. Gli ingredienti sono:

quattro cucchiai di polvere di argilla bianca

due gocce di olio essenziale di limone

mezzo bicchiere di acqua tiepida

Per nutrire il fusto il miele è ottimo. La maschera, che si applica prima dello shampoo e va fatta agire per almeno un’ora, è composta da miele e olio di ricino. Il miele (due cucchiai) deve essere liquido e quindi se non lo è, va scaldato un po’. A questo punto si aggiunge l’olio di ricino (4 cucchiai) e si mescola bene. Servono due cucchiai di miele e quattro di olio di ricino.

E l’olio di ricino è anche un toccasana pre-shampoo, molto versatile se emulsionato con un infuso di erbe medicamentose a seconda delle proprie esigenze.

Se la propria necessità è quella di lisciare e rendere più forti i capelli, frizionare delicatamente, ma a lungo per consentire l’assorbimento, 3 volte a alla settimana per almeno  3 settimane un’emulsione composta da olio essenziale di lavanda e olio di alloro in parti uguali (5/6 gocce) diluiti in olio di mandorla è la eco-soluzione. La lozione deve agire per 20 minuti, prima di essere eliminata con uno shampoo delicato.

E dopo lo shampoo? Il balsamo! I dopo shampoo più semplici sono soluzioni di acqua e aceto, oppure acqua e acido citrico (in basse concentrazioni) o succo di limone. Questi tre elementi hanno proprietà comuni: districano, lisciano e lucidano. Acido citrico e aceto sciolgono anche il calcare presente nell’acqua.

Ma ci si può cimentare con qualcosa di più, come una mistura di succo di limone e frullato di cetriolo (solo la polpa). Il limone lucida e liscia; il cetriolo nutre e ammorbidisce.

Un’emulsione che nutre, lucida, previene le doppie punte e “profuma di buono” è composta da succo di mela e olio di mandorle. Si applica sui capelli, massaggiando un po’, e si lascia in posa mezz’ora.

Una maschera dolce e nutriente è composta da una banana, miele e olio di mandorle. Lasciata in posa sui capelli per almeno 30 minuti, rimpolpa il fusto e lascia i capelli morbidi e lucidi.

In tutti i casi potete fare l’ultimo risciacquo con un mix di  acqua distillata alle rose (un cucchiaio), due gocce di olio essenziale di lavanda e due  di olio essenziale di sandalo. Il risultato sarà una chioma lucida e delicatamente profumata.

Vi riportiamo di seguito un elenco delle principali piante, elencate a seconda del loro effetto:

Disinfettanti naturali:

Abete (foglie)
Acero (corteccia) e  Acetosella (foglie fresche)
Eliotropio

Enula

Ligustro (foglie)

Tea tree

Decongestionanti:

Agrimonia (pianta fresca frullata)
Argentina (pianta intera) e Asfodelo (radice)

Borragine e Brugo e Caglio(fiori e foglie)

Capelli grassi:

Ailanto(corteccia)
Lingua di cane

Quercia (foglie)

Antisudore:

Alloro (foglie)

Detergenti:

Biancospino (corteccia)

Ammorbidenti e addolcenti:

Calendula (fiori)
Lingua di cane

Coloranti e riflessanti:

Camomilla (fiori) – biondo
Castagnole (frutti): castano

Castagne (bucce): castano
Centaurea: castano
Edera (foglie fresche) castano
Noce (mallo verde): castano, copertura primi capelli grigi

E questo è un elenco di oli, escluso il miracoloso olio d’oliva, per emulsionare impacchi pre e post shampoo:

– olio di albicocca (emolliente)

– olio d’argan (ricco di vitamine, nutriente, rigenerante, ristrutturante, antiossidante, antietà)

– olio d’argousier (antiossidante, emolliente)

– olio di avocado (rinforzante, elasticizzante)

– olio di borragine (idratante, rivitalizzante)

– olio di camelia (protettivo, nutriente, fortificante)

– olio di ciliegia ( emolliente e ricco di vitamina A)

– olio di fico d’india (antiradicali liberi, omega6, riparatore, emolliente)

– olio di fragola (antiossidante, astringente, pelli grasse)

– olio di frutto della passione ( antiradicali-liberi, emolliente)

– olio di iperico (antinfiammatorio, analgesico, eritemi)

– olio di kiwi (omega3, vit E, emolliente)

– olio di neem (antisettico, eczema, psoriasi, dermatite)

– olio di nocciola (lenitivo, addolcente, purificante, equilibrante, pelli miste/grasse)

– olio di ricino (nutriente)

Qualunque sia lo shampoo o la maschera che decidere di provare, dovete considerare che i capelli hanno bisogno di un periodo di adattamento al nuovo detergente, che può considerarsi di due o tre settimane (una decina di lavaggi circa). Non lasciatevi scoraggiare né dai primi risultati sui capelli, che si noteranno dopo qualche applicazione, né dalle miscele che avrete creato. Con il tempo imparerete a dosare la giusta quantità di oli, sapone, erbe o oli essenziali in base alle vostre esigenze.

E se proprio non avete la pazienza di sperimentare i numerosi prodotti che possiamo creare in casa e non volete rinunciare alla comodità del prodotto finito, acquistate shampoo e maschere nei negozi biologici o del commercio equo e solidale: salvaguardia dell’ambiente e salute saranno comunque garantiti!

30 agosto 2012 at 15:21 8 commenti

Articoli meno recenti


Ecogreentips.org

Clicca qui per iscriverti a questo sito e ricevere le notifiche dei nuovi articoli via e-mail.

Segui assieme ad altri 454 follower

Feeds

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Errore: Twitter non ha risposto. Aspetta qualche minuto e aggiorna la pagina.

Categorie

Archivi

Creative common

Sosteniamoli!

Greenpeace Italia

English version

Trovi i Greentips anche qui:


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: